Sette giorni in tv

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La settimana televisiva commentata dall'Aiart.

Se al cinema il monachesimo eremitico diventa un punto di riferimento per il mondo occidentale in dissoluzione, in televisione avviene l'adeguamento al mondo. La notizia arriva dalla Spagna.

Quando si parla di informazione in televisione in molti si lamentano, eppure dal punto di vista quantitativo non ci facciamo mancare quasi nulla. La cronaca, in particolare politica e nera, tiene banco a tutte le ore del giorno su molte reti, passando dai salotti pomeridiani a quelli notturni e alla prima serata, in una confusione sempre più forte tra informazione e intrattenimento.

Non pensavamo di vedere portata in scena direttamente l'altra faccia della luna, il volto rassicurante e rispettoso, familiare, di Cosa nostra. In effetti mancava ai nostri schermi, e Bruno Vespa non ha saputo resistere alla tentazione.

Non si ferma mai il successo per Nicole Orlando, l'atleta ventiduenne di Biella con la sindrome di Down che sta difendendo bene il suo posto di concorrente a Ballando con le Stelle, il talent show del sabato sera di Rai Uno. Ma questa atleta ha anche vinto cinque medaglie.

Va in onda sabato 26 marzo su Raiuno alle 11 nell'ambito del programma “Il Giubileo di Francesco” il primo cortometraggio del ciclo “Alle periferie dell'esistenza”, firmato dalla regista trentina Lia Giovanazzi Beltrami.

Si discute spesso sulla necessità in Italia di promuovere la lettura dei libri e la cultura letteraria, ma si può attribuire questo ruolo alla tv, dove vige il primato dell'immagine? Un esempio recente è lo spettacolo ideato da Alessandro Baricco per Rai5 (ora in replica) “Totem, letture, suoni, lezioni”.

Un'indagine sul rapporto fra i giovani trentini e i social network finalizzata a individuare dei modelli che possano servire alle scuole e ai genitori che spesso si trovano in difficoltà nell’interagire con i ragazzi su questo terreno.stract.

Prendete un manager, travestitelo e mettetelo a lavorare fianco a fianco con i suoi dipendenti: questa è la semplice trama che sta alla base del racconto di Boss in incognito.

Ogni puntata si snoda secondo una sequenza standard, che parte con la presentazione del boss e la sua trasformazione in aspirante lavoratore, protagonista di un programma televisivo. Per giustificare la presenza delle telecamere, ai cinque dipendenti che affiancherà viene richiesto di fare da tutor e di valutare il concorrente. Al termine della settimana, il boss si svela ai suoi sottoposti.

Tra la fine dell’anno vecchio e l’inizio del nuovo come al solito si sono sprecati gli oroscopi e le previsioni per il 2016 appena iniziato. Sul piccolo schermo e sui giornali in questo periodo è una sfilata di astrologi, cartomanti e presunti indovini.

La settimana scorsa abbiamo fatto esperienza un po' tutti, chi in modo diretto chi indiretto, di una tempesta mediatica. Del suo scatenarsi improvviso e della sua virulenza. C'è qualcuno che non sia stato toccato almeno di striscio, dal «caso don Gino» scatenato da La7, martedì 6 ottobre?

E’ la radio giornalisticamente la sentinella e l’esploratore delle cose del mondo in estate, e non solo.

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Se vi siete chiesti almeno una volta chi sia la bambina dai grandi occhi verdi e dal lungo vestitino fucsia, che sorride birichina dai palloncini della fiera, allora siete pronti per essere conquistati da Masha e Orso, il cartone animato che nel giro di pochi mesi è riuscito a insidiare il primato di Peppa Pig nella classifica dei programmi televisivi dedicati ai più piccoli.