Scelte di fondo

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“Desideriamo ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto…”. Chi ha seguito la cronaca del primo “Dolomiti Pride”, che sabato scorso ha manifestato per le strade di Trento le attese delle persone omosessuali, transessuali e dei loro familiari, può facilmente ritrovare in questa e in altre affermazioni fissate da Papa Francesco nella “Amoris Laetitia” una posizione chiara.

Preoccupa anche vedere da parte di qualcuno la necessità di indicare subito dei “nemici”  – i migranti, le ONG, l’Europa – attraverso i quali unire la cittadinanza che, come succede nei peggiori stati totalitari, trova il suo capro espiatorio per i mali che la affliggono, indipendentemente dai dati di realtà che ci dicono ad esempio che l’occupazione non sale con il drastico calo degli sbarchi o che la criminalità sia generalmente in calo.

Sono attese circa 3 mila persone anche dalle regioni vicine al Dolomiti Pride, l'evento di sabato 9 giugno con corteo e serata al Parco delle Albere promosso per la prima volta a Trento sull'onda di simili eventi all'insegna dell'“orgoglio gay” avviati 20 anni fa e moltiplicatesi negli ultimi anni in una ventina di città italiane.

In bocca al lupo, dunque, al governo Conte! Un saluto di benvenuto è dovuto al nuovo “commissario tecnico” del governo nazionale. Non solo perché dover guidare questa squadra “convocata” da altri sarà più difficile che allenare il vittorioso Chelsea dell’omonimo Conte, ex ct azzurro, ma soprattutto perché la “melina” era arrivata in zona Cesarini, senza pareggio tra Lega e Cinque Stelle.

La re-visione delle altre opere d'arte di Olmi sarebbe il modo migliore per celebrare la prossima Giornata delle Comunicazioni Sociali in cui il Papa c'invita a saper distinguere sull'albero delle notizie quali sono le mele marce, le fake news, e quali invece i germogli di verità.

Non è una parata, né un’esibizione folk. L’anima più genuina di questo rito annuale sta soltanto nel riconoscersi persone, stimarsi a vicenda nel condividere la scelta del servizio.

I due titoli dei quotidiani locali che hanno riferito la riforma curiale annunciata dall'Arcivescovo Lauro hanno ragione a metà. Chi scrive di semplice “restyling” riconosce forse che non si va certo a intaccare l'essenza evangelica del servizio ecclesiale; è anche vero però che qui non siamo di fronte ad un semplice ritocco, bensì a “modifiche importanti” dell'assetto organizzativo in piazza Fiera.

Questa foliazione di Vita Trentina ridotta a 16 pagine (a rispetto dell’ astensione dal lavoro dei nostri redattori nelle due giornate del 10 e 11 aprile) rende visibile il passaggio doloroso segnato dall’annuncio della chiusura di radio Trentino inblu.

“Se tutte le Messe fossero così, allora sì che ci verrei volentieri…”. Al figlio adolescente che si lascia scappare quest’apprezzamento al rientro dal campo estivo, i genitori non sanno spesso cosa replicare.

Non succede solo in qualche occasione. Si verifica di norma. E c’è da sperare che durerà sempre. Parliamo delle tante buone azioni che, di notte e di giorno, avvengono sempre più nell'anonimato e nella riservatezza.

Tutto era iniziato con Gesù che parlava di croce, ma nessuno capiva: siamo troppo allergici alla sofferenza. Eppure la croce si capisce solo se balza in primo piano la sua chiave di lettura: l'amore.

Cosa rimane dell’eredità di monsignor Romero, il vescovo di San Salvador assassinato sull’altare il 24 marzo 1980, a quasi trent’anni dalla sua cruenta scomparsa? Più di quanto la realtà centroamericana evidenzi in questi ultimi anni.

Come regola della vita democratica, il voto va rispettato, ma il dopo-voto deve essere interpretato. E' utile per il futuro del Paese comprendere quale matrice culturale lo ha determinato.

Dopo un’impegnativa campagna elettorale, domenica 4 marzo il giovane attivista potrà finalmente riposare qualche ora in più. Con la serenità di aver fatto la sua parte per il futuro del Paese e con la speranza di vederlo affidato, a urne aperte, in buone mani. Ma esiste ancora la specie del giovane attivista?