Osservatorio

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I pensieri fulminanti di don Dante Clauser.

Se realizzarsi significa cercare con tenacia il proprio progresso economico, professionale, culturale, spirituale, molto bene. Ma se significa accettare la legge della giungla...

Un mio amico ha uno strano intercalare. Dice sempre “che ridere!” a proposito e a sproposito. E’ strano, però...

Il mondo va male: guerre, ingiustizie, cattiverie, povertà, inquinamento. I vecchi danno la colpa ai giovani, i giovani danno la colpa ai vecchi.

Quand’ero giovane comandavano gli anziani e dovevo ubbidire. Oggi che sono anziano spesso sono i giovani a comandare e devo ubbidire ancora. Però c’è dentro di me una forza superiore ad ogni autorità e ad ogni legge: la mia coscienza.

Bisognerebbe proprio difendere la propria libertà, fare ciò in cui veramente si crede, e aver il coraggio di dire no a tutto il resto.

Finalmente soli! si usa dire di due sposi che la sera del matrimonio si liberano delle cerimonie e degli amici per vivere la propria intimità. Questo vale anche per il nostro rapporto con Dio. Nella preghiera di adorazione, di contemplazione, sparisce tutto il mondo e rimaniamo soli: io e Dio.

Salta! dicono gli animali ai loro piccoli che appena nati affrontano l’avventura della vita. Salta: dalle locuste ai canguri, dalle rane ai cavalli. Salta: dice Dio a ciascuno di noi quando ci ispira propositi di conversione, di amore del prossimo, di generosità, di perdono, di santità.

Nel Vangelo c’è un episodio sconcertante: i discepoli che discutono fra loro per eleggere quello che era il più importante, il più grande.

La parola “poverino”, pronunciata da una persona compassionevole, dà tremendamente fastidio agli anziani, ai malati, ai portatori di handicap, persino ai bambini. Dobbiamo abolirla dal nostro vocabolario.

Levare le castagne dal fuoco con la zampa del gatto: è una frase fatta. Povero gatto! Anche se penso che nessuno sia tanto crudele con i gatti. Eppure, in senso metaforico, è proprio quello che sta succedendo.

“Ma mi faccia un piacere!”: disse il signore importante al quale un religioso si era rivolto per chiedere aiuti a favore di alcuni bisognosi.

Mangia adagio e mastica bene: mi diceva la mamma quando ero bambino. Purtroppo non le ho mai obbedito, nè allora né oggi che sono vecchio. Ne porto le conseguenze, non ultima quella di non gustare i cibi. Conosco persone che fanno lo stesso errore nella lettura della Bibbia.

Mi dicono che una volta in certi istituti religiosi durante i pasti si leggevano libri di spiritualità “per elevare l’azione banale del mangiare”. Perché? Mi sembra anzi che il mangiare con appetito sia una gioia, un canto alla vita e alla provvidenza.

Essere cristiani vuol dire innamorarsi di Gesù Cristo. Quando due persone si innamorano aprono davanti a sé la meravigliosa porta dell’amore. Però l’amore vero comincia quando i due innamorati affrontano la difficoltà di vivere assieme, di rinunciare al proprio egoismo per cercare il bene dell’altro, di saper perdonare, di vivere in un dono quotidiano e reciproco, nella fedeltà totale.

Non mi stancherò mai di dire ai giovani: viaggiate! Viaggiate, non da turisti spendaccioni, ma da curiosi di conoscere altra gente, soprattutto altri giovani, altre culture, altre tradizioni, altre religioni. Ritornerete a casa arricchiti.

Dice un antico proverbio: la saggezza non è sempre dei vecchi, ma non è mai dei giovani. E’ giusto? Penso di sì, purché non si esageri nell’applicarlo.