Oggi la Parola

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Gesù è la vite che non attira l’attenzione su di sé, ma indica il suo legame con il Padre e i discepoli. E se il rapporto tra la vite e il vignaiolo è stretto, ancor più quello della vite con i suoi tralci. Dove inizia uno e dove finiscono gli altri?

Gesù accoglie la richiesta di Tommaso, ma si manifesta quando egli è di nuovo riunito insieme agli altri discepoli. Solamente in questo modo, la più alta professione di fede che troviamo nei Vangeli, «mio Signore e mio Dio», diviene capace di vincere le paure e l’illusione che si può fare senza l’altro.

La liturgia della Parola di questo giorno di festa ci costringe a entrare con tutto di noi nel ritmo pasquale per imparare a fare Pasqua ogni giorno e ogni istante.

La domenica delle Palme apre le porte alle celebrazioni della Settimana Santa, cuore e fulcro della nostra fede. Tutto questo però prevede la nostra conversione.

Si potrebbe dire che la liturgia della Parola della Quarta Domenica di Quaresima è un cantico d’amore dove, secondo differenti modulazioni, viene annunciata la gioia di conoscere, di seguire e di accogliere un Dio che «premurosamente e incessantemente» ci ama.

La pagina di Vangelo che caratterizza questa terza tappa quaresimale è molto nota ed è comunemente conosciuta come la purificazione del tempio.

Marco non racconta esplicitamente la vittoria di Gesù su Satana lasciando intendere che quella lotta sarà portata a compimento da Gesù sulla croce dove la fede perde ogni sicurezza e diviene pura.

Avviciniamoci maggiormente al vangelo per trovare l’antidoto giusto al nostro istinto di chiusura e rifiuto. Lasciamoci penetrare dalla sua luce di cui - misteriosamente - conserviamo sempre la nostalgia.

Il Gesù del vangelo di questa domenica raccoglie l'interrogativo di Giobbe e presta volto, mani, sguardi ad una via possibile anche dentro la sofferenza: quella dell’incontro, del farsi prossimo, del prendersi cura e della compassione.

In questa domenica siamo invitati ad interrogarci: come ascoltiamo la Parola? Ci sentiamo interpellati dall’annuncio di vita che la liturgia festiva ci offre? In che modo le nostre parole sono plasmate dalla Scrittura?

Nella Settimana per l’Unità dei cristiani, un invito a svegliarci dal nostro torpore e a seguire il Signore per vivere in modo appassionato.

Questa Domenica che ci introduce al tempo ordinario ci dona innanzi tutto la possibilità preziosa di interrogarci su come viviamo i giorni che ci sono donati ed in che modo di domenica in domenica, seguendo il nostro Signore, noi impariamo a fare nostre le sue parole e i suoi gesti.

La Liturgia della Parola di questa domenica cioffre due inviti da vivere nelle pieghe del nostro quotidiano: ascoltare per vivere ed immergersi nella vita per essere accanto.

Non vi sono dubbi il protagonista di questa domenica è Dio che entra nella vita di un re e di una giovane donna di Nazareth e la capovolge! É Lui che ci ama per primo, a noi il non scandalizzarci del suo amore folle; è Lui l’inaudita notizia, a noi l’ascoltarla con audacia e con libertà.

Gli inviti alla gioia piena, all’esultanza e al rendimento di grazie caratterizzanti la liturgia della Parola di questa domenica «Gaudete» («Rallegratevi»), terza di Avvento, sembrano indebolirsi di fronte a Giovanni Battista, testimone serioso e determinato del Vangelo...

All’inizio della seconda tappa del nostro pellegrinaggio verso il Natale, siamo invitati ad ascoltare una voce forte e calorosa, ad attraversare i nostri deserti e ad ascoltare la lieta notizia.