Harry Potter e il principe mezzosangue, film tratto dall’omonimo sesto romanzo della saga, uscito nel cuore dell’estate, ha già registrato record di incassi al botteghino.

Harry Potter e il principe mezzosangue. - luglio 2009 Venerdì 17 luglio. Su Trento si vanno addensando nuvoloni minacciosi, che pro...

Harry Potter e il principe mezzosangue. - luglio 2009

Venerdì 17 luglio. Su Trento si vanno addensando nuvoloni minacciosi, che promettono un perfetto temporale estivo… o saranno i mangiamorte che si aggirano ormai senza freni anche nel mondo dei babbani? Nulla può fermare un gruppo di intrepidi amici dall’uscire di casa per una serata all’insegna della magia e del cinema.

Come avrete capito, i nostri fanno parte della schiera di fans di quell’Harry Potter che, nato dalla penna della scrittrice inglese J.K. Rowling, ha fatto il giro del mondo stregando piccoli e grandi lettori e diventando un vero fenomeno di mercato, tanto che Harry Potter e il principe mezzosangue, film tratto dall’omonimo sesto romanzo della saga, uscito nel cuore dell’estate, ha già registrato record di incassi al botteghino, accompagnato dal consueto corredo di gadget e videogiochi a tema.

Impossibile mancare l’appuntamento con il grande schermo, sperando di rivivere nelle due ore e mezza di proiezione le emozioni del penultimo capitolo della serie, forse il più drammatico.

Posti esauriti, popcorn pronti, si spengono le luci.

L’inizio promette bene, nonostante già si notino notevoli variazioni rispetto al testo originale; la macchina da presa si muove veloce tra i ponti e i vicoli di una Londra sospesa tra realtà e magia, la battaglia tra il bene e il male è ormai diventata guerra aperta: Lord Voldemort, il mago oscuro più potente di tutti i tempi, sta riconquistando il mondo e solo Harry, il prescelto, potrà fermarlo.

Ma il ritmo cala quasi subito e il racconto prosegue seguendo abbastanza fedelmente gli episodi centrali del romanzo, dimenticando per strada, però, personaggi, situazioni e soprattutto il delicato ma acuto approfondimento psicologico dei personaggi, che è una delle cifre più interessanti della scrittura della Rowling.

Il cast non lavora male: i tre protagonisti principali, Daniel Radcliffe (Harry Potter), Rupert Grint (Ron Weasley) ed Emma Watson (Hermione Granger) sono cresciuti assieme ai loro personaggi, le figure adulte sono ormai una certezza, si confermano parti minori, ma di sicuro effetto, come quella di Bellatrix Lestrange, affidata a Helena Bonham Carter.

Intervallo. I nostri si scambiano qualche sguardo; chi ha letto il libro non nasconde la delusione, ma anche gli altri non vanno al di là di un “carino”. L’atmosfera è surriscaldata solo dall’assenza dell’impianto di condizionamento, che certo non favorisce la visione. Speriamo nel secondo tempo, ma invano.

Il regista inglese David Yates, che, dopo aver lavorato a lungo per il piccolo schermo, ha diretto il precedente film sulle avventure di Harry e firmerà i prossimi due che concluderanno il ciclo, non riesce a dare adeguato respiro alla vicenda, mal supportato da una sceneggiatura superficiale e da effetti speciali curati, ma scontati.

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