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IL BATTESIMO DEI BAMBINI

Scelto o imposto?

La prima considerazione che possiamo fare è sul significato di battezzare i bambini oggi, in un periodo storico che considera la libertà come il bene più alto, al quale tutti gli altri beni sono subordinati.

Parole chiave: C (30208)
Battesimo.

La prima considerazione che possiamo fare è sul significato di battezzare i bambini oggi, in un periodo storico che considera la libertà come il bene più alto, al quale tutti gli altri beni sono subordinati. Questo presuppone una visione della libertà pensata come una specie di inizio assoluto: essere liberi vorrebbe dire poter cominciare da zero, senza decisioni previe che vincolino le nostre scelte personali. Ma la nostra stessa vita precede la nostra capacità di scegliere; infatti, la vita ci viene donata.

UNA DECISIONE PRIMA

Da questa pre-decisione, ne seguono inevitabilmente altre, a cominciare da quelle che noi genitori prendiamo al posto dei nostri figli nei primi anni, dalle più ovvie (es., l’alimentazione, l’abbigliamento) alle più determinanti, prima fra tutte l’educazione con cui li cresciamo. E l’educazione plasma la vita di un individuo molto prima che questi possa esserne consapevole. Ne anticipa la libertà, ma questo non significa che ne costituisca una violazione. Al contrario, è assolutamente necessaria perché egli giunga a percepire il senso profondo della vita ed arrivare alla capacità di fare davvero scelte libere. Il padre e la madre donando la vita comunicano implicitamente al figlio anche ciò in cui credono, ciò che dà senso alla loro vita. La grande attesa di ogni genitore è proprio una vita realizzata e piena per suo figlio, a cui augura salute e felicità ma che non può garantire da solo. Ma chi può farlo? Gesù crocifisso e risorto rappresenta questa speranza affidabile. La richiesta del Battesimo non diventa, quindi, un atto che limita la libertà del figlio, ma che lo apre al cammino dell’interiorità e alla fede: alla certezza del "sì" di Dio, che protegge ogni nuova vita.  

LA VERA DOMANDA

Il Battesimo dei bambini: è giusto farlo, o sarebbe più necessario fare prima il cammino catecumenale per arrivare ad un Battesimo veramente realizzato? La vera domanda è: "È giusto donare vita in questo mondo senza avere avuto il consenso: vuoi vivere o no? Si può realmente anticipare la vita, dare la vita senza che il soggetto abbia avuto la possibilità di decidere?". Io direi: è possibile ed è giusto soltanto se, con la vita, possiamo dare anche la garanzia che la vita, con tutti i problemi del mondo, sia buona, che sia bene vivere, che ci sia una garanzia che questa vita sia buona, sia protetta da Dio e che sia un vero dono. Quindi, il Battesimo dei bambini non è contro la libertà. È proprio necessario dare questo, per giustificare anche il dono – altrimenti discutibile – della vita. Solo la vita che è nelle mani di Dio, nelle mani di Cristo, immersa nel nome del Dio trinitario, è certamente un bene che si può dare senza scrupoli (Benedetto XVI, 11 giugno 2012).

Marco e Lucia Matassoni

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