La salute dopo gli anta

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Anche il tempo di attesa di un esame, di un test che magari si allunga fino a diventare macigno nella giornata del paziente, non può essere sottovalutato.

La terapia della riabilitazione (perché di terapia si tratta!) è un percorso in cui gli attori devono essere partecipi nella scena e in grande sintonia.

Anche tra gli anziani il consumo di vino e l’eccesso di alcol rappresentano un tema di rilevante importanza sociale e sanitaria.

Il dott. James Parkinson descrisse per la prima volta nel 1817 nel “Saggio sulla Paralisi Agitante” la malattia che prese il suo nome. Oggi la conosciamo molto bene.

L’umanizzazione e l’accoglienza del ricovero sono discusse in lunghi convegni e questo breve spazio rende  difficile una sintesi completa. La malattia è un evento molto stressante che mette in grossa difficoltà l’individuo.

L’invecchiamento non è una malattia. I settantenni di oggi sono i cinquantenni di una volta! Considerare anziano un 65enne oggi è anacronistico: a questa età moltissime persone stanno fisicamente e psicologicamente bene.

Gli anziani e la TV: un argomento interessante che mi riporta a riflettere su importanti temi comportamentali che si assumono fin da giovani e che in queste mie chiacchierate coi lettori ho cercato di evidenziare, per sviluppare una corretta prevenzione anche della fragilità.

Anche l’apparato oculare è interessato al generale processo dell’invecchiamento e l’interessamento delle funzioni visive è senza dubbio uno dei diversi problemi clinici in grado di complicare la vita della persona anziana.

Sono state suggerite procedure specifiche adatte all'anziano fragile, in particolare per abbreviare i tempi di attesa. E’ stato accolto anche in Trentino un Codice Argento, ovvero un codice specifico, che segnali la presenza in pronto soccorso di un anziano fragile.

L’impegno in chi assiste una persona anziana, anche brontolona, deve concentrarsi nell’esprimere la propria vicinanza affettuosa, con l’intento di togliere quel senso di solitudine che i vecchi sperimentano così pesantemente.

Lo zucchero non fa male di per sé, ma ci vuole equilibrio e conoscenza. Qualcuno vorrebbero togliere lo zucchero dalla dieta, ma questa scelta non è supportata da basi scientifiche.

Molte persone non si rendano conto di quanto sia dannoso frequentare gli ambienti popolati dagli anziani, quando si è portatori dell'influenza. Voi medici non potreste mettere in guardia anche dall'attenzione a “non contagiare”?

Nella Rsa Direzione e Medico  non possono che andare avanti di pari passo, all’unisono, orientati dal principio di condividere le decisioni e i percorsi. Dalla  mia  esperienza emerge invece una dipendenza gerarchica.

La terapia e la cura sono il frutto di una sintesi diagnostica, basata su un determinato quadro clinico; se il miglioramento è incerto o assente, diventa normale un po’ di preoccupazione.

Si parla tanto di Alzheimer e mi pare si stia diffondendo una specie di fobia. Come posso capire se un calo di memoria o qualche altro sintomo è legato ad una fase nascente della malattia?

Penso che ad ogni, anche piccolo, problema di salute si possa dare una risposta appropriata dal punto di vista medico. In ogni caso è sempre sconsigliato minimizzare, anche se a volte potrebbe sembrare una comoda scorciatoia.