Sette giorni in tv

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La settimana televisiva commentata dall'Aiart.

Il best-seller di Ken Follett “I pilastri della terra” (1989) tradotto in trenta lingue e venduto in 18 milioni di copie, si ripresenta su Rete4 (mercoledì, ore 21.10) in versione kolossal tv per la regia di Sergio Mimica-Gezzan e con un cast collaudato, eludendo la fascia protetta mediante l’avvertimento che ne consiglia la visione al pubblico adulto. In effetti violenze e brutalità d’ogni genere sono presenti nel libro come nel telefilm, spesso per compiacere il voyeurismo più che per esigenze espressive.

Se l’intento fosse quello di orientare nell’ascolto della radio, sarebbe meglio desistere, perché il radioascoltatore in genere non si sintonizza a caso, sia che scelga sempre la stessa emittente, sia che si costruisca un palinsesto proprio combinando segmenti di reti diverse. In effetti le radio nazionali e locali nel loro insieme costituiscono un’enciclopedia quotidiana che spazia dalla religione all’intrattenimento.

Piazza Pulita: si chiama proprio così, senza mezzi termini, il nuovo settimanale di approfondimento proposto dalla rete La7 il giovedì in prima serata.

La rubrica mensile che parte questa settimana va ad esplorare il mondo dei nuovi media. Aiuterà a familiarizzare con la tecnologia digitale che sta rivoluzionando il modo di comunicare e, dunque, di relazionarsi con la realtà.

Il recente scontro tra Rai e Mediaset per rivendicare l'originalità di Ballando con le stelle e impedire la messa in onda del presunto clone Baila stupisce solo perché è il primo, nonostante i tanti format-fotocopia. La tv è destinata a morire per scarsa originalità? Forse, ma ci sono segnali che sembrano testimoniare il contrario.

Mentre la carta stampata conferma la propria crisi (7% dei lettori in meno nell'ultimo biennio, ma un calo di poco meno del 20% dal 2007 ad oggi e un allontanamento costante dei giovani), tra i mezzi di comunicazione che mantengono inalterato o addirittura incrementano il loro gradimento c'è la TV con il popolo del telecomando stabile al 97,4%. Ma a stupire di più, per longevità e tonicità, è senz'altro la cara, ultracentenaria radio. Ad essa si avvicinano in media, ogni giorno, otto italiani su dieci.

Il film-tv, molto discusso negli Stati Uniti, I Kennedy, che è stato trasmesso da La7, si distingue nel panorama piuttosto mediocre della fiction attuale per l’efficace ricostruzione di ambienti, caratteri e costumi, e per la qualità degli interpreti. L’assassinio, circondato ancora di mistero di John e Robert Kennedy, sebbene il telefilm aderisca alla tesi della congiura politica all’interno del partito democratico, ha elevato i due fratelli ad eroi di un rinato mito americano, fondato sulla Nuova frontiera di John Kennedy, proiettata verso una politica sociale di sostegno della popolazione meno abbiente ed al superamento delle discriminazioni razziali. Suo – come è noto - fu anche un difficile avvio della politica di distensione con l’Urss. Ma la Nuova Frontiera rimase, per l’opposizione del Congresso e all’interno del suo stesso partito una, per quanto profetica, utopia.

Un limone colto dall'albero ha la scorza ruvida. Più curato è l'albero, più ruvida è la scorza. Se la si schiaccia un poco ne esce un olio profumato e d'improvviso la superficie diventa liscia. E poi c'è quel succo asprigno, così buono sulla cotoletta e con le ostriche, nei drink estivi e nel tè caldo! Tatto, olfatto, gusto. Tre dei cinque sensi non possono essere trasmessi attraverso la tecnologia. Tre quinti della realtà, il sessanta per cento. Questo libro è un invito a farci caso.

dDi luglio – si sa - i palinsesti tv si scrivono in gran parte con le repliche, ma l’estate è anche tempo di anticipazioni e sperimentazioni di nuovi programmi. A prospettive future, pur se in fase sperimentale, sembra destinato il maxi contenitore giornalistico di Tv 2000 Nel cuore dei giorni, ideato dal nuovo direttore, Dino Boffo. Negli appuntamenti delle ore 9.00, 11.00, 15.00, 17.30, 19.20, 20.55, in totale n.4 ore, si raccontano con misura e trasparenza “le cose del nostro tempo e della nostra vita”: l’attualità, gli eventi della Chiesa, la cultura e i grandi temi politici e sociali del mondo.

