Pag. 38: Dialogo aperto
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Periscopio

Uragano sulla campagna elettorale

Ci ho pensato a lungo prima di stendere questo articolo. Anche perché è inevitabile che in questo momento entri nel tritacarne della campagna eletto...

Ci ho pensato a lungo prima di stendere questo articolo. Anche perché è inevitabile che in questo momento entri nel tritacarne della campagna elettorale nel quale ogni discorso diventa o è interpretato come discorso di parte.

Il Trentino è da settimane nell'occhio del ciclone per gli avvisi di garanzia, gli arresti domiciliari e le carcerazioni nell'ambito di quella che è stata chiamata Grisentopoli dal cognome dell'ex assessore ai Lavori pubblici ed ex presidente dell'Autostrada del Brennero, pur lui indagato.

Trattandosi di vicende emerse dalle intercettazioni telefoniche, nel fiume che ne è scaturito c'è di tutto: dai rapporti con imprenditori ai rapporti con parroci alle prese con problemi di debiti delle rispettive comunità; dalle telefonate ad amici di partito o di coalizione a quelle con la famiglia; dalle donazioni a gruppi di volontariato alle discussioni con tecnici e dirigenti dell'autostrada.

La chiave di lettura però è diventata unica: vedervi casi di favoritismi, interessi di parte e soprattutto turbative di mercato.

Pienamente legittime anzi doverose le indagini della magistratura, che dovranno confluire in un giudizio ponderato e calibrato sulle leggi vigenti.

Giudizio che va atteso e tenuto distinto dai tanti giudizi sparati dall'opinione pubblica o dettati da schieramenti, interessati in questo momento a denigrare gli avversari in vista delle imminenti elezioni.

Certo accanimento di parte pare riflettere non tanto la doverosa preoccupazione per il bene comune, bensì quel parere di un vecchio parroco che così suonava: “Tutto si riduce dico io a vieni giù tu che vado su io”.

Giudizi di parte che non sono nemmeno plausibili perché, nella fattispecie, sono coinvolte anche realtà e personaggi della parte opposta. Talchè, se vale ancora la domanda “Cui prodest?” non so quale schieramento ne esce più malconcio. Non vorrei che da questi giudizi preconcetti ne derivasse quello schifo per la politica in generale che tanto male reca alla comunità.

E adesso voglio fare anche un po' di teoria, perché la teoria ci permette un certo distacco dal magma “particulare”. Pare che gli unici peccati da tutti riconosciuti come peccati nella attuale società siano il fumo e la turbativa di mercato, che dovrebbe essere completamente libero. A parte che oggi la crisi planetaria pone qualche dubbio sul libero mercato, tornando al tourbillon Trentino, mi chiedo: sono turbative di mercato anche le donazioni solidali?

Una volta che fosse dimostrato che queste donazioni non avvengano per averne dei riscontri nemmeno in termini di consenso elettorale si può parlare di turbativa di mercato?

A qualcuno pare di sì. E allora anche le donazioni per realizzare promozione sociale in Africa sono turbative di mercato con l'aggravante di essere dislocazione di denaro e di ricchezza all'estero.

Un famoso detto della saggezza umana dice: “Qui bene distinguit, bene docet” (Insegna bene chi sa far bene le distinzioni). E di distinzioni abbiamo bisogno in questo momento. Perché le generalizzazioni, come la paura, generano mostri.

Più d'uno mi ha telefonato e scritto per avere il mio parere, ricordando che io con Grisenti avevo elaborato un progetto di scuola di formazione politica. Ebbene, quanto al giudizio immediato mi sono rifiutato di darlo, perché in questo momento significherebbe fare il processo alle intenzioni. Per quanto riguarda la scuola purtroppo non se ne è fatto nulla e al fallimento ha contribuito anche la circolazione, già allora, di pregiudizi.

Eppure non nasceva come scuola di parte, tant'è vero che lo stesso Grisenti si era detto disposto, se necessario, a rimanerne fuori. Sia detto a suo onore e per onestà e completezza di cronaca.

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