La separazione è un evento critico, motivo di sofferenza per chi ne è coinvolto e origine di una necessaria riorganizzazione del sistema famiglia. Sabato 16 gennaio se ne è parlato a Trento nel convegno “Alienazione genitoriale e tutela dei minori” promosso dal Progetto Speciale Coordinamento politiche familiari e sostegno alla natalità della Provincia e dall’Associazione “Figli per sempre”.

  Anche in Trentino si lavora per supportare i figli che sono “vittime” del divorzio dei loro genitori Trento - Adul...

 

Anche in Trentino si lavora per supportare i figli che sono “vittime” del divorzio dei loro genitori

Trento - Adulti con bambino. - 12/01/2010 - Gianni Zotta

La separazione è un evento critico, motivo di sofferenza per chi ne è coinvolto e origine di una necessaria riorganizzazione del sistema famiglia.

Sabato 16 gennaio se ne è parlato a Trento nel convegno “Alienazione genitoriale e tutela dei minori” promosso dal Progetto Speciale Coordinamento politiche familiari e sostegno alla natalità della Provincia e dall’Associazione “Figli per sempre”, che ha visto una partecipazione molto numerosa sia di professionisti che di genitori.

Come ha sottolineato il pediatra Vittorio Vezzetti – prima che il giudice Battista Palestra illustrasse gli aspetti giuridici - C’è un processo di adattamento alla separazione che richiede tempo. Un tempo per elaborare, al di là di una separazione legale o di fatto, il “divorzio psichico”, ossia comprendere la rottura del legame coniugale e riconoscere le responsabilità di entrambi i coniugi. Un tempo per distinguere gli elementi di discontinuità dagli elementi di continuità: la coppia coniugale finisce, genitori e figli lo si è per sempre.

La separazione non va quindi gestita banalmente. È importante elaborare il conflitto tra i coniugi per poter aprire una strada di collaborazione a tutela della crescita dei figli: se restano focolai di risentimento tra i coniugi c’è il germe per un successivo conflitto tra genitori, fonte di disagi anche gravi per i bambini.

Dalle diverse relazioni è emerso un altro messaggio importante: nell’impegnativo processo di elaborazione della vicenda separativa adulti e bambini non sono lasciati soli. Claudia Franceschini (ALFID) ha presentato il servizio di Mediazione Familiare, già attivo presso l’ALFID, mentre Valeria Matacotta ha parlato dell'esperienza presso il Consultorio UCIPEM e in fase di riorganizzazione presso le sedi dei Servizi Sociali dislocate su tutto il territorio provinciale (ne ha parlato Luca Comper). Si è parlato del “Gruppo di parola” per i bambini dai 6 agli 11 anni, figli di genitori separati, spazio di sostegno e di scambio, anch’esso disponibile presso il Consultorio UCIPEM.

Accanto all'attenzione manifestata dalle autorità comunali (il sindaco Andreatta e l'assessore Plotegher) e provinciali (l'assessore Ugo Rossi), il convegno ha indicato ulteriori prospettive. Un passaggio ulteriore è quello suggerito nei giorni scorsi da Francesco Belletti, Presidente del Forum delle associazioni familiari, in un suo intervento su Avvenire: “Richiamiamo la responsabilità sociale di offrire non solo servizi di mediazione per separarsi meglio, ma soprattutto innovativi servizi di prevenzione, consulenza, accompagnamento e riconciliazione per restare insieme meglio”. È davvero importante investire nella formazione alle competenze relazionali, così essenziali e per nulla scontate, specie nei giorni in cui, come accade in ogni storia, la percezione della fatica del rapporto prevale sul senso di soddisfazione. Alcune proposte già ci sono sul nostro territorio, sia in ambito civile che ecclesiale: pensiamo, ad esempio, ai corsi e agli itinerari in preparazione al matrimonio. Ma è tempo di fare di più e meglio! Come cristiani abbiamo una spinta ulteriore: se crediamo che la persona umana sia fatta a immagine e somiglianza di un Dio che è relazione tra Padre, Figlio e Spirito Santo, crescere nella capacità di relazione non è un optional per una piena realizzazione, né un obiettivo fuori portata.

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