Scelte di fondo

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I due titoli dei quotidiani locali che hanno riferito la riforma curiale annunciata dall'Arcivescovo Lauro hanno ragione a metà. Chi scrive di semplice “restyling” riconosce forse che non si va certo a intaccare l'essenza evangelica del servizio ecclesiale; è anche vero però che qui non siamo di fronte ad un semplice ritocco, bensì a “modifiche importanti” dell'assetto organizzativo in piazza Fiera.

Questa foliazione di Vita Trentina ridotta a 16 pagine (a rispetto dell’ astensione dal lavoro dei nostri redattori nelle due giornate del 10 e 11 aprile) rende visibile il passaggio doloroso segnato dall’annuncio della chiusura di radio Trentino inblu.

“Se tutte le Messe fossero così, allora sì che ci verrei volentieri…”. Al figlio adolescente che si lascia scappare quest’apprezzamento al rientro dal campo estivo, i genitori non sanno spesso cosa replicare.

Non succede solo in qualche occasione. Si verifica di norma. E c’è da sperare che durerà sempre. Parliamo delle tante buone azioni che, di notte e di giorno, avvengono sempre più nell'anonimato e nella riservatezza.

Tutto era iniziato con Gesù che parlava di croce, ma nessuno capiva: siamo troppo allergici alla sofferenza. Eppure la croce si capisce solo se balza in primo piano la sua chiave di lettura: l'amore.

Cosa rimane dell’eredità di monsignor Romero, il vescovo di San Salvador assassinato sull’altare il 24 marzo 1980, a quasi trent’anni dalla sua cruenta scomparsa? Più di quanto la realtà centroamericana evidenzi in questi ultimi anni.

Come regola della vita democratica, il voto va rispettato, ma il dopo-voto deve essere interpretato. E' utile per il futuro del Paese comprendere quale matrice culturale lo ha determinato.

Dopo un’impegnativa campagna elettorale, domenica 4 marzo il giovane attivista potrà finalmente riposare qualche ora in più. Con la serenità di aver fatto la sua parte per il futuro del Paese e con la speranza di vederlo affidato, a urne aperte, in buone mani. Ma esiste ancora la specie del giovane attivista?

Ogni volta in cui penso al silenzio, lo desidero lo vivo lo assaporo in totale beatitudine, non posso fare a meno di pensare a una breve, fulminea domanda di una bimba di cinque anni sulle rive del Sarca in una assolata domenica di fine inverno di molti anni fa…”Ssss, zitti, lo sentite il rumore del silenzio?”.

Rinnovarsi per rinascere ogni giorno. Se negli scorsi l'impegno per la vita ha scandalosamente diviso in certe occasioni alcuni ambienti cattolici, forse è perché si è dimenticato il punto di vista indicato dal messaggio della CEI in questa 40° Giornata.

Un'attenta lettrice risponde all’appello  “In vista del voto, idee dal basso”, segnalando il fatto che “la nuova legge, il Rosatellum, non è conosciuta nei suoi termini e nelle sue ricadute elettorali dal 90 per cento degli italiani che si recheranno alle urne”.

Se ci preme immaginare e vivere un futuro di pace e di riconciliazione dobbiamo forse spendere fatica e fantasia per ricreare spazi reali di confronto e di dialogo soprattutto per le nuove generazioni; dobbiamo creare vere alternative alla virtualità esagerata che lascia tutti un po’ soli, recuperando viceversa le relazioni personali e reali, dove possano nascere parole dense di significato da vivere in pienezza.

Vita Trentina accoglie la proposta di don Remo Vanzetta in questo editoriale e - in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 - apre questo spazio di "idee dal basso" per favorire la partecipazione e far crescere la democrazia. Scrive don Remo: "Vorrei fare una proposta al settimanale diocesano per migliorare la democrazia che credo debba vivere di quelle tre parole magiche libertà, uguaglianza fraternità: che Vita Trentina nelle prossime settimane si faccia strumento di raccolta di proposte programmatiche dal basso, sia sia da  parte di quelli che intendono votare sia di quelli che sono stufi di votare".

Avevamo vent’anni, io li compievo proprio allora. Questo va ricordato, perché se si perde il dato generazionale il turbinio del Sessantotto diventa scarsamente comprensibile...

Cari giovani nati nel 1999, lasciateci guardare con i vostri occhi l'alba di questo 2018, l'anno del vostro primo voto, del Sinodo mondiale che parlerà di voi e dei “veci” alpini che accoglieremo a Trento.