Sette giorni in tv

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La settimana televisiva commentata dall'Aiart.

Con la fine della cattività babilonese si chiude nella miniserie tv La Bibbia - Dio nella storia (domenica Rete4 21.15) il racconto dell’Antico Testamento.

La programmazione del piccolo schermo può offrire spunti costruttivi, magari mentre il telespettatore è impegnato a compiere le faccende di casa.

Nasce dall'incontro tra l'artista veneziana Serena Nono e gli ospiti della Casa dell’ospitalità di S. Alvise di Venezia il cortometraggio “Via della croce”, che rilegge il racconto della passione e morte di Gesù attraverso i volti e le voci di un gruppo di senzatetto che vivono nell'ex asilo notturno, ora comunità. Il film, adatto anche a un pubblico giovane, si presta bene ad introdurre una riflessione su temi quanto mai attuali, come l'emarginazione, la carità, il rispetto del diverso, la morte, ma anche la capacità di ascoltare e di farsi interrogare dalle vite degli altri.

Anche le persone con la sindrome di Down possono trovare un lavoro per realizzarsi e sentirsi apprezzate. E’ questo il messaggio positivo che si percepisce all’istante guardando Hotel a 6 stelle, la docu-fiction in 6 puntate, in onda tutti i lunedì su Raitre alle 23.10, fino al 24 marzo.

Bambini e adolescenti compagni d'ospedale. Osservati ad altezza di carrozzina, come quella in cui sono costretti due ragazzi con la gamba amputata. O colta da un letto, ove giace in coma da otto mesi il principale narratore, Rocco, 11 anni, presenza-assenza dalla sbarazzina voce fuori campo. Giacomo Campiotti porta sugli schermi televisivi, da regista e sceneggiatore, una solare storia corale dal titolo Braccialetti rossi, versione italiana di un'omonima serie catalana.

E' rosa, è simpatica, grugnisce ogni volta che dice qualcosa, piace moltissimo ai bambini di tre anni o giù di lì: è Peppa Pig.

Forte dei suoi sessant’anni tondi di vita (il 3 gennaio del 1954 nasceva “ufficialmente” la Rai, dopo alcuni mesi di sperimentazione della messa in onda), la tv di Stato torna a bussare ai nostri teleschermi e alle nostre tasche per chiedere l’annuale pagamento del “canone”. Per celebrare degnamente la ricorrenza del 60°, la Rai ha deciso di non aumentare l’importo da corrispondere, che rimane fissato anche per il 2014 a Euro 113,50. In tempi di crisi, nemmeno questa cifra è da sottovalutare, ma è pur vero che nel panorama europeo delle televisioni pubbliche il costo dell’abbonamento alla tv nostrana è mediamente uno dei più bassi.

Ha fatto il suo debutto, nelle scorse settimane, la domenica in seconda serata Masterpiece (Raitre, ore 22.50), il primo talent show per aspiranti scrittori che competono per realizzare il sogno di veder pubblicato il loro romanzo. Il vincitore della maratona televisivo-letteraria avrà infatti la possibilità di pubblicare la propria opera per Bompiani (in centomila copie).

L’appello alla ragion di stato è fuori luogo, quando serve da alibi per coprire gli scandali di persone d’alto rango e del presidente degli Stati Uniti. E’ questa la più esplicita chiave di lettura della serie Scandal (Raitre, venerdì, ore 21.10), ideata da Shonda Rhimes ed espressione negli Stati Uniti di una cultura che non ignora il lato oscuro del mito americano.

Tre nuclei familiari che però costituiscono un'unica grande famiglia, che accetta di raccontare la propria vita ad una troupe televisiva che sta girando un documentario. Potrebbe essere la realtà se non si trattasse di un film, anzi di una serie televisiva, prodotta negli USA dalla 20th Century Fox. Giunta alla quinta edizione, dal 2010 è trasmessa in Italia, prima dalla Fox, poi, in chiaro, su Cielo per approdare infine su MTV. Modern Family – questo il titolo del serial - ha riscosso immediatamente un grande successo.

Per Radio24, settembre ha segnato una ristrutturazione incisiva del palinsesto, introdotta dal direttore Roberto Napoletano con lo slogan «più informazione, più attualità, più opinioni, più passione».

Capita talvolta che il piccolo schermo riesca a proporre programmi leggeri, divertenti e capaci di insegnare qualcosa o, perlomeno, di rinfrescare utili conoscenze che gli spettatori già possiedono. Appartiene a questa categoria “Reazione a catena” (RaiUno, 18.50), il preserale affidato alla conduzione di Pino Insegno, giunto quest'anno alla settima edizione con oltre 400 puntate trasmesse.

Con la crisi che investe pesantemente anche il settore pubblicitario televisivo, ecco il tentativo di far risorgere “la creatura” per rianimare un mercato in asfissia. Il risultato è penoso e imbarazzante. Bisognerebbe tacerne per vergogna (come per la sorte della donna-oggetto), non fosse che il Carosello Reloaded, a partire dal titolo, esemplifica meglio di un saggio sociologico il livello raggiunto nell'ultimo quarto di secolo dalla nostra società.