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Editoriale

Il grido della Terra

Siamo un’area con standard europei, dobbiamo essere all’altezza delle responsabilità e proprio perché abitiamo un territorio fragile possiamo sperimentare un modello di vita compatibile: abbandonare la via dell’”avanti come si è fatto finora”, coinvolgere la gente in un progetto ambizioso e replicabile.

Parole chiave: territorio (17221), ambiente (1290), cambiamento climatico (64), clima (253), Trentino (1094), maltempo (34)

Il nubifragio che ha colpito l’Italia la settimana scorsa ha provocato gravissimi danni anche in Trentino, dove piangiamo anche la morte di mamma Michela e papà Denis. Ha causato allagamenti, danneggiato infrastrutture e abitazioni e distrutto migliaia di ettari di bosco. È il grido della Terra che Papa Francesco ci chiede di ascoltare: è anche qui da noi, non avviene solo nel resto d’Italia e nei continenti lontani.

I nubifragi sono un evento naturale, ricorrente. Eppure gli studiosi segnalano che il cambiamento climatico produce un aumento dei fenomeni estremi e una maggior irregolarità del clima: c’è maggior energia nel sistema climatico e questo produce eventi più violenti e improvvisi.

Il famoso meteorologo Luca Mercalli segnalava nei giorni scorsi in un articolo su La Stampa che il Mediterraneo in ottobre era ben 2 gradi più caldo rispetto alla media e che questo può essere stato un elemento acceleratore nel recente disastro ambientale. Con tutte le cautele dobbiamo prendere atto di quello che i climatologi più accreditati vanno ripetendo da alcuni anni: il cambiamento climatico non è un’ipotesi, ma è già in corso. Le sue conseguenze sono imprecise, ma possono essere catastrofiche: cambiamenti che nella storia della Terra sono avvenuti in migliaia di anni stanno avvenendo in pochi decenni. L’evoluzione naturale non è in grado di adattarsi.

Dobbiamo allora imporci un sano discernimento. In questa situazione è necessario applicare il principio di precauzione e agire rapidamente per contenere il cambiamento entro limiti tollerabili per gli ecosistemi naturali (e artificiali) e scongiurare sconvolgimenti più gravi.

L’uomo ha accumulato una enorme capacità di modificare gli equilibri naturali: è ora di prenderne atto e di agire responsabilmente, verso gli ecosistemi, le altre specie e verso l’umanità, in particolare quella più esposta alle conseguenze, perché dispone di meno risorse. È il pressante appello della Laudato si’, rivolto a tutti gli uomini, perché tutti sono coinvolti, e in modo speciale ai cristiani, perché credono che la Terra non è nostra e che dobbiamo rispettarla, perché tutti possano goderne, ora e in futuro. È possibile! Abbiamo risorse, tecniche e di conoscenza, enormi: è necessaria un’alleanza di tutti coloro che vogliono cambiare un sistema basato sull’energia fossile a basso costo, assumendo la responsabilità per la Terra, riducendo drasticamente le emissioni di anidride carbonica e il consumo delle risorse. Mettendo al centro relazioni e qualità della vita per tutti invece che la crescita dei consumi. Già molti sviluppi vanno in questa direzione (miglioramento dell’efficienza, riciclaggio dei materiali, riduzione del possesso degli strumenti a favore dell’utilizzo-quando-serve), ma per una risposta all’altezza della sfida questi processi devono essere drammaticamente accelerati e i cambiamenti ingigantiti.

L’analisi interroga i nostri stili di vita. E noi in Trentino, cosa possiamo fare realmente? Siamo una piccola comunità (il quartiere di una grande città…), per di più in condizioni di svantaggio territoriale, e questi sono fenomeni mondiali. Siamo un’area con standard europei, dobbiamo essere all’altezza delle responsabilità e proprio perché abitiamo un territorio fragile possiamo sperimentare un modello di vita compatibile: abbandonare la via dell’”avanti come si è fatto finora”, coinvolgere la gente in un progetto ambizioso e replicabile: abitare, comunicare, spostarsi, accogliere i visitatori in modo sostenibile, riducendo drasticamente i consumi. Disponiamo di risorse importanti: università, centri di formazione, forte tradizione civica e cooperativa, un buon livello dei servizi. Serve una visione forte e l’ambizione di raggiungerla.

Francesco Dellagiacoma

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