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Consummatum

“Consummatum est”. Tutto è compiuto. Non ti capisco! Nel momento in cui tutto crolla e niente si realizza di quanto aspettavamo da te tu vieni a dirci che hai condotto a termine il compito, che abbiamo finito! Missione conclusa! A 37 anni, a metà della tua vita, il futuro muore radicalmente e anche quanto hai detto e fatto nel passato svanisce.

Parole chiave: cultura (2847), dialogo (275), solitudine (36)

Cosa ci lasci? Una Croce vuota, un sepolcro disabitato, una Resurrezione impalpabile

“Consummatum est”. Tutto è compiuto. Non ti capisco! Nel momento in cui tutto crolla e niente si realizza di quanto aspettavamo da te tu vieni a dirci che hai condotto a termine il compito, che abbiamo finito! Missione conclusa! A 37 anni, a metà della tua vita, il futuro muore radicalmente e anche quanto hai detto e fatto nel passato svanisce. E' questo il tuo modo di essere l'Amen? Di compiere il grande progetto del Padre, esempio per l'umanità, per ogni nostra vita? Ci avessi lasciato uno Stato modello e leader, uno stile di governo, una segreteria politica, delle Università apripista, delle fonti economiche, statuti definiti, eredi affidabili, risultati probanti! Allora saresti l'Amen per noi, il Maestro perenne e ben riuscito, il riferimento inequivocabile.

Invece cosa ci lasci? Una Croce vuota, un sepolcro disabitato, una Resurrezione impalpabile, più o meno 12 sbandati ad iniziare una Chiesa a volte troppo serva o peggio troppo padrona. Siamo abituati a leader arroganti che vantano la loro vittoria elettorale o violenta, a leader sconfitti che cercano capri espiatori dei loro fallimenti ma tu brilli nel cielo della nostra meraviglia annunciando vittoria nell'istante del tuo annientamento.

Lasciami dire che straparli! O perlomeno che non ti capisco e non posso capirti! Noi avevamo bisogno di un esempio vincente. Vedere il bene che si afferma e capire come si fa a farlo affermare. L'Impero Romano, e ogni altro Impero, sconfitto o ancor meglio corretto dalla sua violenza e a servizio dei popoli. La religione ebraica purificata e convinta che il tuo lieto annunzio era la sua piena realizzazione. Le culture greca, persiana, egiziana, indiana al servizio della nuova fede. Le sofferenze dei poveri palesemente lenite. E ancor prima i torbidi giochi di potere, gelosie, strumentalizzazioni contro di te svergognati e piegati. La tua qualità dialettica capace di confondere efficacemente ogni opposizione umana o religiosa. E invece?

Aveva ragione quel rabbino. Incaricato il suo aiutante di aprire, all'alba, la finestra che dava la vista sul villaggio chiedeva: "Vedi qualcosa di nuovo?" "No, maestro". E concludeva: "Allora, neppur questa notte il Messia è venuto". Cosa è cambiato per noi nel mondo? Le stesse guerre, sfruttamenti, violenze, corruzione, fame, disuguaglianze, povertà del 90% dei popoli. Perché sei venuto inutilmente? Hai sprecato la tua esistenza senza frutto? Sembra che per te la vita sia una partita a “vince chi perde”.

Per convincere Giobbe che lo amavi gli hai narrato del tuo aver dato vita ai leoni e ai cervi, all'asino selvatico, al bufalo, allo struzzo, al cavallo, al falco e all'avvoltoio, all'ippopotamo e al coccodrillo che nessuno è capace di coprirlo d'arpioni. Questo è il Dio che noi vogliamo. Ed invece in questa tua seconda venuta, dalla creazione all'incarnazione, quale potenza ci hai donato? Tu stesso ti sei lasciato, assieme a noi, come noi, coprire di arpioni. Come Bambin Gesù sarai il più grazioso ma l'ippopotamo sarebbe più convincente. Non potevi darti un lieto fine , concedere un happy end ai tuoi 37 anni invece di lasciarli svanire nell'incompiuto e nell'inutile?

E invece sembri convinto di quel “bisognava”. “Il Figlio dell'uomo dovrà soffrire molto: è necessario. Egli sarà ucciso ma al terzo giorno risusciterà” (Lc 9, 21-22). Non sarebbe stato meglio se tu avessi utilizzato i secondi 37 anni della tua vita ad approfondire ed allargare il tuo insegnamento, a moltiplicare segni convincenti, a formarci come testimoni un tantino più presentabili invece che costringere Paolo a concludere “annientò se stesso” nell'Incarnazione e “abbassò se stesso fino alla morte e alla morte di croce”? (Fil.2, 7-8). Saresti passato al Padre, sazio di giorni, riconosciuto da tutti noi, presentandogli il Regno . Sembri avere la sindrome del vincente, dell'atleta che praticamente ha già vinto e si paralizza per condursi o condurre la squadra alla sconfitta. Purtroppo sono certo che a 74 anni di raddoppiato, saggio e vivace insegnamento, come neppure a 111 avresti saputo dire al Padre e a noi: “Tutto è compiuto”. Mirabile testardaggine. Avevi creduto a Freud con il suo istinto di morte o eri dominato dal masochismo? Perché occorreva la morte violenta per farti pronunciare l'amen del “Tutto è compiuto”? Non erano bastati Socrate o Giulio Cesare a dissuaderti da una fine inutile? A questo punto già sento la tua voce dirmi, come a Giobbe: “Chi sei tu? Perché rendi oscure le mie decisioni con ragionamenti da ignorante? Invece da persona matura preparati!” (Gb.38,2-3). Nessuno ha amore più grande di chi dà la vita per colui che ama. Perfino il ladrone alla mia destra ed il centurione davanti a me dimostrano di aver capito quando esclamano: “Ricordati di me quando sarai nel tuo Regno” e “Costui era veramente il figlio di Dio”. Avevo un battesimo di cui dovevo essere battezzato e come provavo l'angustia che non si fosse ancora realizzato.

Non sono venuto per dir parole o moltiplicare segni che voi chiamate miracoli bensì per dimostrarvi l'amore del Padre che tanto ama il mondo da consegnargli il suo Unigenito. Veramente Dio è morto: ma per voi!. Vi ho amati ed ho tradito me stesso per convincervi del mio amore! Neppure ora sarei capace di fare qualcosa di più.

Così sono l'Amen. Questo è l'unico modo di essere l'Amen, di regnare nei cuori. Solo così posso dire: “Tutto è compiuto”. Perché tutto è stato donato, compresa la vita. Diventare Niente perché voi comprendiate che per il Padre siete Tutto.

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