Scelte di fondo

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Ogni volta in cui penso al silenzio, lo desidero lo vivo lo assaporo in totale beatitudine, non posso fare a meno di pensare a una breve, fulminea domanda di una bimba di cinque anni sulle rive del Sarca in una assolata domenica di fine inverno di molti anni fa…”Ssss, zitti, lo sentite il rumore del silenzio?”.

Rinnovarsi per rinascere ogni giorno. Se negli scorsi l'impegno per la vita ha scandalosamente diviso in certe occasioni alcuni ambienti cattolici, forse è perché si è dimenticato il punto di vista indicato dal messaggio della CEI in questa 40° Giornata.

Un'attenta lettrice risponde all’appello  “In vista del voto, idee dal basso”, segnalando il fatto che “la nuova legge, il Rosatellum, non è conosciuta nei suoi termini e nelle sue ricadute elettorali dal 90 per cento degli italiani che si recheranno alle urne”.

Se ci preme immaginare e vivere un futuro di pace e di riconciliazione dobbiamo forse spendere fatica e fantasia per ricreare spazi reali di confronto e di dialogo soprattutto per le nuove generazioni; dobbiamo creare vere alternative alla virtualità esagerata che lascia tutti un po’ soli, recuperando viceversa le relazioni personali e reali, dove possano nascere parole dense di significato da vivere in pienezza.

Vita Trentina accoglie la proposta di don Remo Vanzetta in questo editoriale e - in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 - apre questo spazio di "idee dal basso" per favorire la partecipazione e far crescere la democrazia. Scrive don Remo: "Vorrei fare una proposta al settimanale diocesano per migliorare la democrazia che credo debba vivere di quelle tre parole magiche libertà, uguaglianza fraternità: che Vita Trentina nelle prossime settimane si faccia strumento di raccolta di proposte programmatiche dal basso, sia sia da  parte di quelli che intendono votare sia di quelli che sono stufi di votare".

Avevamo vent’anni, io li compievo proprio allora. Questo va ricordato, perché se si perde il dato generazionale il turbinio del Sessantotto diventa scarsamente comprensibile...

Cari giovani nati nel 1999, lasciateci guardare con i vostri occhi l'alba di questo 2018, l'anno del vostro primo voto, del Sinodo mondiale che parlerà di voi e dei “veci” alpini che accoglieremo a Trento.

Così, spulciando tra le fake-news rilanciate dai canali social, tanto aggressivi quanto abili nello strumentalizzare le emozioni (e, forse per questo, sempre più rinnegati dagli stessi fondatori), capita di imbattersi nel racconto qui riportato.

Papa Francesco ci ha regalato invece negli ultimi dieci giorni qualche stilla preziosa per nutrire una vita cristiana essenziale, controcorrente. Non muscolare, ma mite. Non buonista, ma evangelicamente buona.

Quando nel momento del commiato, una comunità riconosce un proprio figlio come un maestro di umanità e di saggezza, vien da pensare che il buon Dio si serva ancora di questi “giusti” per illuminare il mondo con i riflessi della sua paternità. Tanto più se sono persone semplici ed essenziali, “servi inutili” con i calli sulle mani.

L’Avvento non può essere una semplice attesa di una bella festa tradizionale, assolutamente uguale a quella dell’anno precedente. È invece l’occasione per interrogarci e capire ogni volta come possiamo mantenere la nostra fedeltà ad un Dio buono che ha scelto di stare con noi, di comprenderci, di usare con noi misericordia e perdono. Ma che in cambio ci chiede di stare a nostra volta con qualcun altro, di guardarlo e accompagnarlo, di fare quel pezzetto di strada che ognuno può fare con chi è meno fortunato.act.

Tornando in Italia dal Ciad, dove ho collaborato in missione con don Costantino Malcotti, trovo il freddo non solo nell'aria, ma anche nel cuore di tante persone. Ci penso quando mi dicono della recente mozione con cui il nostro Consiglio regionale vorrebbe stoppare la legge che dà cittadinanza italiana a bambini che sono nati, cresciuti ed educati in Italia.

Non è difficile trovare disorientamento, se non addirittura forti perplessità, di fronte a quest’anniversario che mai aveva sollecitato così tante attenzioni: l'inizio, cinquecento anni fa, di un movimento di Riforma che ha mutato il volto della società.