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I diritti del bambino nella giornata mondiale
Ogni 5 secondi nei paesi impoveriti muore un bambino nella più assoluta indifferenza dell’opinione pubblica. E’ questo uno dei numeri dello scandalo sul quale in questi giorni si tenta di richiamare l’attenzione...
Ogni 5 secondi nei paesi impoveriti muore un bambino nella più assoluta indifferenza dell’opinione pubblica. E’ questo uno dei numeri dello scandalo sul quale in questi giorni si tenta di richiamare l’attenzione in occasione della ricorrenza del 20 novembre. Infatti cinquant’anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava all’unanimità la Dichiarazione sui diritti del fanciullo, nella convinzione che i bambini a causa della loro immaturità fisica ed intellettuale hanno bisogno di una particolare protezione compresa un’adeguata protezione giuridica. La Dichiarazione, non riconosceva però il minore come titolare di diritti autonomi, ma come oggetto di tutela. Da qui l’esigenza di un passo ulteriore con la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia approvato anch’esso il 20 novembre, ma di 30 anni dopo. Con questo nuovo trattato – il più ratificato dai singoli stati, ora sono 192 - il bambino passa da oggetto di tutela a soggetto di diritti autonomi.
Cogliendo l’occasione di queste importanti scadenze, TrentinoSolidale onlus ha programmato una serie di attività che coinvolgono Provincia, Consorzio dei Comuni, scuole di ogni ordine e grado, gruppi anziani e pensionati.
Il presidente del Consorzio dei Comuni Marino Simoni, ha inviato a tutti i sindaci un appello affinché portino nei rispettivi Consigli un ordine del giorno teso ad impegnare l’amministrazione comunale a svolgere un’adeguata informazione sul tema ed a impegnarsi nel migliorare la terribile situazione in cui versano ancora centinaia di milioni di bambini ed adolescenti.
Un concorso fra tutte le scuole di ogni ordine e grado è stato indetto da Trentino Solidale in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione della Provincia e con il patrocinio delle presidenze dei Consigli Regionale e Provinciale.
I numeri dello scandalo: 330 milioni di bambini soffrono la fame, 165 milioni non hanno la possibilità di frequentare nessun tipo di scuola, 250 milioni non hanno accesso a fonti d’acqua potabile
E noi cosa possiamo fare? ci chiedono scolari e studenti che incontriamo quotidianamente (entro Natale visiteremo 130 classi). La risposta è duplice: da una parte cambiare modello di vita noi per scegliere un modello meno consumistico e dall’altra impegnarci concretamente a favore di quelle centinaia di milioni di bambini che attendono il nostro aiuto. Il Trentino è una terra ricca di volontariato e può dare ancora molto, importante è che tutti facciamo qualcosa. Certo, la prima cosa è quella di conoscere i problemi e per questo la nostra vasta azione sui vari canali della società civile. Per qualche maggiore informazione o per chiedere la presenza sul territorio anche nei gruppi di catechesi, inviare e mail all’indirizzo: carlo.bridi@fastwebnet.it.
Carlo Bridi
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