La cucina è un piatto forte dei palinsesti nazionali: dietro ai fornelli si gioca la partita del pubblico televisivo, e non solo della tv generalista. Il digitale terrestre, infatti, è letteralmente infarcito - come la migliore delle Saint Honoré - di programmi dedicati all’arte dell’Artusi: veri e propri talent in cui su sfornano non solo leccornie per i palati più raffinati, ma anche i nuovi “talenti” del settore gastronomico. Un settore che piace sempre più, al punto che c’è chi parte dal digitale terrestre per arrivare alla rete ammiraglia: è il caso di Simone Rugiatti, con il suo Cuochi e fiamme, partito da La7digitale e da qualche settimana promosso al pre-serale de La7.

"Mi chiamo Mario Calabresi, ho 41 anni e sono un giornalista": in uno studio a metà tra la hall di un vecchio albergo e un teatro elisabettiano, dominato da un lampadario di cristallo e animato sullo sfondo da uno schermo, il direttore de La Stampa accoglie da solo lo spettatore, mentre il pubblico presente fa da cornice, al primo piano. E' partito così Hotel Patria, nuova prima serata del lunedì di RaiTre.

Nelle fasi finali dell’anno scolastico due fiction si sono proposte di raccontare la scuola, la miniserie, già trasmessa, La notte prima degli esami, versione tv di due film precedenti, ambientata però in un mitico 1982, simbolo della realizzazione di un sogno nella vittoria italiana ai Campionati mondiali di calcio, e I Liceali 3, con la proposta di storie e attori nuovi.

Oltre alle polemiche per l'offensiva mediatica di Berlusconi (con le tv “ospitanti” punite salatamente dall'Autority) e alle rievocazioni trentennali della tragedia televisiva di Vermicino, la settimana televisiva offre all'attenzione dei critici anche il fiasco di Vittorio Sgarbi nella prima serata di Raiuno: solo due milioni di spettatori, appena l'8 per cento di share. Una sconfitta secca a fronte di una spesa di 500 mila euro per cinque puntate (ma non ci sarà forse nemmeno la seconda) di un programma costruito “ad personam” per prendersi una tardiva rivincita a colpi di audience su Roberto Saviano.

Taglio giovanile, musiche del momento, ritmo veloce. Si presentano così le prime sequenze di “La banda del book”, il programma dedicato al mondo dei libri che Rai5 propone ogni martedì alle 19 circa. Ma non è un programma che parla delle nuove uscite in libreria. In ogni puntata infatti la banda, composta dalla giornalista Costanza Melani e da due operatrici armate di telecamere, si reca nella casa di un personaggio del mondo della cultura, dell’arte o della scienza, per conoscerlo e scoprirlo attraverso la presentazione e l’esame dei libri che ha letto o, magari, scritto lui stesso.

Ha l'intuito e l'ironia dell'agente segreto 007 senza essere al servizio di Sua Maestà; si trasforma in un tifoso sfegatato per una partita di calcio davanti al televisore di un bar di periferia; gira per Roma in sella ad una vespa stile "Vacanze romane" e appena può vola oltre le Alpi per risolvere misteri: da mercoledì santo è approdato in prima serata su Rete4 padre Simon Castell, gesuita, monsignore, ma soprattutto investigatore.

Prevalgono il colore del giallo nella fiction di produzione nazionale in onda in tv e il riferimento all’attualità con un ritorno a un dinamismo più accentuato e spettacolare. Fa eccezione la serie di Montalbano - sempre in vetta agli ascolti nelle novità e nelle repliche - per le componenti più riflessive, le invenzioni mirate a scoprire i paesaggi dell’anima e le insidie che si celano sotto un’apparente normalità. L’investigazione poliziesca funge anche da tessuto connettivo nei casi di ibridazione di generi e linguaggi, come nel telefilm di Raiuno A un passo dal cielo.