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I predatori sono sempre più numerosi nel Trentino orientale

Gli allevatori: “Attenti ai lupi!”

L'allarme parte dalle valli di Fiemme e Fassa, dove si chiede alla Provincia un intervento deciso per prevenire i danni al bestiame

Parole chiave: territorio (14486)
Lupi nell'area faunistica di Spormaggiore. Foto Zotta

L'allarme parte dalle valli di Fiemme e Fassa, dove si chiede alla Provincia un intervento deciso per prevenire i danni al bestiame

Non esiste il problema orso nel Trentino orientale, ma non mancano le preoccupazioni nei boschi e nei pascoli. Dalle valli di Fiemme e Fassa si alza il primo grido d'allarme riferito alla presenza del lupo. E’ questo il grande predatore che in queste zone sta iniziando a creare problemi.

Hanno convocato la settimana scorsa una riunione molto attesa gli allevatori delle Valli di Fiemme e Fassa: chiedono di alzare il livello di attenzione. Giovedì scorso l’aula magna del municipio di Predazzo ha ospitato una riunione indetta dal presidente della Comunità Territoriale Giovanni Zanon e dalla sindaco di Predazzo Maria Bosin con gli allevatori e i sindaci di zona; significativa anche la presenza del presidente della Federazione trentina della cooperazione Mauro Fezzi. E’ emersa con forza la preoccupazione per la presenza crescente, del lupo, che mette a rischio in particolare l’attività dell’alpeggio. Ci sono già stati diversi episodi di attacchi a capre, asini, manze e vitelle, con danni economici rilevanti.

“In alpeggio, in quota, la situazione non è gestibile – conferma ai microfoni di radio Trentino inBlu Mauro Varesco, allevatore di Carano e referente dell’Unione Allevatori delle due Valli - La notte non è pensabile radunare gli animali in un recinto. La Provincia dice di fornirci una rete ma a 2000, 2500 metri il terreno è roccia, non si riesce a costruire un recinto stabile.”

Quanti sono i lupi in zona?

“No si sa. L'unico dato è riferito, a livello nazionale, alla razza. Più di 2/3 sono ibridi, incrociati con cani randagi. Non sono lupi puri. E quelli hanno meno paura dell'uomo, si avvicinano senza timore alle case.”

Dall'incontro uscirà un documento da inviare alla Provincia di Trento, perchè si prenda carico di fare qualcosa di concreto per controllare e possibilmente contenere il fenomeno. Che richiesta avanzerete?

Non abbiamo organizzato noi, quindi non so di certo cosa riporterà il documento. Credo che la richiesta rivolta alla Provincia sarà quella di prendere una posizione netta, chiara. Non so se sarà possibile seguire l'esempio di Bolzano, che valutando eccessivi i danni agli allevamenti ha abbandonato i progetti di reintroduzione e ripopolazione dei grandi predatori come lupo e orso.” 

Gli allevatori: “Attenti ai lupi!”
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