Alice, da Trento al Cearà “In Un Altro Mondo”

Con Chiara, Rachele e Elena ha concluso il 20 giugno il workshop tecnico di formazione. La partenza si avvicina…

Destinazione Brasile per Alice, studentessa di giurisprudenza all’Università degli Studi di Trento, una delle quattro vincitrici del concorso “In Un Altro Mondo” promosso dalla Cei, la Conferenza dei vescovi italiani, in collaborazione con Caritas Italiana. Dopo un mese di volontariato carico di emozioni ed esperienze, che rimarranno per sempre nei loro cuori, la loro vita non sarà più la stessa.

Sono tutte under 24, studentesse universitarie, le vincitrici della V edizione del contest “In un altro mondo”, progetto che mette in palio un mese di volontariato in un’opera, agli angoli del mondo, sostenuta con i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica.

Sono Alice, Chiara, Elena e Rachele le quattro ragazze, selezionate dalla giuria, che ad agosto avranno la possibilità di vivere una straordinaria esperienza al servizio degli ultimi.

Con altri 16 coetanei hanno partecipato, a fine maggio, ad un “Camp di formazione” realizzato con il contributo di un panel di relatori di spicco nel campo del sociale che attraverso giochi di ruolo, dinamiche di gruppo e colloqui individuali, hanno selezionato le 4 vincitrici del progetto.

Prima della partenza le ragazze hanno frequentato un workshop di formazione, dal 19 al 20 giugno, per conoscere da vicino i luoghi di destinazione, le attività di volontariato richieste dalla struttura ospitante e le modalità da seguire per l’attività di reportage. Tablet alla mano, infatti, pubblicheranno quotidianamente video, racconti e sensazioni per condividere in rete la loro esperienza.

Da UniTrento a Quixada

Partirà alla volta del Brasile Alice Bano, 24 anni, studentessa di giurisprudenza all’Università degli Studi di Trento, con all’attivo un’esperienza di cooperazione in Tanzania. Padovana, volontaria dell'associazione "Ali aperte" per l'assistenza e il supporto dei profughi, appassionata di viaggi e fotografia, Alice volerà a Quixada, nella provincia orientale brasiliana del Cearà, dove si dedicherà alle ragazze-madri delle favelas, per lo più minorenni, allontanate dalle famiglie e accolte con i figli dall’associazione diocesana “Maria Mae da vida” (Maria Madre della vita), un centro d’aiuto per giovani donne e i loro bambini.

Per tante povere ragazze provenienti dalla favelas brasiliane, l’infanzia è durata troppo poco. L’associazione, grazie ad una rete di operatori e volontari, offre loro formazione professionale, assistenza sanitaria e supporto psicologico per favorire il recupero dei valori dell’amare e del sentirsi amate, dignità e rispetto. Per i più piccoli sono attivi laboratori d’arte ed educativi.

“C’è interesse nei giovani”

“C’è un interesse molto forte dei giovani verso il bene comune e il volontariato come testimoniato dalle 466 candidature che abbiamo ricevuto quest’anno. C’è molta propensione alla spiritualità che significa, a volte, vicinanza al credo religioso e, in altre, semplicemente trovare un senso della vita. In un mondo dove sembra che prevarichi l’indifferenza, l’individualismo, il protagonismo, bisogna offrire ai giovani messaggi positivi, di condivisione e di misericordia. Questo progetto di comunicazione – sottolinea Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa cattolica – non punta i riflettori sui vincitori, ma su coloro che andranno a visitare. Il premio consiste nell’offrire se stessi a chi non ha nulla. Quindi chiederemo ancora una volta alle 4 giovani che partiranno ad agosto di mettere per un mese al centro della propria vita gli altri, di impegnarsi anima e corpo nella missione di volontariato e di misurare il proprio successo con la capacità di servire il prossimo in modo fraterno. I risultati? Li valuteranno facilmente già sul posto, in relazione a quanti sorrisi, abbracci e carezze riusciranno a ricevere”.

I ragazzi partiti nelle edizioni precedenti hanno dichiarato che dopo questa esperienza la loro vita è cambiata. In meglio. Tutti sono tornati più ricchi di umanità grazie alla condivisione di quel poco che c’era con gli orfani, i malati, i poveri, i dimenticati.

Quattro anni di storia

In 4 anni di storia il contest si è affermato sempre più come un’occasione unica per i giovani offrendo loro la possibilità di confrontarsi con valori da non dimenticare come solidarietà, altruismo, condivisione e fraternità. Un’iniziativa straordinaria che cresce, anno dopo anno, come si evince dai numeri del progetto: 1060 candidati, 16 inviati speciali, 12 opere visitate, 600 giorni di emozioni, 1502 storie raccontate, 203.108 km percorsi, 142.145 fan sui social e 200.781 like conquistati.

Gli aggiornamenti relativi ai viaggi delle vincitrici saranno pubblicati sul sito www.inunaltromondo.it.

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