Sette giorni in tv

stampa segnala ad un amico

La settimana televisiva commentata dall'Aiart.

I mass media influenzano l’opinione pubblica o sono essi stessi un soggetto politico, compresa la miriade di opinionisti noti e ignoti che popolano la Rete? Non c’è dubbio che abbiano inciso sull’esito delle recenti elezioni in Europa e in Italia, pur dimostrando che esiste sempre uno scarto fra la realtà e la sua rappresentazione.

Dimenticatevi i cartoni di un tempo, con il sottofondo flemmatico della Pantera Rosa, il deserto sconfinato e silenzioso di Will Coyote e dell’imprendibile Beep Beep, la casa elegante di Titti e del gatto Silvestro o le belle montagne di Heidi.

La notizia, nel senso letterale del termine, la novità, sta nel rafforzamento del canale RAISCUOLA nato da RAI EDUCATIONAL con il digitale terrestre, attraverso una convenzione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per rinnovare la programmazione del Canale ed espanderla ulteriormente attraverso la Rete Web.

A chi voglia esorcizzare le notizie martellanti della crisi si consiglia l’antica pratica della terapia del riso, cercando in tv i generi comici più idonei allo scopo.

L’operazione della rete Raistoria di rispolverare dagli archivi vecchie pellicole e riproporle con la sola indicazione dell’anno di realizzazione è furba, semplice e quasi geniale per il diverso e più profondo significato culturale che i lavori assumono con il trascorrere del tempo.

“A sua immagine”, fortunato format di Raiuno che consente di abbinare attualità ecclesiale (si è intervistato anche il cappellano della Concordia) ad approfondimenti tematici (come il recente convegno su “Gesù nostro contemporaneo”, si è ritagliata un pubblico fedele anche il sabato pomeriggio, quando vengono proposte – prima della presentazione del Vangelo domenica da parte di padre Ermes Ronchi – testimonianze di vita cristiana.

Dopo la serie americana Medium di Raitre, sono due i film tv italiani ad occuparsi di paranormale, Il tredicesimo apostolo. Il prescelto (Canale5 mercoledì 21.10) e Il restauratore (Raiuno domenica 21.30), premiati, specie il primo, dal favore del pubblico attratto nell’era del tecnicismo dal fascino del mistero dell’uomo e del rapporto con la morte.

Tredici milioni di telespettatori per Rosario Fiorello e i protagonisti – pezzi da novanta in verità come il comico toscano e Jovanotti - della quarta ed ultima puntata de Il più grande spettacolo dopo il weekend. Un boom d'ascolti.

La preadolescenza, porta aperta sul mondo della giovinezza ma non ancora chiusa su quello delle favole, è un'età che siamo ormai abituati a vedere dimenticata dalla televisione e dal cinema. Capita così che nell'estate scorsa non è stata quasi notata l'uscita di Diario di una schiappa. La pellicola porta sul grande schermo le avventure di Greg Heffley, protagonista dell'omonimo romanzo di Jeff Kinney. Il suo “Diary of a Wimpy Kid” ha venduto 40 milioni di copie in tutto il mondo, superando autori come Dan Brown e dando vita ad una serie che rappresenta uno tra i più importanti fenomeni editoriali per ragazzi degli ultimi anni.

Il best-seller di Ken Follett “I pilastri della terra” (1989) tradotto in trenta lingue e venduto in 18 milioni di copie, si ripresenta su Rete4 (mercoledì, ore 21.10) in versione kolossal tv per la regia di Sergio Mimica-Gezzan e con un cast collaudato, eludendo la fascia protetta mediante l’avvertimento che ne consiglia la visione al pubblico adulto. In effetti violenze e brutalità d’ogni genere sono presenti nel libro come nel telefilm, spesso per compiacere il voyeurismo più che per esigenze espressive.

Se l’intento fosse quello di orientare nell’ascolto della radio, sarebbe meglio desistere, perché il radioascoltatore in genere non si sintonizza a caso, sia che scelga sempre la stessa emittente, sia che si costruisca un palinsesto proprio combinando segmenti di reti diverse. In effetti le radio nazionali e locali nel loro insieme costituiscono un’enciclopedia quotidiana che spazia dalla religione all’intrattenimento.

Piazza Pulita: si chiama proprio così, senza mezzi termini, il nuovo settimanale di approfondimento proposto dalla rete La7 il giovedì in prima serata.

La rubrica mensile che parte questa settimana va ad esplorare il mondo dei nuovi media. Aiuterà a familiarizzare con la tecnologia digitale che sta rivoluzionando il modo di comunicare e, dunque, di relazionarsi con la realtà.

Il recente scontro tra Rai e Mediaset per rivendicare l'originalità di Ballando con le stelle e impedire la messa in onda del presunto clone Baila stupisce solo perché è il primo, nonostante i tanti format-fotocopia. La tv è destinata a morire per scarsa originalità? Forse, ma ci sono segnali che sembrano testimoniare il contrario.

Mentre la carta stampata conferma la propria crisi (7% dei lettori in meno nell'ultimo biennio, ma un calo di poco meno del 20% dal 2007 ad oggi e un allontanamento costante dei giovani), tra i mezzi di comunicazione che mantengono inalterato o addirittura incrementano il loro gradimento c'è la TV con il popolo del telecomando stabile al 97,4%. Ma a stupire di più, per longevità e tonicità, è senz'altro la cara, ultracentenaria radio. Ad essa si avvicinano in media, ogni giorno, otto italiani su dieci.

Il film-tv, molto discusso negli Stati Uniti, I Kennedy, che è stato trasmesso da La7, si distingue nel panorama piuttosto mediocre della fiction attuale per l’efficace ricostruzione di ambienti, caratteri e costumi, e per la qualità degli interpreti. L’assassinio, circondato ancora di mistero di John e Robert Kennedy, sebbene il telefilm aderisca alla tesi della congiura politica all’interno del partito democratico, ha elevato i due fratelli ad eroi di un rinato mito americano, fondato sulla Nuova frontiera di John Kennedy, proiettata verso una politica sociale di sostegno della popolazione meno abbiente ed al superamento delle discriminazioni razziali. Suo – come è noto - fu anche un difficile avvio della politica di distensione con l’Urss. Ma la Nuova Frontiera rimase, per l’opposizione del Congresso e all’interno del suo stesso partito una, per quanto profetica, utopia.