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Il perdono è un ritorno al mio baricentro, dentro di me, è una rinascita, un ricominciare con realismo. Un riabilitare e riaccogliere.

Accettati come sei. Accogliti. Celebra il tuo Magnificat al Signore che sa guardare la tua piccolezza. Non desiderare di essere altra persona. Non cambiare. E molto cambierà!

Vorrei proteggerti mio Signore. Non sono una novella Etty Hillesum che vuol difendere la tua fragile vita in un campo di sterminio. Tento solo di proteggerti in me e tra noi

Padre di tutti noi, c'è di nuovo in te qualcosa che non riesco a capire e mi appare una contraddizione. I tuoi Angeli diranno, in uno dei loro filò, che sono uno zuccone. Mandami uno di loro capace di darmi una spiegazione.

In questo gioco ai quattro cantoni (dona, nega, aggiunge, toglie ) la conclusione è un lieto fine. Moltiplica. Siamo suoi Figli e perciò Suoi eredi. Lo vedremo come Egli è, cioè tutto dono.

Grazie Vita, che mi dai le parole, come mille luci che mi rivelano, come ponti che collegano la mia mente e i miei sentimenti con le menti e i sentimenti di altri umani.

Se non esiste il Prossimo, esiste il Nemico? Sacerdote e levita immaginano il ferito e lo evitano come nemico perché è impuro, o li fa arrivare tardi alle funzioni. Non basta. Per esser nemici, per avere un nemico bisogna essere almeno in due. Non siamo nemici fino a che io non mi faccio suo nemico.

Tempo di guarirci dall'indecisione e dalla fuga dalle responsabilità. Il libro del Qohelet, quella ferita sanguinante che dimora nella carne viva della Bibbia, ispira una riflessione sul tempo.

La preghiera di protesta paradossalmente è la più confidenziale. Nasce soltanto quando il rapporto è profondo e vissuto come essenziale.

Come mai, Signore, hai deciso per la corporeità, Tu che sei puro spirito? Hai deciso di inventare la materia, la luce, la vita fisica, di condizionare tutto al corpo?

Perché mi evitano, mi abbandonano, prendono le distanze, ho rapporti senza splendore? Eppure faccio di tutto per loro.

Comuni, Regioni e Stati più avveduti e intraprendenti si accorgono che i rifiuti possono trasformarsi in nuove materie prime e passare dalla voce "spese" a quella di "entrate" promettenti. Da nemici ad alleati preziosi!

E' mai avvenuto nei secoli qualcosa di simile anche nella vita dei credenti?

I veri amici del "sicuro di sé" , di me che voglio sentirmi un "Sicuro", son quelli che mi dan sempre ragione, che trovano sempre occasioni per farmi regali, che parlano bene di me al mondo intero.

"Chi sono io per poter giudicare?" è l'unica parola che la creatura ed il credente possono pronunciare, a qualsiasi livello di responsabilità si trovino. Come eco del "Chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?" di Giacomo.

Se capovolgiamo, come ha fatto qualcuno, la preghiera del " Padre Nostro" forse scopriamo questa superpreghiera, dichiarazione affettuosa, benedizione da immaginare sulle labbra del Padre che pensa a noi. E' come un gioco, ma reale , degli specchi. Un' inversione di ruoli tra mittente e destinatari.

Un amico mi invia questo scritto di simpatico autore ungherese. Da tempo sentivo la vita su questa terra, sempre più, come un preludio ed una prova generale, un prender la rincorsa, un balzo verso il traguardo finale.