I due prelati “veneziani”

Alessandro Maria Gottardi e Loris Capovilla. Foto © Gianni Zotta
Correva l’anno 1984. In questa istantanea è condensato mezzo secolo di storia della Chiesa, anche tridentina. L’arcivescovo Alessandro Maria Gottardi (1912-2001) divenne arcivescovo di Trento nel 1963, per volontà di papa Giovanni XXIII (1958-1963) del quale era stato provicario a Venezia; il cardinale Loris Capovilla (1915-2016) allora arcivescovo a Loreto, per dieci anni (1953-1963) fu segretario particolare del cardinale Roncalli, divenuto papa nel 1958 col nome di Giovanni XXIII. L’uno nato a Venezia, l’altro a Padova ma vissuto a Mestre. Entrambi prelati “giovannei”, pertanto impegnati nello spirito del concilio Vaticano II (1962-1965), hanno accompagnato gli entusiasmi e catalizzato le amarezze di una riforma della Chiesa incompiuta.

Mons. Gottardi fu arcivescovo di Trento per quasi venticinque anni: dal 1° maggio 1963, quando fece il suo ingresso canonico in diocesi, sino al 7 dicembre 1987 quando, annunciata la nomina del successore nella persona di Giovanni Maria Sartori (1987-1998), fu Amministratore apostolico della Diocesi fino al 14 febbraio 1988. Sopravvisse al suo successore, morto in una clinica a Innsbruck (26 settembre 1998) dopo un trapianto di fegato. L’arcivescovo emerito Gottardi morì sabato 24 marzo 2001 e fu sepolto nella basilica paleocristiana, sotto la cattedrale di Trento, da lui recuperata (1977) per la sepoltura dei vescovi Tridentini.

Loris Capovilla, creato cardinale da papa Francesco (2013) il 22 febbraio 2014, ha vissuto gli ultimi anni a Sotto il Monte (Bergamo) patria di papa Giovanni XXII, ed è morto il 26 maggio 2016.

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