Scelte di fondo

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“Terra promessa” non è “Terra conquistata”. “Terra promessa” evoca la precarietà del camminare. “Terra conquistata” richiama la conservazione di un trofeo. “Terra promessa” genera desiderio e apertura al futuro.

Le omelie di Papa Francesco nel suo recente viaggio sono zeppe di pietre preziose, come le miniere controllate un tempo dalle bande armate in Colombia. Pietre anche dure.

La scuola, un luogo dove ci si sente meno soli, visto che la solitudine sembra diventare un ingrediente sempre più  presente, ad ogni età, nella nostra  società che vive a strappi e  ha abbandonato il passo lento e costruttivo del camminare insieme.

Gli impegni della Giornata nazionale per il Creato del primo settembre, che in diocesi sarà vissuta a Pinzolo domenica 10 con l’Arcivescovo Lauro in una riflessione itinerante, ci incalzano sulla spinta di alcuni eventi di agosto.

Sono tanti capitoli di un'appassionante epopea quelli raccontati in questo numero di Ferragosto. La strada va percorsa e gustata, assaporando doni e sorprese, gustandosi il silenzio e il ristoro della sosta.

Un piccolo ma innovativo progetto del sindacato dietro al quale c’è non tanto una strategia occupazionale, ma una dinamica d'attenzione alla persona dentro il mercato del lavoro che piacerebbe anche a Papa Francesco.

Apparentemente è solo una storia di dolore immenso. Dolore sì, ma non solo. Charlie, nel suo ‘quasi’ anno di vita, ha calamitato attorno a sé da tutto il mondo, l’amore di migliaia e migliaia di persone. Che pregano, lottano, confortano, si arrabbiano pure, ma che si sono unite per lui.

Per guadagnare un tempo più umano, dovremo davvero imparare a "perdere tempo". Le ferie, non stressanti, sono possibilità di capire che l'agenda può avere buchi, che non ci dobbiamo sempre chiedere, come fanno i bambini, "cosa si fa di bello, oggi?".

Illuminante risulta la lettura estiva dell’ultimo fra i numerosi libri su Degasperi che lo storico del movimento cattolico Armando Vagagnini ci ha regalato per mettere a fuoco il rapporto diretto fra il percorso esistenziale e formativo del “primo Degasperi” con la successiva affermazione dello statista europeo.

Dinanzi alla lettera del nostro Vescovo possiamo balconear, per dirla con papa Francesco, ossia stare alla finestra a guardare cosa succederà, oppure scegliere, magari criticandola, di aprire tra noi e con il Vescovo un dialogo sincero e costruttivo.

Quando parliamo di “corresponsabilità” all’interno delle nostre comunità, mi piacerebbe che si riflettesse sul valore semantico, spirituale e pratico del termine. E soprattutto sulla sua autenticità, che dovrebbe essere frutto di una corrispondenza tra i gesti e le parole,

Tra le non poche riflessioni suggerite dagli ultimi avvicendamenti nel clero trentino, c'interroga l'inedita scelta di mons. Lauro Tisi di “liberare” di tempo ed energie il suo attuale segretario.

La Terra è dono di Dio e noi siamo chiamati a custodirla, per trasmetterla alle generazioni future. Non siamo i padroni del mondo ma ce ne è stata affidata la responsabilità.

Il “non attentato” di Torino ci ha forse irrigidito, paralizzato. Deve darci invece la consapevolezza che contro la paura – oltre alla prudenza, alla legalità e all'onestà – “la convivialità è un'arma potente”,