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Primo turno delle presidenziali mentre imperversa la pandemia

Haiti, il colera non va al ballottaggio

Domenica 28 novembre gli haitiani hanno votato per scegliere, tra i 19 candidati, il successore del presidente René Prével. Ci sono state irregolarità e accuse di brogli. Molte persone hanno votato più volte, altre non erano registrate e altre ancora pur avendo i documenti in regola non hanno avuto alcune indicazione sul seggio di riferimento. Nonostante le irregolarità, le elezioni sono state dichiarate valide da Colin Granderson, capo della missione congiunta dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa) e dai paesi caraibici (Caricom). A far trapelare i primi dati ufficiosi sono state fonti Onu. Hanno vinto gli outsider. Si andrà comunque al ballottaggio, il 16 gennaio.

Parole chiave: mondialità (1675), terremoto (251), cooperazione internazionale (454)

Denunce di brogli e accuse tra i candidati. Dopo il terremoto del 12 gennaio scorso la popolazione stremata da malattie e miseria

Domenica 28 novembre gli haitiani hanno votato per scegliere, tra i 19 candidati, il successore del presidente René Prével. Ci sono state irregolarità e accuse di brogli. Molte persone hanno votato più volte, altre non erano registrate e altre ancora pur avendo i documenti in regola non hanno avuto alcune indicazione sul seggio di riferimento. Nonostante le irregolarità, le elezioni sono state dichiarate valide da Colin Granderson, capo della missione congiunta dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa) e dai paesi caraibici (Caricom). A far trapelare i primi dati ufficiosi sono state fonti Onu. Hanno vinto gli outsider. Si andrà comunque al ballottaggio, il 16 gennaio. Ha riportato il maggior numero di voti Michel Martelly, il cantante di Kompa, idolo popolare che aveva annunciato di ritirarsi per i troppi imbrogli a suo danno, con il 39 per cento dei voti. Seconda si è piazzata la “First Lady”, Mirlande Manigat, moglie di Leslie, il primo presidente del dopo-Duvalier, deposto da un golpe, a cui va il 31 per cento dei suffragi. Il grande favorito Yude Celestin, delfino del presidente Prevàl, il politico che controllava il comitato elettorale, ha ottenuto il 12 per cento dei consensi. Si andrà dunque al ballottaggio fra Martelly e Manigat.

Ada Haiti nel frattempo sembra tornata una calma relativa dopo le violenze e le proteste che hanno segnato la giornata elettorale e quelle precedenti. La tensione resta comunque alta nel Paese, stremato dal terremoto dello scorso 12 gennaio e dai ritardi e dalle inefficienze di una ricostruzione mai realmente avviata e alle prese con un'epidemia di colera che le autorità sanitarie non riescono ancora a contenere. Lo steso Segretario generale dell'Onu si è detto preoccupato per gli incidenti ammonendo che le violenze potrebbero ostacolare gli sforzi per combattere il colera che ha già fatto più di 2000 morti, soprattutto bambini.

La pandemia avrebbe contagiato più di 200 mila persone. E' scoppiata in piena campagna elettorale innescando una serie di proteste a catena che hanno provocato incidenti anche mortali.

Le catastrofi naturali e le malattie si accaniscono contro i Paesi poveri, privi di infrastrutture e con un'edilizia e impianti idrici e fognari in pessime condizioni e della peggiore qualità, come Haiti. Ora questa Repubblica che dal 1957 al 1986 ha subito la dittatura dei Duvalier, padre e figlio, vivendo da allora con l'acqua alla gola e con un'eredità di corruzione e di violenza che ha indebolito tutte le sue istituzioni, è uno dei Paesi più poveri del mondo, pieno di baracche e con servizi pubblici inesistenti.

La Caritas diocesana di Trento continua la raccolta di fondi e di aiuti per la realizzazione di due Centri educativo per ragazzi, in collaborazione con le Caritas del Triveneto e i padri Salesiani. Rientra nel programma di solidarietà che fa seguito agli interventi di prima emergenza anche l'attivazione di progetti di microcredito a favore di famiglie che escono dai campi allestiti dopo il terremoto e intendono avviare iniziative produttive in campo agricolo, nel settore della pesca e dell'artigianato.

Elezioni e colera stanno rendendo tutto più difficile. Il processo di normalizzazione non si esaurisce infatti con gli aiuti, pur necessari e urgenti, secondo gli osservatori, o con la sicurezza che i Caschi blu dell'Onu stanno cercando inutilmente di ripristinare dal 2004. E' necessario dare una forma nuova allo Stato e applicare politiche economiche che assicurino la sopravvivenza della popolazione e contribuiscano ad elevare la qualità della vita. Il 90 per cento per cento degli haitiani continua a vivere in miseria.

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