“Tristi montagne: guida ai malesseri alpini” è il fresco volume di Christian Arnoldi, sociologo, ricercatore presso l’Università di Bologna e il Museo degli Usi e Costumi di San Michele. Presentandolo nei giorni scorsi a Cloz...
“Tristi montagne: guida ai malesseri alpini” è il fresco volume di Christian Arnoldi, sociologo, ricercatore presso l’Università di Bologna e il Museo degli Usi e Costumi di San Michele. Presentandolo nei giorni scorsi a Cloz, il sociologo ha osservato che solo un'immagine parziale e cittadina “vede” nella montagna un ambiente paradisiaco, pregno di spiritualità, dove i turisti vanno per ritemprarsi: “Nel giro di 50 anni - spiega Arnoldi – il modo di vivere è cambiato radicalmente: nel 1950 l’allevamento occupava il 50% della popolazione, adesso l’agricoltura impegna solo il 9%”.
L’alta percentuale di suicidi indica che in montagna si soffre, per mancanza di luoghi di ritrovo e per la difficoltà a spostarsi, ma anche per una forma di timidezza, di ritrosia, di vergogna di esternare il proprio sentire; troppa paura dei giudizi degli altri, dove tutti sanno tutto di tutti.
Talvolta i mali morali sono sopportati con rassegnazione, con un’incapacità di comunicare il proprio malessere. E il legame affettivo con il territorio impedisce di uscire dalle situazioni di disagio: il territorio è concepito come il proprio orto, dove si trova tutto. L’aumento del benessere in poco tempo ha portato a rapidi cambiamenti collettivi cui la coscienza non riesce ad adeguarsi. “Si leggono cronache di angosce e solitudini maturate dentro i confini delle comunità e dei villaggi, - conclude l’autore – mentre intorno i villeggianti inseguono divertimenti, relax, serenità e benessere”. È seguito un dibattito molto interessante da cui è emerso che la città offre ai giovani molte più opportunità e occasioni per incontrarsi e dialogare.

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