Le mascherate in piazza, ben più sane degli stordimenti notturni a base alcolica, diventano occasioni d'oro per calamitare i giovani nel lavoro di gruppo, rivelando come il Carnevale comunitario - lo sanno bene anche gli animatori degli oratori che vi hanno dedicato un'intera giornata in gennaio – sia un'impresa proficua anche per la sua onda lunga.

  I giovani dell'altopiano della Vigolana impegnati da mesi in un coinvolgente lavoro di gruppo. Quando il Carnevale diventa occasione di protagonismo e d'impegno. Oltre le divisioni di paese......

 

I giovani dell'altopiano della Vigolana impegnati da mesi in un coinvolgente lavoro di gruppo. Quando il Carnevale diventa occasione di protagonismo e d'impegno. Oltre le divisioni di paese...

Vattaro - L'allestimento dei tre carri nel capannone concesso dall'azienda agricola Zamboni. - 28/01/2010 - Gianni Zotta

Vigolana, 28 gennaio – Date loro una leva, e sollevano... l'altopiano. Un gruppo di bravi ragazzoni dei paesi della Vigolana da quattro anni conferma che non si sbaglia mai a dare fiducia ai giovani: se vedono un obiettivo valido, sanno sprigionare energie in grado di trainare l'intera comunità. Altro che...le ultime ruote del carro!

E le mascherate in piazza, ben più sane degli stordimenti notturni a base alcolica, diventano occasioni d'oro per calamitare i giovani nel lavoro di gruppo, rivelando come il Carnevale comunitario - lo sanno bene anche gli animatori degli oratori che vi hanno dedicato un'intera giornata in gennaio – sia un'impresa proficua anche per la sua onda lunga.

“Quest'anno potremmo buttarci in mare aperto...perchè non facciamo il Nautilus?” L'idea è affiorata fin dalla prima riunione – era il primo ottobre dello scorso anno – e poi scelta con voto a maggioranza, liberando subito fantascientifiche ipotesi progettuali: Jules Verne benedice sicuramente queste “20 mila leghe sotto i mari” che hanno riunito le isole dei vari gruppetti giovanili paesani di Vigolo, Vattaro e Bosentino. “Ci troviamo qui tutte le sere, riempiamo ogni ora del tempo libero, ma venite a vedere cosa abbiamo fatto...non è mica la solita casetta...” Parlano con giustificato entusiasmo Luca, Manuel ed Edoardo, svelando in anteprima a Vita Trentina l'imponente sommergibile di capitano Nemo e l'aguzza dentatura del mostro marino con cui dovrà fare i conti: “Siamo una settantina di persone in tutto, una quindicina i bambini. Per i costumi stanno lavorando sodo da mesi le giovani del gruppo – Valentina, Noemi e Grazia, in particolare – per le spese vive ci hanno aiutato qualche falegnameria e qualche bar, la Cassa Rurale di Caldonazzo e il Consorzio dell'altopiano”. Ma il grazie principale lo vogliano dare all'azienda agricola degli allevatori Zamboni che hanno messo...il carro davanti ai buoi, è il caso di dirlo. Un capannone è stato concesso per quattro mesi ai giovani che lo hanno trasformato in cantiere navale permanente: “Troviamo attrezzi dappertutto, ma va bene così. Per noi è incoraggiante – spiega Mauro Zamboni, uno dei tre fratelli - vedere che quest'iniziativa contribuisce da qualche anno ad aggregare i giovani dei tre paesi dell'altopiano, superando antiche divisioni. Un tempo si discuteva anche la proprietà di una strada nel bosco...”.

Mentre s'ingegnano a “truccare” un'automobile da squalo semovente e danno un'anima ai bancali di legno, i giovani parlano tra loro, si conoscono, guardano avanti, mescolano le generazioni e le provenienze. Alcuni sono studenti, altri muratori o periti polivalenti in grado di trasformare come novelli Re Mida il materiale povero in dorata tecnologia: ecco delle scodelle del gelato trasformarsi in bombole d'ossigeno per i palombari, destinati a mettere la testa nei vecchi lampioni riposti nei magazzini comunali. Un inno alla strategia del riuso!

Superato il collaudo tecnico dei rimorchi (ne parliamo a parte), s'avvicina per gli argonauti della Vigolana il giudizio del Carnevale di Trento (“non siamo mai saliti sul podio, finora, ma il risultato non conta”), ma la vittoria è già arrivare in tempo all'esordio di sabato 6 febbraio a Bosentino (poi verrà anche Centa, Vigolo, Caldonazzo e Vattaro e Trento). Le buone idee scatenano l'emulazione, naturalmente, tanto che nel capannone a fianco un altro piccolo gruppo di giovani – vengono da Centa San Nicolò, Campregheri, Pian dei Pradi... - trascorre le serate a decorare il carro dei bagnini americani “On the beach”: “Ci manca da ultimare la palma – precisa Nicola, tenaglia e martello in mano - ma ci saremo anche noi al via”. E il chiodo fisso, par di capire, è che purtroppo il Carnevale finirà. Perchè non pensare subito a qualche altra impresa giovanile da intraprendere insieme?

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