Provinciali 2018
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L’ingresso in piazza Dante del nuovo governatore

“Non farò l'uomo solo al comando”. Parla il nuovo presidente Maurizio Fugatti

Dentro il palazzo che la Lega avrebbe voluto scalare ancora negli anni di Bossi e Boso Maurizio Fugatti è entrato quasi in punta di piedi nel pomeriggio del 22 ottobre, a poche ore dallo storico esito elettorale.

Percorsi: elezioni - Trentino
Parole chiave: elezioni (707)

“Non farò l’uomo solo al comando”, assicura il leader leghista che sceglie la prudenza nelle prime dichiarazioni: “Non faremo rivoluzioni”

Dentro il palazzo che la Lega avrebbe voluto scalare ancora negli anni di Bossi e Boso Maurizio Fugatti è entrato quasi in punta di piedi nel pomeriggio del 22 ottobre, a poche ore dallo storico esito elettorale. Il 46enne deputato leghista, scelto da Salvini come sottosegretario alla Salute, aveva prima festeggiato a casa con la moglie e i due figli. Dopo, lo aspettavano, i militanti in piazza con gli altri leader della sua coalizione.

Trento - Un curioso atteggiamento di Maurizio Fugatti nel giorno della vittoria. - 22/10/2018 - Gianni Zotta

Trento - Un curioso atteggiamento di Maurizio Fugatti nel giorno della vittoria. - 22/10/2018 - Gianni Zotta

Ma anche nei primi commenti nella sala stampa della Provincia Fugatti ha mostrato moderazione, stringendo sportivamente la mano all’”amico” Ugo Rossi e poi informandosi sulle procedure d’insediamento con il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti. “Abbiamo replicato il risultato del 4 marzo, confermandoci come partito al 27%”, ha esordito ai microfoni Rai, assicurando poi a tutti “piedi per terra e testa sulle spalle nell’affrontare i problemi per i quali abbiamo avuto un forte mandato popolare dai trentini”.

Maurizio Fugatti

Nato a Bussolengo il 7 aprile 1972, è stato giovane consigliere comunale ad Avio, segretario dal 2005 della Lega Nord e deputato dal 2006 rieletto nel 2008. Consigliere provinciale nel 2008. Nel 2013 entra in Consiglio provinciale come terzo degli eletti fra i candidati presidenti. Nel marzo scorso è stato rieletto deputato nel collegio uninominale di Pergine Valsugana, dove ora si dovrà tornare al voto.

Coerente con il ritratto di chi lo ha definito “un leghista che pare un dc” per i modi felpati, Fugatti ha poi snocciolato le sue priorità: riequilibrio del rapporto fra centro e periferia, decentramento dei poteri ai territori, progetti per frenare la denatalità, realizzazione dell’autostrada Valdastico. Non si è stizzito nemmeno davanti alla provocazione di chi gli chiedeva se avesse già pensato ad una nota da presidente della Provincia (“non mi sono ancora insediato...”) e ha anticipato di valutare le scelte per la nuova Giunta con i partiti della coalizioni, già pronti con le loro richieste: “Non farò l’uomo solo al comando”, ha aggiunto concedendosi poi ai fotografi per la foto in uscita dal palazzo sulla piazza, dove un tempo piantava i gazebo.

Hanno detto

“Ci voleva la somma di Super Batman e Wonder Woman per battere Salvini...” (Paolo Ghezzi, capolista di Futura 2018).
“Adesso bisognerà capire se loro sono più nazionalisti con Salvini o autonomisti con Fugatti” (Giorgio Tonini, candidato presidente)
“Abbiamo scelto il centrodestra per i valori comuni ai nostri ideali. La Marmolada? Deve rimanere dei trentini, lasciamo che Zaia dica...” (Luca Guglielmi, neoletto di Associazione Fassa per la rappresentanza ladina)

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