In dialogo con Pier

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Piergiorgio Cattani risponde alle sollecitazioni dei lettori dal suo originale punto di osservazione.

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Piergiorgio Cattani

Papa Francesco nella linea dei suoi predecessori insiste sulla necessità che il cattolico si occupi della cosa pubblica, impostando il suo impegno non solo sui minimi requisiti richiesti (onestà, spirito di servizio), ma anche cercando di sostenere la visione complessiva esposta dalla dottrina sociale della Chiesa.

Vorrei continuare la riflessione sul futuro delle nostre parrocchie, perché ritengo che siamo solo all'inizio di un cambiamento di cui ancora stentiamo a renderci conto.

Le mega parrocchie sono già una realtà. Come strutturarle al loro interno? Si parla tanto di nuovo protagonismo dei laici, di unità pastorali con più presbiteri che magari vivono insieme (forse andrebbe ripensata pure la figura del parroco celibe, solo, padrone assoluto), ma per ora si è visto poco.

La liberalizzazione nel darsi la morte deriva da una pericolosa idea di libertà super individualista per cui gli altri semplicemente non esistono. Al fondo di questi problemi sta il nostro atteggiamento verso la morte.

Qualche giorno fa giungeva la notizia che il presidente Trump vuole rivitalizzare in grande l’armamento nucleare degli USA per fronteggiare la pazzia della Corea del nord. La morale tradizionale della Chiesa direbbe che questa intenzione di Trump è opera del diavolo.

In un articolo sul Corriere, Ernesto Galli Della Loggia ha legato l'avanzata dei populismi in Europa alla decadenza dei due partiti che hanno segnato la storia europea degli ultimi sessant'anni, cioè il partito social-democratico e quello d'ispirazione cristiano-cattolica.

Sono un'insegnante. Apprezzo i giovani di oggi, accoglienti e aperti alle novità: mi permettono di sperare in un futuro migliore.

Grazia,  ringraziamento, gratuità, grazie: sono parole che descrivono prima di tutto un atteggiamento interiore verso se stessi e verso il mondo.

Di solito, quando si parla dell’insegnamento della religione cattolica a scuola, si bada soprattutto alle statistiche. Se l’85% degli studenti si avvale di questo insegnamento, vuol dire che esso è percepito come utile, positivo e arricchente. Ciò non significa che l’85% delle famiglie trentine sia cattolica.

Più che una rottura con la prassi dell’Antico Testamento, in Cristo si porta a compimento un processo religioso più universale: la religione non è più legata a un sacro oscuro e violento, ma appunto a un Dio che prende su di sé la condizione umana. Dall’espiazione siamo passati alla condivisione.

Le culture e le religioni di ogni tempo si sono interrogate sul perché del male e della sofferenza. Ci sono stati innumerevoli tentativi di risposta, anche molto diversi tra di loro. Non finiremo mai di parlare di questo argomento. La nostra fragilità costitutiva non è capace di trovare risposte. Sappiamo soltanto che Dio vuole il nostro bene e che ogni cosa, ogni evento, sono nelle sue mani.

Cos'è il limite e in che modo esso interviene nella trasformazione di uno spazio in luogo, nel tuo vissuto?

Penso che per chiarire almeno qualcosa su questo tema così importante, bisogna rifarsi al messaggio complessivo della Bibbia, non soltanto a qualche versetto. Nella storia della salvezza, cioè del rapporto dell’uomo con Dio, c’è un’evoluzione, una progressiva comprensione del mistero.

Nel leggere la stampa e nell'ascoltare la gente emerge una realtà fatta di piccoli furti, spaccio e quant'altro. A tuo parere quale potrebbe essere la soluzione a breve e a lungo termine?

Il cimitero è fuori moda, caro Piergiorgio, e forse andarci ha ancora un senso, ma non ce l'avrebbe ancora di più se l'eco del memento mori non si frangesse sulle sue pareti di cemento?