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Con un itinerario teatralizzato gli studenti roveretani hanno imparato e raccontato la storia della città

A spasso nella storia

Dalla Rovereto veneziana a quella devastata e spopolata durante la Prima guerra mondiale, vista con gli occhi, i testi e i dialoghi dei bambini delle medie e dei ragazzi delle superiori: con un itinerario teatralizzato gli studenti roveretani hanno imparato e raccontato la storia della città

Percorsi: scuola - storia - teatro
Parole chiave: teatro (848), spettacolo (565)
Martedì 16 maggio il centro storico di Rovereto si è popolato di tanti attori in erba

Dalla Rovereto veneziana a quella devastata e spopolata durante la Prima guerra mondiale. Vista con gli occhi, i testi e i dialoghi dei bambini delle medie e dei ragazzi delle superiori. Nel dettaglio, quelli delle medie “Degasperi” dell’Istituto comprensivo Isera-Rovereto (delle prime classi, sezioni A, B, C e D) e del liceo artistico “Depero”. Ai quali, per completare il quadro dei partecipanti, vanno aggiunti gli allievi della scuola di danza “Artea”. “A Rovereto a naso in su” è un progetto teatrale itinerante che ha inteso raccontare la storia della città, per brevi flash, dal XV al XX secolo, fino alla Grande Guerra. Nel pomeriggio di martedì 16 maggio, il centro storico si è popolato di tanti attori in erba alla scoperta del territorio, delle sue corti, palazzi, piazze e vie. Teatro di strada, trampolieri compresi, in sette tappe. Da piazza Podestà, dentro una sala comunale e ritorno, alla sezione artiglierie del Museo della guerra. Ogni “stazione” un racconto, un dialogo, animazione teatrale in costume, danze rinascimentali e musiche pure. A seguire le rappresentazioni genitori e curiosi. Promosso dall’associazione culturale “Artea”, regia di Elisa Colla, “accompagnamento” passo passo di Lara Fraldi, Marta Marchi e Clara Setti della compagnia “Evoè Teatro” con la partecipazione, nel ruolo di Mozart, di Emanuele Cerra della stessa compagnia e dei trampolieri Edvin e Rajmonda Picalli di Vertik&Dance, “Rovereto a naso in su” ha replicato tre volte, fino al tardo pomeriggio. Dopo il prologo in municipio, la carovana è arrivata in piazza S.Marco, poi in via Rialto, entrando nelle corti e imboccando via Mercerie per dirigersi in via Portici e fare ritorno in piazza Podestà, dentro l’ex rifugio antiaereo della Seconda guerra mondiale che ospita la sezione artiglierie del Museo della guerra. Sono riecheggiate le note della Rovereto veneziana, dell’arrivo del primo filatoio, della cacciata della Serenissima da parte dell’esercito imperiale di Massimiliano I, il fermento culturale settecentesco, gli anni lugubri del conflitto mondiale, dei bombardamenti e della partenza per terre lontane. E tanto altro ancora. Un percorso sulle tracce della storia e, nello stesso tempo, un modo per insegnarla, perlomeno quella della propria città, quasi un metodo, imparando anche a recitare, a predisporre figure e animazioni. Il tutto preparato in poco tempo, con diversi altri docenti, giusto citarli, Camilla Andreolli, Silvia Maria Borro, Giuseppina Sicilia, Francesco Tardivo e Giuseppina Tabasco, ad affiancare i più piccoli. E con tutti questi attori debuttanti attenti, capaci di recepire e trasmettere. Piccoli attori crescono. Divertendosi, ovviamente. Spettacolo e performance di teatro e danza. Un’occasione, anche, per conoscere il proprio corpo, recitando e danzando, al ritmo delle musiche d’epoca. Indossando i costumi d’epoca e mimando gesti e mosse. Per un pomeriggio, il centro di Rovereto è andato indietro nel tempo, alla ricerca della propria storia. Alle radici del presente

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