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Scelte di fondo

Al voto, al voto

Domenica si vota in Trentino per l'elezione dei presidenti e della maggioranza dei componenti delle assemblee delle Comunità di Valle. Una parte residua viene indicata dai comuni. In diretta Internet, per la prima volta nella storia democratica della nostra provincia si potrà seguire, nella giornata festiva, l'andamento dell'affluenza alle urne e lunedì, 25 ottobre lo spoglio e i risultati. I cittadini con diritto di voto, più di 300 mila, ad esclusione degli abitanti di Trento, Aldeno, Garniga e Cimone e della valle di Fassa sono chiamati ad eleggere le Comunità di Valle, istituite con legge nel 2006, quali enti intermedi tra Provincia e Comuni, sostituendo i Comprensori. I candidati per i 327 posti nelle Comunità di Valle sono 2182.

Parole chiave: politica (1242), Comunità di valle (72), territorio (9131), partecipazione (128), cittadinanza (155), elezioni (454)

Domenica si vota in Trentino per l'elezione dei presidenti e della maggioranza dei componenti delle assemblee delle Comunità di Valle. Una parte residua viene indicata dai comuni. In diretta Internet, per la prima volta nella storia democratica della nostra provincia si potrà seguire, nella giornata festiva, l'andamento dell'affluenza alle urne e lunedì, 25 ottobre lo spoglio e i risultati.

I cittadini con diritto di voto, più di 300 mila, ad esclusione degli abitanti di Trento, Aldeno, Garniga e Cimone e della valle di Fassa sono chiamati ad eleggere le Comunità di Valle, istituite con legge nel 2006, quali enti intermedi tra Provincia e Comuni, sostituendo i Comprensori. I candidati per i 327 posti nelle Comunità di Valle sono 2182.

La caccia al voto, assai accesa, è un sintomo di vitalità fra quanti si sono messi a disposizione per un'avventura che si può dire totalmente nuova, anche se la macchina organizzativa e gestionale opera ormai da tempo. Né si può giudicare del tutto negativa l'esperienza pluridecennale dei comprensori. Si giustifica con questo rilievo la coincidenza, voluta, in alcune zone fra vecchi comprensorio e nuove Comunità di Valle.

I nuovi enti avranno competenza diretta in materia di pianificazione urbanistica, edilizia abitativa, politiche sociali e gestione dei servizi pubblici. Questi sono dei capisaldi intorno ai quali ruota il sistema gestionale territoriale in fase di decollo. Molti altri discorsi che si sono fatti in queste settimane di campagna elettorale potranno maturare seriamente solo dopo l'attivazione degli organi delle Comunità di Valle.

Tutte le forze politiche sono scese in campo a supporto di liste, per lo più civiche, di candidati e di programmi, manifestando punti di vista che derivano per lo più dall'appartenenza all'area di maggioranza o di opposizione con una certa criticità, per queste realtà, da parte delle formazioni di minoranza, rispetto al pieno sostegno delle forze di governo. Fra le poche voci fuori dal coro, quella del presidente degli industriali trentini, Ilaria Vescovi che ha criticato le Comunità di Valle, la frammentazione degli enti territoriali di governo ed l'eccessivo numero di amministratori. L'invito ai cittadini ad esercitare il proprio diritto di voto è giunto invece dal sindacato, dalla Cgil e dalla Cisl, mediante un documento congiunto in cui si auspica che i nuovi enti locali sappiano costruire dal basso lo sviluppo futuro dell'intero Trentino.

Nessuna forza politica, comunque, ha invitato i propri elettori ad astenersi dal voto.

L'astensionismo è tuttavia il fantasma temuto da molti.

Vale per tutti i nuovi aspiranti amministratori la raccomandazione o il “dovere” della ricerca del “bene comune”, come è stato ribadito con forza alla 46esima Settimana Sociale di Reggio Calabria, conclusasi qualche giorno fa: un'assise che aveva come interlocutori privilegiati i cattolici italiani. La democrazia partecipata, unita al desiderio di giustizia, di autentica libertà difficilmente può essere monetizzata. E poi ci sono strumenti efficaci di controllo della spesa e di vigilanza, di contenimento di stipendi e di gettoni di presenza, se proprio si vuole ragionare in termini di sobrietà, di servizio. Ma la sola ipotesi dei costi non può essere additata come deterrente.

Certo le Comunità di valle, per risultare credibili, devono diventare un grande laboratorio di idee, di proposte e di concrete iniziative, creando nuove strutture di mediazione, coinvolgendo i giovani, privilegiando i più poveri, sfruttando ed allargando le reti sociali.

Al voto, al voto
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