Sette giorni in tv

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La settimana televisiva commentata dall'Aiart.

Può un coniglio diventare un leone? No, ma può tentare di ruggire. Almeno, questo è quanto sostengono Antonello Dose e Marco Presta, i conduttori dell'ormai storica trasmissione Il ruggito del coniglio che, nata diciotto anni fa come striscia satirica settimanale, si è conquistata uno spazio sempre più ampio fino a diventare un appuntamento quotidiano (da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 10, Radio2).

Sono stati oltre dodici milioni i telespettatori che lunedì scorso hanno seguito su RaiUno il ritorno in tv di Roberto Benigni. Un boom di ascolti che non si può archiviare come la cronaca di un successo annunciato, se non altro per la protagonista della serata, la Costituzione della Repubblica italiana.

Sarah Scazzi e Meredith Kercher, due vicende che hanno occupato per mesi pagine dei quotidiani, approdando nei salotti televisivi (tipo “Porta a porta” con tanto di plastico tridimensionale) e poi facendosi cronaca insistita fino a diventare fiction. La settimana televisiva ne ha offerto ulteriore - e negativa - prova.

Il palinsesto di MTV sembra studiato per attrarre i giovani e gli adolescenti avvezzi nell’infanzia alle forti emozioni dei videogiochi e dei cartoni animati, che possono ritrovare nei suoi programmi in contesti e situazioni nuove.

Una novità sul fronte televisivo locale. Venerdì 30 novembre prende il via su Trentino TV il Cooperquiz, un gioco televisivo che coinvolgerà i ragazzi delle scuole superiori e degli istituti professionali trentini.

Lo scorso 17 ottobre History Lab ha festeggiato il primo anno di programmazione. Nato come un progetto sperimentale della durata di tre anni ad opera della Fondazione Museo Storico del Trentino, il canale televisivo dedicato alla storia e alla memoria presente sul canale 602 si propone di condurre lo spettatore alla scoperta di fatti, avvenimenti e curiosità inerenti generalmente il nostro territorio ed avvenuti in tempi per lo più nel recente passato.

Nella fiction di Raiuno Questo nostro amore (domenica e martedì, ore 21.30 e 21.10) rivive il dibattito tra divorzisti e antidivorzisti al tempo dell’approvazione della legge n.898, che nel 1970 introdusse il divorzio nella legislazione italiana, superando nel 1974 la prova del referendum abrogativo.

In vista del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, La7 ha dedicato all’evento una puntata dell’Infedele, in prima serata, lunedì scorso. La novità televisiva sta nel fatto che lo speciale è stato coprodotto con Tv2000, ed è andato in onda dagli studi dell’emittente cattolica, in contemporanea sulle due reti. Operazione coraggiosa (e promettente per ulteriori collaborazioni), che merita attenzione per il fatto in sé - tanto più che il direttore di Tv2000 afferma che l’idea viene da La7 - e poi per ciò che essa ha rappresentato sul fronte dei contenuti.

Rappacificato con la Rai e predestinato alla conduzione del Festival di Sanremo, Fabio Fazio festeggia con Raitre, i dieci anni di Che tempo che fa, proponendolo alla domenica, alle ore 20.10 e al lunedì, alle ore 21.05, in una versione che prevede la partecipazione di Roberto Saviano e riprende il format di Vieni via con me.

Incuriositi dal titolo, questa settimana ci siamo soffermati sul programma di Raistoria L’Italia in 4 D. Le prime sequenze chiariscono subito qualsiasi fraintendimento: “4 D” non sta a significare qualche nuova, ennesima, novità tecnologica magari a base di occhialini o quant’altro, ma semplicemente il proposito della trasmissione di raccontare le trasformazioni sociali, economiche e di costume che si sono susseguite nel nostro Paese nel corso di quattro decenni a partire dagli Anni Cinquanta.