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Editoriale

Quel bene in sordina che percorre il mondo

Non succede solo in qualche occasione. Si verifica di norma. E c’è da sperare che durerà sempre. Parliamo delle tante buone azioni che, di notte e di giorno, avvengono sempre più nell'anonimato e nella riservatezza.

Parole chiave: bene (393), buonismo (2)

Non succede solo in qualche occasione. Si verifica di norma. E c’è da sperare che durerà sempre. Parliamo delle tante buone azioni che, di notte e di giorno, avvengono sempre più nell'anonimato e nella riservatezza.

Quanti suicidi vengono fermati all’ultimo minuto, quante aggressioni e ruberie bloccate. Sono stati rimessi a letto gli invalidi, dissetati quelli che alla fontana da soli non ci arrivano, è stato offerto aiuto a chi vive accovacciato sui marciapiedi, data consolazione alle madri rimaste sole. Sono state riportate indietro certe ragazze fuggite da casa alla ricerca di chissà chi.

Questi accadimenti di bontà, che si avvertono in giro, destano interesse nella gente, la quale rimane intenerita e se ne chiede il perché e il per come, mentre cerca incuriosita proprio gli autori di questi interventi benevoli e un pochino nascosti: saranno stati preti vaganti, angeli della notte, guardie notturne in missione, buontemponi in vena di carità, squadre del buon costume? Potrebbero essere quelli che poi li trovi a pregare devoti nelle chiese. O coloro che indossano una divisa o un costume, perfino un cappello piumato.

Consideriamo certo anche le diverse – immancabili - presenze intriganti e maligne che spiazzano le anime e le mettono in pericolo. Ma per quanto possa apparire cattivo il mondo, i buoni ci sono e si salva. Nella alternanza – quasi nella ciclicità – tra pace e guerra, tra gioco e sofferenza, tra ordine e storture, tra regioni felici ed inquiete, restano scelte buone da fare se vogliamo arrivare, noi e gli altri, ad un porto sicuro: nella speranza, se non proprio nella certezza, che ci sia sempre qualcuno che veglia su di noi e sia disposto ad aiutarci e a difenderci senza artigli contro il male. Anche se certuni finiscono per invocare un dio tappabuchi o si riducono nelle passioni estetizzanti o in rigide regole economiche, non si possono disconoscere queste inclinazioni al bene che circolano per le nostre strade e le presenze favorevoli che si infiltrano tra di noi e a volte sembra che ci mettano una mano sulla spalla.

Come se davvero il bene fosse ‘contagioso’, con prognosi fausta, al di là di ogni buonismo. E la saggezza viene riconosciuta come la dote più squisita che possa avere un uomo. Quello che è sempre parso usuale o banale può diventare speciale. Non tutti ci credono, ma una certa bontà finisce per favorire proprio la vita dell’uomo. E poi, per quanto sostiene un grande filosofo: “il destino di ogni cosa dalla più umile alla più alta è di essere eterna e cioè di non essere mai preda del nulla”. Anche questo bene in sordina (oltre a quello predicato dai pulpiti e con voce tonante) configura un convitato discreto che non pretende la foto col flash. Qualche cosa di delicato talvolta entra dalla finestra ad avvertirci che un ospite comprensivo sta per arrivare: sapremo accoglierlo? Non bisogna mai disperare. Occorre invece disporci come sanno fare i bambini, che riescono a mettersi sulla lunghezza d’onda della bontà e a rispondere col sorriso, perché sono abituati alle ali del bene.

Per lo più i bambini non frappongono barriere e stanno lì fiduciosi ad aspettare. Ed accettano di buon grado anche di farsi prendere in braccio dal san cristoforo di turno per attraversare senza troppi rischi i guadi della vita.

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