Jack e Fabri, lo sci è uno sport di squadra

Il formidabile motore a doppia propulsione targato Jack e Fabri è stato festeggiato nel palazzetto dello sport dell’istituto “La Rosa Bianca” di Cavalese. Grande festa ma sopratutto testimonianza reale di come l’amicizia fa superare difficoltà e limiti.

Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal hanno fatto il loro ingresso mercoledì mattina nell’arena su un tappeto rosso delimitato dai docenti che, sci alla mano, hanno reso onore ai due atleti appena rientrati dai Giochi paralimpici di Pyeongchang dopo aver conquistato quattro delle cinque medaglie azzurre: due ori, un argento e un bronzo.

Applausi da stadio da parte di compagni, amici e autorità che hanno affettuosamente partecipato a un abbraccio corale e commosso. “Con le vittorie di Jack e Fabri – ha detto il dirigente scolastico Marco Felicetti – abbiamo scoperto che nella nostra comunità ci sono valori profondi e qualificanti. Ogni competizione, come ogni esame, comporta il superamento dell’ansia che si scioglie dopo la prova con la consapevolezza di avere dato il massimo e di essere quindi in pace con sé stessi. Auguro a tutti i giovani di affrontare le prove della vita con lo stesso spirito, ricordando che il risultato è importante ma non determinante”.

Sul palco, con l'assessore Tiziano Mellarini, anche Livia Ferrario, dirigente del Dipartimento della Conoscenza della Provincia di Trento insieme ad Alessandro Daldoss che oltre a far parte degli uffici provinciali della scuola è atleta paralimpico nella categoria ipovedenti come Giacomo Bertagnolli. Entrambi hanno sottolineato il ruolo importante della scuola che affronta la sfida di fare squadra con i ragazzi nel duplice obiettivo di conoscere e crescere insieme.

Poi la testimonianza, semplice e immediata dei due protagonisti sollecitati a raccontare la loro storia. Quindi si scopre che Giacomo, nonostante i suoi limiti visivi, ha messo gli sci a tre anni. A 12 incontra Fabrizio e diventano subito amici. I primi passi nell’agonismo con due guide: Marcellino Degiampietro e Achille Crispino per poi continuare con Fabrizio.

Lo sci alpino, sport individuale per eccellenza diventa così di squadra. Una squadra che mieterà medaglie in campo nazionale e internazionale dalla Coppa del Mondo al magico approdo delle Olimpiadi. Come è possibile scendere a grande velocità tra i paletti a distanza ravvicinata mentre la guida (Fabrizio) racconta la pista e l’atleta (Giacomo) insegue un’immagine sfocata? Anche i diretti interessati non lo sanno spiegare. È sicuro che responsabilità e intesa sono gli ingredienti essenziali per raggiungere traguardi così elevati. Quale sarà il futuro per questi giovani? Per entrambi il prossimo appuntamento è l’esame di maturità, “motivo di ansia molto maggiore di una gara olimpica”, racconta Bertagnolli.

Sul palco si sono alternate le squadre vittoriose nei vari campionati provinciali di sci nordico, alpino, corsa campestre, badminton e danza: ulteriore testimonianza di una scuola viva e attiva. Infine una carrozza trainata da cavalli ha trasferito i due olimpionici nel palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, luogo identitario della valle. Qui una cerimonia più istituzionale dove le varie autorità hanno potuto, in una cornice più raccolta, testimoniare la riconoscenza di tutta la popolazione.

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