Tempo di Natale, tempo della speranza e dei buoni propositi, dove tutti si sforzano di essere più buoni... Certo, a ben pensarci questi concetti impa...

Tempo di Natale, tempo della speranza e dei buoni propositi, dove tutti si sforzano di essere più buoni... Certo, a ben pensarci questi concetti imparati da piccoli, e che per questo occupano un posto privilegiato nel cuore, sembrano quanto mai lo...

Tempo di Natale, tempo della speranza e dei buoni propositi, dove tutti si sforzano di essere più buoni... Certo, a ben pensarci questi concetti imparati da piccoli, e che per questo occupano un posto privilegiato nel cuore, sembrano quanto mai lontani dalla frenesia che anche quest’anno ha pervaso le nostre città, intente a consumare freneticamente anche questo periodo dell’anno, così come le luminarie e i babbi natale declinati in tutte le misure apparivano quanto mai lontani dalle immagini con cui i cartoni animati di un tempo dipingevano il periodo natalizio, con le case sotto la neve, le campane che diffondono gioia rompendo il silenzio e i camini che fumano. Dal canto suo la televisione, specchio interessante ed impietoso della realtà in cui viviamo, ha offerto ricchi spunti per comprendere come viene percepita e vissuta la festa più importante dell’anno che ormai sembra divenuta un affare piuttosto complicato e da gestire al meglio.

Numerosi sono stati infatti gli spazi dedicati dalle cronache ai regali alla moda per soddisfare le aspettative di grandi e piccini, alle mete più gettonate dei viaggi del momento, ai consigli dello chef per un pranzo come si deve. E dalle immagini dei Tg delle vie del centro, luccicanti e cariche di una calda atmosfera artificiale, le signore più previdenti ci hanno confermato con malcelato orgoglio di muoversi ogni anno per tempo alla ricerca del regalo giusto, le più altruiste ci hanno passato preziose dritte per fare un figurone e spender poco, le commesse ci hanno raccontato i gusti del pubblico e la relativa capacità di spesa. La panoramica natalizia a livello locale è stata arricchita anche dai dettagliati e doverosi resoconti sul numero di camper, torpedoni e turisti che hanno invaso la città, per vedere il celebre mercatino e le numerose testimonianze storiche, con i turisti infreddoliti che – tradendo la loro provenienza con variegati accenti – ci hanno confermato che sì, la città è stupenda e ci ritorneranno di sicuro. All’approssimarsi della notte di San Silvestro, le cronache ci hanno invece reso partecipi di come i personaggi noti avrebbero accolto il nuovo anno, hanno confezionato interessanti resoconti degli eventi politici, di cronaca e sportivi che hanno caratterizzato l’anno che volgeva al termine, fornito idee e prezzi per il cenone per poi passare, poche ore dopo, alla descrizione di come le varie capitali del mondo hanno salutato il nuovo anno, al bollettino delle vittime dei botti e alle immagini d’obbligo dell’ultimo anno dell’anno vecchio e del primo dell’anno nuovo.Tutto da archiviare quindi? Assolutamente no. Perché spogliandolo della frenesia che oggi spesso ammanta ogni cosa, il Natale, nonostante tutto, è ancora in grado di suscitare serenità, portare speranza, indurre a fermarsi, trarre bilanci, formulare progetti.E a guardare le cose, magari solo per un po’, con gli occhi privilegiati dei bambini, come quando un tempo restavano incantati davanti al presepio ai suoi formidabili protagonisti che sapevano infondere una serenità e una gioia semplice e sottile.Riproviamoci, di certo ne vale la pena.

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