Scelte di fondo

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Tornando in Italia dal Ciad, dove ho collaborato in missione con don Costantino Malcotti, trovo il freddo non solo nell'aria, ma anche nel cuore di tante persone. Ci penso quando mi dicono della recente mozione con cui il nostro Consiglio regionale vorrebbe stoppare la legge che dà cittadinanza italiana a bambini che sono nati, cresciuti ed educati in Italia.

Non è difficile trovare disorientamento, se non addirittura forti perplessità, di fronte a quest’anniversario che mai aveva sollecitato così tante attenzioni: l'inizio, cinquecento anni fa, di un movimento di Riforma che ha mutato il volto della società.

La Giornata missionaria non potrà ridursi a fare un’offerta più generosa del solito, ma ci interpella con alcune domande che toccano la nostra identità cristiana e la nostra responsabilità di credenti.

La consultazione popolare per una maggiore autonomia della Lombardia e del Veneto, fissata per domenica 22 ottobre, non va snobbata dai trentini, ma considerata con grande attenzione: sia nel dibattito della vigilia che nelle conseguenze del giorno dopo.

Nel dibattito culturale, religioso e politico ci dimentichiamo presto della “comune umanità” e lasciamo prevalere l'esclusione, la chiusura, l'invettiva.

Dagli anni 60 sono partiti dalla nostra diocesi più di 50 sacerdoti “fidei donum” e questo ha coinvolto anche le comunità parrocchiali dentro le quali avevano operato come pastori. Dopo 90 anni, a che punto siamo oggi?

E’ molto diffusa, non solo nella cultura odierna, ma anche tra i cristiani e tra i preti, una chiave di lettura dell’attuale crisi della Chiesa del tutto negativa e pessimista (“Chiesa al tramonto…”, “Chiesa allo sfacelo…”), a danno di una visuale di Fede che da chi vive tale crisi dall’interno dovrebbe risultare più che ovvia al solo guardare la storia biblica e quella della Chiesa stessa.

“Terra promessa” non è “Terra conquistata”. “Terra promessa” evoca la precarietà del camminare. “Terra conquistata” richiama la conservazione di un trofeo. “Terra promessa” genera desiderio e apertura al futuro.

Le omelie di Papa Francesco nel suo recente viaggio sono zeppe di pietre preziose, come le miniere controllate un tempo dalle bande armate in Colombia. Pietre anche dure.

La scuola, un luogo dove ci si sente meno soli, visto che la solitudine sembra diventare un ingrediente sempre più  presente, ad ogni età, nella nostra  società che vive a strappi e  ha abbandonato il passo lento e costruttivo del camminare insieme.

Gli impegni della Giornata nazionale per il Creato del primo settembre, che in diocesi sarà vissuta a Pinzolo domenica 10 con l’Arcivescovo Lauro in una riflessione itinerante, ci incalzano sulla spinta di alcuni eventi di agosto.

Sono tanti capitoli di un'appassionante epopea quelli raccontati in questo numero di Ferragosto. La strada va percorsa e gustata, assaporando doni e sorprese, gustandosi il silenzio e il ristoro della sosta.