Borgo, nuovi servizi e potenzialità per l'ospedale

Borgo - L'ospedale di San Lorenzo - 2009 - Massimo Dalledonne   È partita da Paolo Costa una riflessione sul...

Borgo - L'ospedale di San Lorenzo - 2009 - Massimo Dalledonne

 

È partita da Paolo Costa una riflessione sulla regolamentazione sull'attività odontoiatrica in carico all'Azienda Sanitaria

Pericolo scampato. Con delibera 21 del 15 gennaio scorso, la Giunta provinciale ha rimediato (“si è trattato di un mero errore materiale”, ha precisato l'assessore Ugo Rossi) alla ventilata limitazione dell'attività di chirurgia orale complessa presso l'Unità operativa multizonale di Odontostomatologia dell'Ospedale San Lorenzo di Borgo. Una decisione che aveva provocato forti reazioni in valle, che aveva però messo in risalto alcuni altri aspetti che stanno regolamentando l'attività odontoiatrica in carico all'Azienda Sanitaria.

in prima linea Paolo Costa, presidente del Comitato per la Difesa dell'Ospedale di Borgo e la riapertura del punto nascite, che ricorda come nel giugno del 2009, con la DPG n° 1585 veniva deciso di trasformare l'Unità Operativa di Chirurgia maxillo-facciale del Presidio Ospedaliero S. Chiara di Trento in Unità Operativa di multizonale di Chirurgia maxillo-facciale e Odontostomatologia.

“Premesso – ricorda Paolo Costa – che chi è specializzato solo in maxillo facciale, stando alle normative nazionali non è abilitato a svolgere attività odontoiatrica, ci sono alcune domande che ancora oggi vorrei porre all'assessore Rossi. Come si può sperare di ottenere una riduzione dei tempi di attesa nelle prestazioni odontoiatriche se vengono diminuiti gli addetti ai lavori?”. Ed ancora. “Come si può sperare di avere un servizio molto qualificato se si pensa addirittura di toglierlo a chi è qualificato per titoli accademici ed esperienza acquisita per darla chi è privo di titoli per esercitarlo legalmente?”.

Secondo il Comitato per la Difesa dell'Ospedale di Borgo e la riapertura del punto nascite oggi, “nessuno può ignorare che Borgo svolge già il 65-70% dell'attività chirurgica provinciale con tempi di attesa decisamente inferiori (45 giorni), rispetto a quelli proposti dall'Ospedale Santa Chiara di Trento che sono di circa sei mesi”.

Ed ora, a pericolo scampato per il San Lorenzo, si chiede di conoscere quali siano le competenze del personale addetto al servizi dei maxillo facciali rispetto a quello odontoiatrico. “Ci piacerebbe tanto che su questo punto ci fosse anche un parere da parte dell'Ordine dei Medici e degli odontoiatri trentini – ricorda lo stesso Paolo Costa, auspicando che in futuro vengano sempre più difese, nelle sedi opportune, le competenze e le professionalità dell'equipe odontoiatrica di Borgo.

“In questo modo infatti, non si tutelano solo gli operatori che vi lavorano ma anche i cittadini che hanno diritto a prestazioni svolte secondo la normativa da personale abilitato e professionalmente qualificato. Ma soprattutto servizi – conclude il Comitato – che valorizzino al meglio le risorse disponibili, che produca risparmio e soprattutto tempi di attesa ridotti”.

Un invito, quest'ultimo, che in qualche modo è stato anticipato per la nuova gestione del centro di raccolta sangue all'ospedale San Lorenzo. Un servizio che ora è guidato dal dott. Vincenzo Cutruppi, attuale primario del laboratorio e che raccoglie l'eredità dal primario di medicina generale Walter Spagnolli.

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