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Satrapi d'Africa
Da alcune settimane il Madagascar vive una situazione di forte instabilità. E’ in atto uno scontro senza esclusione di colpi tra l’ex sindaco della capitale Antananarivo, Andry Rajoelina, e il presidente, Marc Ravalomanana.
Nel Paese è in atto una profonda crisi politica e sociale e si assiste ad uno scollamento sempre maggiore tra governanti e governati
E’ chiamata “Isola rossa” per il colore della terra e fa parte del continente africano; in realtà è un'isola dell’oceano indiano. E’ grande due volte l’Italia con una popolazione attualmente di 18 milioni di abitanti. Essi appartengono a 18 etnie con differenti caratteristiche, ma parlano tutti la stessa lingua, elemento importante per il senso di unità nazionale e per le relazioni umane.
E’ da alcune settimane però che il Madagascar vive una situazione di forte instabilità. E’ in atto uno scontro senza esclusione di colpi tra l’ex sindaco della capitale Antananarivo, Andry Rajoelina, e il presidente malgascio, Marc Ravalomanana.
Questioni di rivalità personali dovute alle mire del giovane sindaco che vuole spodestare il navigato capo dello stato? Conflitto tra clan che mirano a metter le mani su vantaggiosi affari?
Sta di fatto che nel Paese è in atto una profonda crisi politica e sociale e si assiste ad uno scollamento sempre maggiore tra governanti e governati. Gli uni insensibili e sordi alle legittime richieste di trasparenza e democrazia; gli altri sempre più coinvolti in un sviluppo che porta a un'ulteriore insicurezza e impoverimento della gente.
Alla base delle proteste che hanno già provocato decine di morti c’è la cattiva gestione della cosa pubblica da parte del Presidente al potere. L’acquisto, ad esempio, di un aereo presidenziale costato uno sproposito (mentre crescono le aree di totale degrado umano e sociale) e la cessione di terreni (1,3 milioni di ettari, per 99 anni, gratis!) a imprenditori coreani (Daewoo) sono stati solo due episodi che hanno fatto scoppiare la scintilla della rivolta.
Le classi dirigenti africane perpetuano uno stile di gestione del potere tipicamente personalistico: lo stato viene considerato uno stato patrimoniale, proprietà esclusiva del satrapo che ha conquistato il potere il quale, ovviamente, fa prima di tutto gli interessi suoi e dei suoi sodali e solo dopo, quando rimangono solo le briciole, anche gli interessi dei cittadini. Per questo evidente conflitto tra interesse privato e mandato politico sia il Fondo Monetario Internazionale sia la Comunità Europea hanno bloccato per il momento i loro aiuti al governo malgascio.
Ora pare che l’orizzonte politico stia rasserenandosi perché i due contendenti hanno accolto la mediazione delle chiese cristiane e si sono incontrati per dialogare e cercare una via d’uscita.
I cittadini sono stanchi di questi disordini e sperano in una sola cosa: il funzionamento della vita politica e delle istituzioni nazionali, perché la crisi delle ultime settimane ha avuto conseguenze pesanti sull’economia provocando un aumento indiscriminato dei prezzi dei beni di consumo e di prima necessità.
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