Copyright, Strasburgo rinvia la decisione

In gioco la circolazione dei contenuti nel mercato unico digitale

L’Europarlamento ha respinto il 5 luglio scorso il mandato negoziale sulla proposta di Direttiva per il copyright nel mercato unico digitale. 318 i voti contrari, 278 i favorevoli, 31 i deputati astenuti. La materia è, per ora, rimandata a settembre.

“L’evoluzione delle tecnologie digitali ha cambiato il modo in cui le opere e altro materiale protetto vengono creati, prodotti, distribuiti e sfruttati. Sono emersi nuovi usi, nuovi attori e nuovi modelli di business”. “Per i consumatori, si sono aperte nuove opportunità di accesso a contenuti protetti dal diritto d’autore. Sebbene gli obiettivi e i principi stabiliti dal quadro Ue in materia di diritto d’autore rimangano tuttora validi, occorre adattarsi a queste nuove realtà. Un intervento a livello dell’Ue si rende necessario anche per evitare una frammentazione del mercato interno”. Lo si legge nelle motivazioni della proposta di “Direttiva europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale” della quale si è occupato il Parlamento europeo a Strasburgo ai primi di luglio. Le attuali norme in materia risalgono al 2001, quando Internet e i social non avevano ancora l’impatto che hanno oggi. Da qui la necessità di mettere dei paletti alla diffusione di materiali on line, tutelare il diritto dei “creativi” – siano essi scrittori, registi, musicisti, artisti, studiosi, giornalisti –, senza peraltro limitare la circolazione delle idee, la libertà di espressione e di informazione e senza mortificare il mercato unico europeo. Alla fine hanno prevalso i no e dunque la materia è rinviata all’esame dell’aula nella sessione di settembre.

Sui tempi vige comunque la massima incertezza: il voto per il rinnovo dell’Europarlamento del 23-26 maggio 2019 e il seguente rinnovo del Collegio dei commissari potrebbero rimandare il tutto alla prossima legislatura.

In vista dell’approvazione si sono avute posizioni contrapposte: associazioni di creativi, società del settore dell’informazione e dello spettacolo (anche tv di Stato) si sono espresse per proseguire sulla strada di una legge che tuteli il copyright; le grandi aziende (fra cui i “Gafa”, Google, Apple, Facebook, Amazon e tanti altri giganti del settore) e le lobby che guadagnano miliardi con materiali e pubblicità on line erano contrari e hanno esercitato pesanti (ed evidentemente efficaci) pressioni sugli eurodeputati. Ma anche gli esperti e gli accademici hanno sottolineato che, così come è formulata, la proposta di Direttiva potrebbe produrre risultati differenti da quanto si prefigge, limitando la libertà di espressione e di informazione.

Garantire gli autori. L’evoluzione delle tecnologie digitali “ha fatto emergere – sottolinea il legislatore – nuovi modelli di business e ha rafforzato il ruolo di Internet quale principale mercato per la distribuzione e l’accesso ai contenuti protetti dal diritto d’autore”. Nel nuovo contesto i titolari di diritti “incontrano difficoltà nel momento in cui cercano di concedere una licenza e di essere remunerati per la diffusione online delle loro opere, il che potrebbe mettere a rischio lo sviluppo della creatività europea e la produzione di contenuti creativi”. Occorre perciò “garantire che gli autori e i titolari di diritti ricevano una quota equa del valore generato dall’utilizzo delle loro opere e di altro materiale. In quest’ottica la presente proposta prevede misure volte a migliorare la posizione dei titolari di diritti all’atto della negoziazione e della remunerazione per lo sfruttamento dei contenuti di loro proprietà da parte di servizi online che danno accesso a contenuti caricati dagli utenti”. “Un’equa ripartizione del valore è altresì necessaria per garantire la sostenibilità del settore dell’editoria giornalistica”.

Articoli sotto esame. Due gli articoli più contrastati della proposta di Direttiva: l’articolo 11, intitolato “Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale”, e il 13, “Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti”.

Segnaliamo di seguito il testo all’esame dell’Europarlamento nella versione italiana (testo che potrà essere modificato e migliorato nel procedere dell’iter legislativo): https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52016PC0593.

Gianni Borsa

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina