A Giochi non ancora iniziati, in Italia è già polemica. L'invito del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, e del ministro della Giove...

A Giochi non ancora iniziati, in Italia è già polemica. L'invito del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, e del ministro della Gioventù, Giorgia Me...

A Giochi non ancora iniziati, in Italia è già polemica. L'invito del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, e del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a compiere un "gesto forte" in favore dei diritti umani in Cina è respinto decisamente dagli atleti azzurri. Anche il Comitato olimpico internazionale reagisce con fastidio. A smorzare i toni ci pensano il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il ministro degli Esteri, Franco Frattini ("non politicizzare i Giochi”).

Che in Cina quanto a rispetto dei diritti umani molto ci sia da fare, è un dato di fatto. Amnesty International prende atto con soddisfazione che, almeno per le Olimpiadi, alcuni siti Internet siano stati sbloccati. Ma da qui a parlare di libertà di espressione ce ne corre, ricorda l'organizzazione per i diritti umani: “Bloccare e sbloccare arbitrariamente determinati siti Internet non basta a soddisfare l'obbligo di rispettare gli standard internazionali in materia di libertà d'espressione e d'informazione". Siti Internet che si occupano di diritti umani o di temi politici rimangono bloccati (tra cui www.thechinadebate.org, un forum creato da Amnesty International per promuovere il dibattito sulla situazione dei diritti umani in Cina alla vigilia delle Olimpiadi).

In un rapporto diffuso a Hong Kong a dieci giorni dall'inizio delle Olimpiadi, Amnesty International ha evidenziato che la Cina è venuta meno alle promesse di migliorare la situazione dei diritti umani, fatte sette anni fa, al momento dell'assegnazione dei Giochi. Il rapporto di Amnesty International, "Conto alla rovescia verso le Olimpiadi: le promesse mancate", esamina il comportamento delle autorità cinesi in quattro aree: la persecuzione degli attivisti per i diritti umani, la detenzione senza processo, la censura e la pena di morte. Ebbene, secondo Amnesty International, nel periodo che ha preceduto i Giochi la situazione dei diritti umani è peggiorata. Le autorità cinesi hanno imprigionato, posto agli arresti domiciliari o allontanato a forza chi avrebbe potuto minacciare l'immagine di "stabilità" e "armonia" che intendono presentare al mondo. Molti difensori dei diritti umani continuano a languire nelle carceri; altri sono sorvegliati a vista dalla polizia. Inoltre le norme provvisorie che avrebbero dovuto garantire più ampia libertà d'informazione per la stampa estera non sono state del tutto applicate.

“L’errore è stato assegnare le Olimpiadi alla Cina. D’altra parte si sperava che lo sport potesse spingere e riuscire a convincere il paese a regolamentarsi sul versante dei diritti civili”, osserva Giorgio Torgler, presidente del CONI Trentino. “Ci sono però interessi economici molto forti, un’economia che vive e prospera proprio sulla coercizione della classe operaia”.

“Sperare che lo sport da solo riesca a risolvere il problema è illusorio”, osserva Torgler, evidenziando come molte volte “lo sport è stato oggetto di forzature per questioni politiche”. Occorrerebbe, invece, a suo dire, “muovere le coscienze dei governanti del mondo democratico”. Però, conclude, “non aspettiamoci troppo: abbiamo visto iniziare una guerra, per il petrolio...”.

Intanto, ha fatto rapidamente il giro del mondo l’auspicio espresso da Benedetto XVI durante la visita in Val Badia nella casa di san Giuseppe Freinademetz ( vedi pagine XVIII-XIX) che la Repubblica popolare cinese “si apra al Vangelo”: “La fede non è un'alienazione per nessuna cultura e per nessun popolo”. Già domenica 3 agosto all'Angelus il Papa aveva fatto riferimento alla Cina: “Le Olimpiadi siano un'occasione di progresso per la convivenza e la pace”.

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