Grande festa nei giorni scorsi per gli 80 anni di Carlo Claus, noto alpinista trentino nato a Lavis nel 1926 ed ora residente a Cles. Dalla fine degli anni ‘40 Claus ha arrampicato con i migliori alpinisti tra cui Marino Stenico, Cesare Maestri e
Marco Dal Bianco. Tante le imprese che lo hanno portato sulle cime più conosciute: il Campanile Alto, la prima ripetizione della Pisoni-Armani, Punta Emma, via Werner-Klaus, etc.
Grande festa nei giorni scorsi per gli 80 anni di Carlo Claus, noto alpinista trentino nato a Lavis nel 1926 ed ora residente a Cles. Dalla fine degli anni ‘40 Claus ha arrampicato con i migliori alpinisti tra cui Marino Stenico, Cesare Maestri e
Marco Dal Bianco. Tante le imprese che lo hanno portato sulle cime più conosciute: il Campanile Alto, la prima ripetizione della Pisoni-Armani, Punta Emma, via Werner-Klaus, etc.
Dal 1958 accademico del Cai, ha partecipato anche ad importanti spedizioni extra-europee. Nel 1967 insieme a Del Bianco ha conquistato una Torre inviolata del Gruppo dell'Air Niger, dedicata poi all'alpinista trentino Donato Zeni. Anche nel 1969 partecipa ad un tentativo al Churinc Himal in Nepal, nel 1981 all'Annapurna, nel 1984 al Makalu insieme alla spedizione "Città di Trento", nel 1986-87 in Pakistan sul Nanga Parbat.
Una grande torta con le 80 candeline ha aperto i festeggiamenti ma il suo ricordo più vero sta proprio nella motivazione con la quale si è visto assegnare il premio Sat 2000 per la categoria alpinismo: "Carlo Claus impersona quella figura di alpinista che pur avendo legato il proprio nome ad imprese memorabili, si è sempre mantenuto all'ombra di più blasonati compagni di cordata. Il suo ruolo, spesso relegato a quello di uomo di fatica, discreto e altruista, è stato però essenziale e determinante per la riuscita di molti progetti alpinistici".
Queste parole, scritte da Sergio Martini (Premio Sat 1998), sono una sintesi felice e fedele di questo grande alpinista lavisano accademico, generoso e disponibile, il migliore compagno di cordata che alcuni dei più grandi alpinisti trentini potevano desiderare per affrontare le imprese più difficili.

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