Intorno adun pezzo di pane e ad un calice di vinosono nate le comunità cristiane, è sorto un nuovo tipo di vita.

  14 GIUGNO – CORPUS DOMINIMentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. (Marco 14,22) Intorno adun pezzo di pane e ad un calice di vinosono nate le comunità cristiane,...

 

14 GIUGNO – CORPUS DOMINI

Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. (Marco 14,22)

Intorno adun pezzo di pane e ad un calice di vinosono nate le comunità cristiane, è sorto un nuovo tipo di vita.

La Chiesanon ha mai smessodi celebrare l’eucarestia. Quando si celebra, c’è Cristo: è l’incontro più ricco, più vero, più intenso con il Signore.

Per tanti è difficile “entrare” nella Messa, perché è sempre uguale…; ma solo quando si “entra” se ne vede la bellezza, ci si accorge che si tratta della nostra vita.

La Messaè l’incontro della vita di Dio con la nostra vita. Le letture che ascoltiamo parlano della nostra vita. Quello che Gesù compie con le persone è la nostra storia, è l’incontro che Cristo vuol fare oggi con noi. Non si parla del Cristo di ieri: Cristo è vivo oggi.

L’eucarestia è una trasformazione: pane e di vino diventano corpo e sangue di Cristo, cioè la sua vita. Lì sull’altare non c’è soltanto Cristo, ci siamo anche noi, c’è la nostra vita, la nostra storia.

Gli ebrei sapevano che, quando celebravano la Pasqua, rivivevano la loro storia. Gesù, quando celebra l’eucarestia, celebra la Pasqua ebraica e dà un significato nuovo a quei segni.

Nel pane c’era la schiavitù dell’Egitto, la fatica, la mancanza di libertà che il Signore aveva spezzato (come si spezza il pane…); nel vino c’era la terra promessa, la libertà, i desideri più grandi, anche la fatica per arrivare a quella terra.

Nel pane e nel vino sull’altare c’è la nostra storia: le nostre gioie, il nostro lavoro, i nostri desideri, le nostre fatiche, i nostri peccati. Tutto c’è dentro.

Il Signore prende in mano la nostra vita e la trasforma, mette la sua vita dentro la nostra storia di tutti i giorni. E’ un mistero bellissimo di trasformazione, non solo del pane, ma di tutta la storia umana.

L’eucarestia ci dice anche un’altra cosa. In quel pane e in quel vino c’è Cristo, ci siamo dentro anche noi, ma non solo noi. L’eucarestia che celebriamo interessa tutti, non solo chi è presente. Infatti nella preghiera eucaristica si nominano tutti: quelli del passato, che sono presenti in Cristo risorto, quelli di oggi e quelli che verranno domani e che non conosciamo neppure. Ci sono dentro i santi, c’è Maria, gli apostoli…

E anche le cose, l’universo, il cosmo intero. L’eucarestia è qualcosa che tocca tutto, che arriva dappertutto, perché tutto è chiamato ad essere trasformato.

L’eucarestia ci ricorda quanto siamo legati gli uni agli altri. Tu non sei insignificante. La tua storia, in Cristo risorto, è legata a quella degli altri.

Del resto, oggi è diffusa anche a livello umano la consapevolezza di quanto siamo interdipendenti. Lo dice la questione ecologica, come anche la globalizzazione, dove ci sono popoli che si spostano e non si fermano più. Siamo sulla stessa barca. I ricchi non si possono dimenticare dei poveri. Siamo tutti legati, ormai.

Con questo, l’eucarestia non è da intendersi come la soluzione dei nostri problemi: è piuttosto un aiuto per vivere la vita in un altro modo. Ti allunga la vista, ti fa vedere altri mondi, ti fa vedere la tua storia dentro una storia più grande. Non solo, ma il Signore ti fa vedere anche la forza del suo amore, il suo fascino, il suo Spirito messo a nostra disposizione, per la nostra vita di tutti i giorni.

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