Chiesa&religioni
stampa

La Giornata per le comunicazioni sociali domenica 13 maggio

Il pericolo delle notizie false

Domenica 13 maggio si celebra la 52 giornata mondiale delle comunicazioni sociali, promossa  ancora nel 1967 da Papa Paolo VI, per richiamare l'attenzione sul vasto e complesso fenomeno dei moderni strumenti di comunicazione sociale.

Parole chiave: territorio (17022)
Un’immagine del film "Il caso Spotlight", al centro di una serata promossa dall’Ufficio Comunicazioni Sociali"

Il monito di Papa Francesco nell'appuntamento mondiale sui media: il compito degli operatori e dei recettori

Domenica 13 maggio si celebra la 52 giornata mondiale delle comunicazioni sociali, promossa  ancora nel 1967 da Papa Paolo VI, per richiamare l'attenzione sul vasto e complesso fenomeno dei moderni strumenti di comunicazione sociale. 

Quest’anno il messaggio del Papa dal titolo “La verità vi farà liberi (Gv 8,32)“ assume un particolare significato perché ,nell’ affrontare un  argomento di grande attualità come le “fake news”, le notizie false, pone l’accento sui pericoli di questo fenomeno che affonda le sue radici nei social network, capaci di intrappolare i fruitori delle notizie in un ”eterno presente senza memoria”.

Il dramma della disinformazione – scrive Papa Francesco - è lo screditamento dell’altro, la sua rappresentazione come nemico, fino a una demonizzazione che può fomentare conflitti. Le notizie false rivelano così la presenza di atteggiamenti al tempo stesso intolleranti e ipersensibili, con il solo esito che l’arroganza e l’odio rischiano di dilagare”.

Quello delle fake news è un fenomeno che trova alimento nell’immenso mondo di internet. Basti pensare che in appena 60 secondi, vengono pubblicati 3 milioni di contenuti su Facebook, inviati 430mila tweet, compiute 2 milioni e 315mila ricerche su Google, inviate 150 milioni di email e 44 milioni di messaggi su WhatsApp, visualizzati 2 milioni e 700mila video su YouTube .  Secondo il presidente di Google Eric Schmidt la quantità di informazione che è stata generata dall’inizio dell’umanità fino al 2003 (immagini, foto, musica, testi ecc.. ) viene oggi riprodotta nell’arco di sole 48 ore.

L’efficacia delle fake news – osserva ancora Papa Francesco - è dovuta in primo luogo alla loro natura mimetica, cioè alla capacità di apparire plausibili. In secondo luogo, queste notizie, false ma verosimili, sono capziose, nel senso che sono abili a catturare l’attenzione dei destinatari, facendo leva su stereotipi e pregiudizi diffusi all’interno di un tessuto sociale, sfruttando emozioni facili e immediate da suscitare, quali l’ansia, il disprezzo, la rabbia e la frustrazione

Le fake news in realtà ci sono sempre state. Prima si chiamavano pettegolezzi, maldicenze, leggende  metropolitane, bufale, panzane. Solo che “un tempo - come diceva Umberto Eco - chi sproloquiava (per lo più al bar) veniva zittito. Oggi in internet qualsiasi imbecille ha la stessa possibilità di parola come un premio Nobel”.

La loro diffusione - si legge ancora nel messaggio -  può contare su un uso manipolatorio dei social network e delle logiche che ne garantiscono il funzionamento: in questo modo i contenuti, pur privi di fondamento, guadagnano una tale visibilità che persino le smentite autorevoli difficilmente riescono ad arginarne i danni.”

Quindi le fake news sono un pericolo per le persone e per la comunità. Papa Francesco nel suo messaggio, si rivolge direttamente a quattro categorie.

In primo luogo agli utenti e alla responsabilità personale di ciascuno nel comunicare la verità. Poi agli educatori che “insegnano come leggere e valutare il contesto comunicativo per non essere divulgatori inconsapevoli di disinformazione”. Alle istituzioni perché facciano la loro parte nel definire normative volte ad arginare il fenomeno. Si pensi al mondo senza regole di internet che produce, alle spalle di inconsapevoli utenti, profitti miliardari.

Infine ai giornalisti definiti “custodi dell’informazione”. E’ bella questa definizione perché riconosce il ruolo di una professione oggi in discussione e dai contorni incerti, stretta fra comunicatori, blogger, marketing, pubblicitari camuffati, portavoce e portaborse, ecc...

Il messaggio è un  invito a “riscoprire il valore della professione.” e a difenderla dalle intrusioni; nel contempo  riconsegna al giornalista le più robuste motivazioni ad agire contro la disinformazione.

Al giornalista Papa Francesco infine  chiede tre cose: Scrivere sempre la verità perché il giornalismo “non è solo un mestiere, ma è una vera  e propria missione”. Poi “avere il senso della responsabilità di quanto scrive e degli effetti che la notizia  può avere  sulla vita  delle persone: “Informare è avere a che fare con la vita delle persone”. Infine impegnarsi per un giornalismo per le persone  “che dia voce a chi non ha voce”. Insomma un giornalismo di servizio e non a servizio.

Giustino Basso, giornalista, presidente UCSI Trento

Il pericolo delle notizie false
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento