Pag. 38: Dialogo aperto
stampa segnala ad un amico

Periscopio

Summum ius, summa iniuria

Appuntamento elettorale spostato di due settimane. Almeno per il Trentino. Il perché lo sapete: la Lega ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro...

Parole chiave: periscopio (40), elezioni (454), politica (1217), trentino (858), elezioni provinciali (9), cavillo (1)

Appuntamento elettorale spostato di due settimane. Almeno per il Trentino. Il perché lo sapete: la Lega ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, che aveva riammesso alla competizione la lista dell'UDC, considerando non ostativo il difetto di forma,che pur c'è stato, nell'aver quel partito presentato la lista con in calce la firma autentica, ma non autenticata come è previsto dalla legge elettorale. Il Consiglio di Stato non si è espresso contro la sentenza del Tar, ma l'ha sospesa, rimandando a dopo le elezioni la possibilità di presentare ricorsi. Così però l'UDC è esclusa dalle elezioni e la necessità di ristampare manifesti senza la lista dell'UDC ha fatto slittare l'appuntamento elettorale al 9 novembre. La Lega ha inneggiato al ristabilimento della legalità, ma a rigor di termini non c'è nemmeno questo, perché un ricorso dopo le elezioni potrebbe anche veder confermata la sentenza del Tar con conseguente necessità di indire nuove elezioni.

Non rincorro le reazioni diverse, perché qui non si fa campagna elettorale. Il caso però ha provocato sconcerto nell'opinione pubblica. Rischia di diventare un caso da manuale per i cultori di questioni giuridiche. Infatti giuristi sono quelli della commissione elettorale provinciale che non ha ammesso in un primo tempo l'UDC per un vizio formale. Ma giuristi sono anche quelli del Tar che hanno riammesso la lista alla competizione. E giuristi sono anche quelli del Consiglio di Stato, che hanno sospeso la sentenza del Tar. Eppure il diritto non è e non può essere un'opinione, anzi è essenziale al diritto la certezza. Ma quale certezza?

Qui si impone quella che è detta “filosofia del diritto”. E le scuole sono diverse. C'è chi ritiene che le leggi devono essere prese alla lettera e ne fanno quindi un'interpretazione verbalistica, come fossero dei dogmi. Il diritto diventa così un “corpus” a se stante, avulso dalla vita, puramente e ossessivamente formale e pure oppressivo. Si deve a questa interpretazione la nascita, per opposizione, del principio non solo morale ma pure giuridico: “Summum ius, summa iniuria”. La lettura maniacalmente verbale della legge si rivela una sostanziale e somma ingiustizia. Lo diceva anche S. Paolo che la lettera (della legge) uccide mentre lo spirito della legge vivifica.

Per questo all'interpretazione verbalistica si è opposta l'interpretazione solidale, che si può raggiungere spesso guardando non alla lettera ma al fine che la legge si propone. E il fine in una società democratica deve essere comunque e sempre il bene dell'uomo, la sua dignità e i suoi diritti.

Tornando al caso specifico, non è casuale né supererogatorio quello che dice il presidente del Tar, Francesco Mariuzzo quando argomenta che il suo tribunale ha fatto riferimento non solo ad una precedente sentenza del Consiglio di Stato ma anche alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che prevede il diritto di tutti a partecipare alle elezioni e non solo a fare ricorsi.

C'è poi il discorso dei costi, comunque alti e non indifferente, trattandosi di soldi della comunità.

Ma il danno grave, incalcolabile è quello democratico. Anziché parlare dei problemi della gente, dell'autonomia e del suo futuro, di progetti di sviluppo locale aperto all'Europa e al mondo, dei giovani e dei poveri che, come documenta la Caritas stanno aumentando anche da noi, ci si perde a parlare di cavilli giuridici. E come dei bambini che si stanno azzuffando si disputa su chi è stato il primo ad avviare la zuffa.

E tutto questo da parte dei politici o aspiranti tali, che come compito specifico hanno quello di risolvere i problemi e non di riversarli sulla gente sperando magari di averne un ritorno in termini di consensi.

E la Chiesa che ognuno vuole tirare della propria parte? Non può tacere. Deve dire quantomeno con Paolo VI che “la politica è un modo esigente di esercitare la carità cristiana”.

Summum ius, summa iniuria
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento