Sette giorni in tv
La settimana televisiva commentata dall'Aiart.
Rai5 e la cultura promessa
Rai5, il nuovo canale dedicato alla cultura, che la Rai aveva promesso, trasmette ormai da qualche tempo, ma rispetto alle potenzialità dell’obiettivo l’offerta è ancora ai primordi. Sotto certi aspetti integra Rai Storia, recuperando le rubriche che in passato costellavano il mattino di Raitre. Il palinsesto settimanale e giornaliero con qualche variazione e repliche frequenti si compone di rubriche e programmi fissi, oltre alle serate musicali, a qualche film e al melodramma – come pare - alla domenica mattina. Il tutto è riconducibile a due linee tematiche: l’attualità e la memoria.
Anche il ricordo è nella foiba
È festività nazionale dal 2004, il 10 di febbraio, dopo sessant'anni di negazione della tragedia vissuta dalla popolazione italiana di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia alla fine del secondo conflitto mondiale, e di contrapposizione ideologica per parti estreme, fascisti e comunisti. Nonostante ciò, quanto successo fatica ancora ad affiorare nella consapevolezza del Paese. Ora che è riconosciuta ufficialmente come Giorno del Ricordo, non muove neanche più polemiche; rischia solo di passare inosservata, “infoibata”, come le vittime della pulizia etnica titina.
Zelig, risata in coppia
Brava e simpatica lei, navigato e ironico lui: la coppia funziona e il programma decolla fin dalla prima puntata dell’edizione 2011. Paola Cortellesi e Claudio Bisio sono ben assortiti e adeguatamente complementari sul palco di “Zelig” (Canale 5, venerdì ore 21.10), la fortunata trasmissione giunta quest’anno alla sua quindicesima stagione televisiva.
Il femminismo di Rossella
Non è un remake di “Via col vento” “Rossella” (Raiuno, ore 21.10, sette puntate). L’omonimia con R. O’Hara è solo un emblema di tenacia e indipendenza femminile. Ambientato a Genova e nei dintorni di Roma tra fine ‘800 e primo ‘900, il film-TV fa leva sullo spettacolo sempre suggestivo di abiti, ornamenti ed arredi d’epoca e di riti mondani, occasione d’incontro fra l’aristocrazia e la borghesia imprenditoriale. All’esterno dei palazzi, alcune sequenze accennano alle lotte operaie che caratterizzarono un’epoca di espansione industriale, attraversata anche da crisi rovinose. Socialismo, anarchismo, liberalismo si contrappongono, mentre si fa strada il darwinismo sociale, che in nome della lotta per la vita sancisce cinicamente il diritto del trionfo del più forte.
Il Mistero ai confini della vita
La morte fa parte della vita. Ce lo ricordano quasi quotidianamente le prime pagine dei giornali, con incidenti che portano via in un attimo un figlio, una mamma, un amico. O i fatti di cronaca che portano nelle nostre case omicidi e misteri, amplificando l'angoscia. Vita e morte hanno un altro modo di incontrarsi, silenzioso ma non meno inesorabile: la malattia. Un mondo difficile da raccontare, che richiede rispetto ma non pietismo, doti che sembrano rare in una televisione dove prevalgono troppo spesso apparenza e superficialità. Alcune recenti trasmissioni hanno saputo farlo.
Allegro crescendo, la musica che cambia la vita
A Slum Symphony – allegro crescendo, il film documentario di Cristiano Barbarossa girato tra il 2004 e il 2009 che ha vinto il premio per il miglior documentario internazionale al Roma Fiction Fest 2010, ha raccontato il sistema di orchestre infantili e giovanili del Venezuela fondato negli anni Settanta dal maestro José Abreu.
Se il digitale schiaccia il locale
Ecco, è accaduto. Dopo tutta la retorica sull'ampliamento di contenuti e di possibilità di comunicazione che ha accompagnato il passaggio tecnologico - e ancora lo accompagna, perché a livello nazionale la transizione non è completata - il digitale terrestre comincia a mostrare il suo vero volto: commerciale e di grandi monopoli nazionali. Lo denunciano le associazioni che radunano le emittenti locali, come Aeranti-Corallo e FRT che, venerdì 3 dicembre, hanno annunciato con comunicato congiunto l'uscita da DGTVi, l'associazione nata per sviluppare la tv digitale terrestre in Italia che, fino a venerdì, raccoglieva più o meno tutte le realtà televisive di casa nostra e cioè Rai, Mediaset, Telecom, Dfree, oltre alle associazioni ora sul piede di guerra.
Andare o restare? Parliamone
Accompagnato da annunciate polemiche, “Vieni via con me”, ideato e condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano, ha battuto ogni record di ascolto, conquistandosi già alla prima serata , con una media di oltre sette milioni di spettatori, la palma di programma più visto di RaiTre degli ultimi dieci anni. Le discussioni si sono accese perfino sulla definizione del format: varietà? tribuna politica? talk show? E' difficile in effetti incasellare in uno schema la proposta dell'inedito duo di conduttori.
E se domani...
No, non stiamo parlando della fortunata canzone di Mina che riporta il sapore di un lontano passato, ma della nuova trasmissione di divulgazione scientifica proposta da Raitre nella prima di serata di sabato, che si propone come una finestra ideale sul futuro. Il programma indaga infatti i grandi temi di attualità, illustrando le innovazioni e le scoperte scientifiche che in un futuro più o meno vicino potranno migliorare la nostra esistenza o porre soluzione ai tanti problemi che ci affliggono, con un taglio pratico, positivo e curioso. A tale proposito ci è parsa particolarmente azzeccata la scelta del conduttore, il famoso pilota automobilistico Alex Zanardi che, dopo la disabilità sopraggiunta a seguito di un tragico incidente in pista, ha saputo ritornare a combattere nelle gare e nella vita grazie alla sua determinazione ed all’aiuto della scienza.
Sotto il cielo di Roma
Il soggetto della miniserie “Sotto il cielo di Roma”, trasmessa di recente da Raiuno ha riproposto i nove mesi dell’occupazione tedesca della capitale, osando il confronto con oltre un sessantennio di tradizione letteraria e cinematografica (Roma città aperta di Rossellini, 1945). E’ il periodo delle leggi razziali, culminato con la deportazione di un migliaio di Ebrei romani nell’ottobre 1943, della lotta partigiana, delle cruente repressioni naziste, di Roma abbandonata dal governo Badoglio e dichiarata “città aperta”, in quanto protetta da “garanzia vaticana”, ampiamente violata.
