Le nuove zone pastorali

La città di Trento nel giro di neanche un trentennio è passata dai 102mila 124 residenti del 1990 ai 117mila 997 del 2017. Lo scorso anno, un nuovo nato su cinque era straniero.

Una città che cambia, che si prepara a nuove grandi sfide, dall'università al turismo, alle grandi infrastrutture. Ma Trento non può guardare al futuro senza consapevolezza del suo passato e presente, che rivela un tessuto sociale certamente trasformato, sfilacciato da anni di crisi economica, che hanno intaccato anche quella fitta rete di relazioni sociali che da sempre contraddistinguono il nostro territorio. Ma dalle quali si può e si deve ripartire. Ne parliamo con Mariachiara Franzoia, vicesindaca del Comune di Trento e assessora con delega per le politiche sociali, familiari ed abitative e per i giovani.

Alle pendici della Vigolana, nell’Unità pastorale che porta il suo nome, santa Paolina Visintainer è molto nata e la sua casa natale è meta di pellegrinaggi.

Claudia Giordano ha rappresentato Trento nel Consiglio Pastorale Diocesano, partecipando al lavoro che ha portato il primo settembre all’abolizione dei decanati. Se dovesse spiegarne i motivi ad un “cristiano della domenica” che parole userebbe.

Il vicario di zona don Claudio Ferrari evidenzia l’abbondanza di proposte presenti in città ma anche la fatica di fare insieme le scelte prioritarie.

Somm.2: “Spesso ci manca il tempo di fermarci a pensare. E sarebbe già un bel risultato della Zona pastorale.

La sapienza contadina insegna che la vendemmia dipende (quasi) soltanto dalla preparazione del terreno e dalla cura delle viti. Un lavorìo che – come è emerso anche nelle prime cinque Assemblee pastorali (vedi pag. 13) – può molto arricchirsi dalla scambio delle esperienze e delle competenze. Confluire a Mezzolombardo potrà essere un vantaggio per le comunità cembrane e per quelle ai piedi della Paganella. La vendemmia non è mai assicurata, ma sanno di poter contare su un buon padrone della vigna.

L’analisi e i sogni del musicista Roberto Gianotti, consigliere diocesano: “La freschezza dei giovani per dare vivacità...”. Attese dall’Assemblea: “Un momento di chiarezza”.

Abstract.

Mons. Tisi non si è sottratto, all’assemblea pastorale della zona di Tione: “I giovani sono i veri poveri del nostro tempo, dimenticati da tutti”, ha ribadito descrivendo un contesto di precarietà e di sfiducia, ma osservando peraltro che i ragazzi incontrati negli incontri mensili “Passi di Vangelo” sono stati per lui “la scoperta più bella di questi anni di episcopato”.

C’è fermento sull’altopiano della Paganella, una sorta di vivacità che coinvolge non solo il settore turistico-economico, ma anche il tessuto sociale e culturale. Tanto è vero che, in molti, parlano di un altopiano che sta vivendo uno dei suoi momenti migliori. All’insegna dell’ambiente naturale.t.

Un grosso agglomerato di case in continua espansione, due fiumi che delimitano i suoi confini a sud ed ovest e tanti piccoli tetti che risalgono le colline coltivate a vigneto verso nord per qualche chilometro. Lavis, dall'alto, appare così. Un Comune che sfiora i 9mila abitanti divisi fra il paese e le sue frazioni: Pressano, Sorni e Nave San Felice. Il fiume Avisio ci ricorda che il paese sorge all’imbocco della Val di Cembra, da sempre quindi luogo di passaggio e collegamento per chi dalla valle vuole raggiungere la piana Rotaliana o la città di Trento.

Dalla piana alla collina, il territorio è contraddistinto dai suoi preziosi grappoli d'uva. Protagonista indiscusso di questa tradizione millenaria, il “Teroldego Rotaliano”, vino rosso “principe” del Trentino, che dal 1971 si fregia della Denominazione di Origine Controllata.

Cos’è un’assemblea pastorale di zona? Chi può parteciparvi? Qual è la qualità generale della vita sociale e di fede di questa zona e come può sostenerla la chiesa locale? Per avere una risposta a queste domande abbiamo incontrato don Ferdinando Murari, vicario per le Giudicarie, parroco di Tione e dell’Unità Patorale “Madonna del Lares” nella canonica adiacente la bella chiesa di S. Maria Assunta al centro del paese.

Chiare, fresche e dolci acque. Il famoso verso di Petrarca calza a pennello per il territorio che stiamo raccontando in questo inserto. Cascate, torrenti, laghi, incorniciati da spettacolari vette, rendono unica questa porzione di Trentino. Basta percorrere il “Sentiero delle cascate” per rendersene conto: all'interno della valle glaciale più ricca di “oro blu” di tutta la Regione alpina, nel torrente Sarca si tuffano innumerevoli salti d'acqua che hanno concesso alla Val Genova di essere riconosciuta fin dall’800 come “La Versailles delle Alpi”.

Accoglienza è la parola che probabilmente meglio rappresenta la Val Rendena, che da terra di emigrazione è divenuta a valle alpina che ha saputo valorizzare lo splendido territorio naturale per proporre un’apprezzata offerta turistica. Dall’intuizione di Giovanni Battista Righi di proporre questo territorio ai visitatori, alle esplorazioni delle montagne che hanno richiamato alpinisti da diversi Paesi, passi avanti ne sono stati compiuti.

Poco più di 10 mila abitanti racchiusi nel territorio ricompreso fra le sponde trentine del lago d’Idro e la conca della Pieve di Bono. Sei comuni amministrativi, quindici paesi e tre Unità Pastorali chiamati ad intraprendere un nuovo cammino, dopo aver già condiviso storia ma anche processi economici e sociali.

Il missionario padre Remo Armani è stato ricordato nel centenario della nascita nel suo piccolo paese di Agrone, dove era sbocciata la sua vocazione. Prima pastore in alcune comunità trentine, poi missionario sulle orme del Comboni, in sella all’inseparabile Vespa, nei villaggi più sperduti del Sud Sudan e del Congo. La fiducia nel Signore e la coerenza con la scelta evangelica lo hanno preparato al martirio, avvenuto il 24 novembre 1964 in Congo. Lo raccontano le sue lettere e le fonti dirette sulla sua vita raccolte dal pronipote don Daniele Armani nell’ avvincente biografia pubblicata da Vita Trentina col titolo “Noi restiamo sul posto”. 

Nelle Giudicarie hanno giocato d’anticipo. L’Assemblea del 27 ottobre è stata pensata e preparata in due diversi momenti: prima in una sorta di Consiglio di Zona che ha visto presenti anche i vicepresidenti dei Consigli pastorali parrocchiali, poi in un confronto con mons. Lauro Tisi che arriva a Tione quindi con un dossier piuttosto nutrito.

Per una valutazione laicale di questo nostro tempo ci siamo rivolti con alcuni interrogativi ai promotori dell’esperienza di condivisione della comunità rendenese “Vite Intrecciate”. Ecco la loro stimolante risposta dei coniugi rendenesi Paolo e Oriella.

L'assemblea per la zona pastorale delle Giudicarie si terrà sabato 27 ottobre dalle 9 alle 12.30 al teatro comunale di Tione alla presenza dell'Arcivescovo.