Disuguali

Il rapporto Oxfam presentato a Trento nella Settimana dell'accoglienza. Anche l'Italia si è impoverita

Sette persone su dieci vivono in Paesi dove, negli ultimi trent’anni, il divario tra ricchi e poveri è aumentato. Lo scorso anno i 62 più facoltosi del mondo possedevano la stessa ricchezza della metà più povera, cioè di 3 miliardi e 600 milioni tra uomini, donne, anziani e bambini. Quando basterebbe l’1,5% della ricchezza prodotta per colmare il deficit di risorse che permetterebbe ad una moltitudine di vivere dignitosamente.

Anche a Trento, nei giorni scorsi, a Villa S.Ignazio, nel corso della “Settimana dell’accoglienza” promossa dal Cnca (il Coordinamento delle comunità d’accoglienza), è stato presentato il Rapporto Oxfam sulla disuguaglianza globale. All’incontro, organizzato dalle Acli e dalla Cooperazione e al quale hanno partecipato diverse classi di alcuni istituti scolastici provinciali; ne seguiranno altri sei del ciclo “Lo scandalo delle disuguaglianze”.

Oxfam è un’autorevole organizzazione internazionale no profit specializzata in aiuti umanitari e progetti di sviluppo di contrasto alla povertà e all’ingiustizia che, periodicamente, sforna report sulla situazione mondiale. Il network è composto da 18 organizzazioni che collaborano con 3000 partner locali in oltre 90 Paesi.

Nel corso dell’incontro, Alessandro Bechini, vice direttore dell’ufficio campagne di Oxfam Italia, ha detto: “Le disuguaglianze sono il frutto di scelte politiche. Non sono inevitabili. La ricchezza è sempre più concentrata nelle mani di pochi, l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più risorse del resto del mondo”. Tanti i dati forniti che fotografano una situazione drammatica a cui non è certo estraneo il fenomeno migratorio: 900 milioni di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno; 2 miliardi sono a basso reddito, in questi ultimi anni è stato stimato che siano emigrati dai Paesi d’origine in 250 milioni ma che altri 2 miliardi e 750 milioni di persone non possano farlo perché manco riescono a racimolare i soldi per affrontare il viaggio.

Anche l’Italia si è impoverita, e non solo per via della crisi ma anche di un welfare sempre più debole, di una redistribuzione delle risorse ormai depotenziata e di un processo di privatizzazione dei servizi inarrestabile, come in gran parte dell’Occidente. Basti pensare che, tra il 1998 e il 2011, il 10% degli italiani ha messo in tasca solo l’1% dell’incremento del reddito nazionale, pari a 4 dollari pro capite all’anno, una miseria.

Il rapporto dell’Oxfam punta il dito sia verso le politiche statali (in Italia come altrove) che, a causa del “fondamentalismo del mercato, favoriscono interessi particolari”, sia contro le multinazionali che “attuano una pianificazione fiscale aggressiva (si badi, quasi del tutto lecitamente) spostando gli utili da giurisdizioni a medio-alta tassazione a quelle a fiscalità agevolata”, con il risultato di “far pagare l’elusione agli erari degli Stati”, e, alla fin fine, ai semplici cittadini.

Trasparenza finanziaria, blacklist dei paradisi fiscali a livello europeo, democratizzazione dei processi di riforma della fiscalità internazionale, fine dei regimi fiscali privilegiati, i suggerimenti di Oxfam per un cambio di rotta. Se ci fosse una volontà politica comune, di lavoro da fare ce ne sarebbe parecchio.

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Disuguaglianze

Il percorso sulle disuguaglianze promosso dalla Scuola di comunità con il Cnca del Trentino Alto Adige, le Acli Trentine e la Cooperazione Trentina prosegue il 22 ottobre con don Marcello Farina (Discorso sull’origine della disuguaglianza. Da Rousseau ai giorni nostri) e il 12 novembre con l'economista Maurizio Franzini (I motori delle disuguaglianze. Quante sono, come combatterle. Il caso italiano). Gli incontri si svolgono a Villa San Ignazio a Trento in via alle Laste, 22, dalle 9 alle 12.30. Per info ed iscrizioni: tel. 0461.277277, info@scuoladicomunita.it, www.scuoladicomunita.it.

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