Scelte di fondo

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Sergio Mattarella ha potuto affermare senza retorica che “la lotta alle mafie riguarda tutti. Nessuno può dire: non mi interessa. Nessuno può pensare di chiamarsene fuori.

La sua tragica morte a soli 34 anni sul carro bestiame che lo portava a Dachau e la dolcezza del suo animo testimoniata molti anni dopo anche da uno dei suoi aguzzini non devono peraltro offuscare dentro un alone leggendario la concretezza della sua figura: Mayr-Nusser è un figlio del nostro tempo, un laico cristiano vicino a noi, dalle paroli forti e chiare.

Non solo le leggi creano cultura. Anche i pronunciamenti delle Corti di Appello. Quello emesso il 23 febbraio del nostro Tribunale – che ha fatto notizia ormai come “il caso Trento – è destinato ad essere citato (purtroppo) a lungo, come gancio provvisorio in attesa che il Parlamento arrivi a normare in modo compiuto casistiche impensabili fino a poco tempo fa. Vale la pena, dunque, provare a fare chiarezza dieci giorni dopo.

Desistere da un trattamento medico e lasciare che la malattia segua il suo corso, non è lo stesso che aiutare una persona a suicidarsi o darle direttamente la morte.

Quaresima, ora di narrare e riscrivere la celebre parabola di Luca. Tempo di introduzione alla Vita, entrata in una nuova esperienza di Chiesa. Popolo di Dio in cammino. Spinta missionaria.

I giovani del 2017 non si meritano generalizzazioni e pregiudizi. La maggior parte dei ventenni-trentenni italiani, dopo gli anni della crisi, accetta di adattarsi ad un lavoro meno remunerato e anche meno coerente con la propria faticosa carriera di studi.

Nel valutare le prime mosse del nuovo presidente americano non ci aiuta il gossip mediatico che insiste sul suo ciuffo laccato e sulle smorfie della moglie Melania. Andando oltre la caricatura muscolare del miliardario sempre vincente, ora dobbiamo misurare la persona nel ruolo di statista possiamo pesare le sue scelte e le sue parole.

“La realtà, in se stessa, non ha un significato univoco. Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli ‘occhiali’ con cui scegliamo di guardarla”. Così scrive Papa Francesco.

Sono immagini, quelle viste in tv, sui giornali, in rete, che dovrebbero suscitare sdegno e ribellione in ogni persona capace ancora di un minimo di empatia nei confronti di chi soffre.

Il Babbo Natale omicida, che a Istanbul ha seminato morte sull'ultimo ballo del 2016, ci ha fatto strappare in fretta l'ultima pagina del calendario. Della settimana natalizia però vogliamo trattenere a lungo due volti amici che dal cielo riflettono ora la luce vera del Natale, raggi che non si spengono: la piccola Rosa, letizia del villaggio SOS strappata a 35 anni e a pochi giorni dal suo (bi)sogno realizzato di autonomia, e il 73enne Karl, aitante pastore altoatesino consumato in cinque lunghissimi anni da un terribile Parkinson.

Un bambino… adagiato in una mangiatoia” (Lc 2,12): Natale è il torrente impetuoso dell’amore del Padre che esonda fino a raggiungere l’altezza di una… mangiatoia. A Natale “si sta sul pezzo” se ci si lascia coinvolgere e sconvolgere dalla disarmante fragilità di un Dio bambino deposto nella mangiatoia della nostra vita concreta.

Dall'11 dicembre il beato Borzaga, trentino doc, non sarà separabile dal beato Paolo, catechista buono e convincente, che lo accompagna nell'ultima uscita.

Domenica sera l’affluenza alle urne ci dirà se gli Italiani hanno affrontato con serietà questa consultazione sulle modifiche alla Costituzione, “spina dorsale della nostra democrazia”, come diceva l’onorevole Elsa Conci, “pasionaria bianca” trentina tra le 21 donne della Costituente. Alla vigilia del voto, le opinioni maturate meritano di essere sottoposte al setaccio di tre letture “combinate”.