In dialogo con Pier

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Piergiorgio Cattani risponde alle sollecitazioni dei lettori dal suo originale punto di osservazione.

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Piergiorgio Cattani

Molto spesso, nelle vicende umane, non basta la ferrea logica per risolvere le situazioni. Ci vuole un intervento esterno risolutore. Il racconto del cammello, utilizzato dal vescovo Tisi nella sua lettera pastorale, insegna.

A volte mi chiedo che cristiano sono. È come un processo interiore che mi aiuta a migliorarmi. A volte, non lo nascondo, è un confronto contraddittorio.

La guerra è all’ordine del giorno: eppure basterebbe utilizzare una minima parte dei soldi buttati in armamenti per risolvere molte situazioni che generano crisi umanitarie e quindi le migrazioni. Ci vorrebbe una rivoluzione, perché la guerra appare inseparabile dall’esistenza umana…

Mi preoccupa più che la moralità o meno di un comportamento (non si può mai giudicare con troppa facilità, specie per quanto riguarda la sfera sessuale) il fatto che sia la tecnica a decidere per noi. Non il sentimento o l’etica.

Non riesco a capacitarmi di come molti cattolici abbiano appoggiato con il loro voto posizioni non certo vicine alle parole del Vangelo...

Prima di auspicare rivoluzioni al di là da venire, sarebbe meglio procedere sulla strada dei viri probati, cioè di uomini anziani e non, ma comunque di provata fede e comportamento, di solida formazione, sposati o no, che potrebbero svolgere le mansioni del prete fino ad arrivare all’ordinazione sacra.

Col ’68 una rivoluzione culturale mondiale ha contestato un millenario “solido autoritarismo”, aprendo “un’era liquida” di disobbedienza e permissivismo .

Nella nostra parrocchia ci stiamo interrogando, con qualche fatica, convocati dal Consiglio Pastorale, su come diventare "un'assemblea celebrante".

Le nuove cattedrali sono i centri commerciali mentre le chiese di costruzione contemporanea assomigliano ad anonimi magazzini di periferia, ormai in disuso. Ci vorrebbe qualche immagine per dare un’idea dell’incomparabile bruttezza (non trovo un’altra parola) di certi edifici che stanno tra la piscina, la caserma e il centro congressi. Eppure la ricerca del bello potrebbe diventare uno dei migliori antidoti alla decadenza generalizzata.

Negli ultimi anni l'Islam, da realtà lontana e misteriosa, è entrato pienamente a far parte della nostra vita e dei nostri orizzonti sociali e culturali. Non credi che sarebbe molto importante approfondirne la conoscenza, un po' a tutti i livelli?

La disciplina del celibato sacerdotale non è una verità di fede, non è un dogma, ma semplicemente un’abitudine, un requisito forse consigliato, ma non certo obbligatorio. Quindi laddove le circostanze e le opportunità indicassero la necessità di un cambiamento, non vedo perché non si potrebbe perlomeno discuterne.

Ho letto che, dopo le parole del Papa sul "Padre nostro" per cui "non è Dio a indurci in tentazione, ma Satana", la CEI vuole introdurre anche nei messali la nuova traduzione dell'ultimo versetto della preghiera insegnataci da Gesù.Tu che ne pensi?

I sacramenti non sono un premio per i meritevoli, e che quindi non c'è nessuno che ne è più degno di altri, eppure a volte fa molta amarezza vedere come siano richiesti, se non addirittura pretesi, da persone che non ne riconoscono altro che il senso estetico o forse comunitario.

Mi pare che il pensiero-messaggio di Papa Francesco vada nella direzione di voler ridurre il divario fra cristianesimo e cattolicesimo anche se i tempi saranno lunghi. Lei cosa ne pensa?

La decrescita vistosa delle vocazioni con la conseguente emorragia del numero dei preti non va presa solamente come un problema organizzativo o educativo, ma può paradossalmente avere risvolti positivi. In effetti la scelta di farsi prete è più consapevole e matura rispetto al passato. Se ci mettiamo sul piano della fede, davvero i numeri non contano!

I laicisti di sinistra e i reazionari di destra non comprendono lo spirito profondo di Francesco. Essi si sentono forti perché la mentalità contemporanea sembra premiare gli estremisti di ogni tipo, i nazionalisti e gli xenofobi. Purtroppo oggi le istanze egualitarie, da qualche parte esse provengono, sono minoritarie nei nostri Paesi.