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Una Parola per noi 27 MARZO 2011 – III domenica di Quaresima – A

Una donna samaritana

Con questa terza domenica di Quaresima abbandoniamo il Vangelo di Matteo per lasciarci guidare dal “teologo” Giovanni evangelista in queste tre tipiche domeniche di Quaresima: le domeniche dell’acqua, della luce, della vita. Tematiche che caratterizzano l’itinerario dei catecumeni che si preparano al Battesimo e accompagnano anche il nostro cammino di riscoperta del nostro essere cristiani, per celebrare veramente la Pasqua di Cristo Signore. La stessa lunghezza delle pericopi evangeliche, veri capolavori letterari del quarto Vangelo, sembrano volerci allenare a “sopportare” la lunghezza della Passione del Signore, che verrà proclamata nella settimana santa. Riscopriamo in questa domenica il valore dell’acqua.

Parole chiave: omelia (287), Parola (331), chiesa (4101), Vangelo (359)

Prima lettura Es 17, 3 - 7

Salmo 94 (95)

Seconda lettura Rm 5, 1 - 2. 5 - 8

Vangelo Gv 4, 5 - 42

Con questa terza domenica di Quaresima abbandoniamo il Vangelo di Matteo per lasciarci guidare dal “teologo” Giovanni evangelista in queste tre tipiche domeniche di Quaresima: le domeniche dell’acqua, della luce, della vita. Tematiche che caratterizzano l’itinerario dei catecumeni che si preparano al Battesimo e accompagnano anche il nostro cammino di riscoperta del nostro essere cristiani, per celebrare veramente la Pasqua di Cristo Signore. La stessa lunghezza delle pericopi evangeliche, veri capolavori letterari del quarto Vangelo, sembrano volerci allenare a “sopportare” la lunghezza della Passione del Signore, che verrà proclamata nella settimana santa.

Riscopriamo in questa domenica il valore dell’acqua. Quanti popoli anche oggi soffrono la sete come l’antico popolo do Dio nel deserto (I Lettura). Il problema dell’acqua e della sua gestione è alla ribalta e ci interpella come credenti nella sua concretezza oltre che nella sua simbolicità.

La pagina del Vangelo di oggi ha come protagonista una donna, una donna samaritana, cioè in qualche modo straniera o meglio eretica, e persino convivente con un uomo che non è suo marito, come dichiara Gesù e lei stessa riconosce. Per Gesù, maestro e profeta, addirittura il Messia (“Sono io che ti parlo”) sarebbero stati tre motivi sufficienti e inattaccabili per ignorarla, per lasciarla da parte, per non ascoltarla: donna, samaritana, convivente! Gesù, invece, si ferma con lei e tra la meraviglia dei suoi discepoli, conversa a lungo con quella donna. Gesù non approva nulla della vita di quella donna: né il suo essere samaritana e tanto meno il suo stato matrimoniale. Ma la accoglie, comprende la sua miseria, la sua situazione e la rende consapevole non solo del male ma anche della possibilità di salvezza che le è offerta.

Gesù, per come lo intendiamo noi, non ha mai “confessato”, ma in questo incontro con la donna al pozzo sembra proprio esercitare il ministero della riconciliazione. La ascolta, la interpella, la corregge, la rende consapevole del suo stato, ma soprattutto le dona una speranza nuova di vita. Le ha annunciato la grande verità: Dio è Padre anche per te! Anche tu puoi adorarlo in spirito e verità. Anche tu puoi metterlo al centro della tua vita. L’incontro con Gesù fa riconoscere ed esprimere, per lei e per noi, la propria realtà con verità; è l’incontro con il perdono di Dio, con la sua misericordia, con la sua liberazione, con la sua salvezza. Quel pozzo di acqua viva non è il vecchio pozzo di Giacobbe, ma è Cristo stesso che diventa l’avvio per una vita nuova per la donna samaritana, ma anche per noi oggi.

San Paolo ci ricorda che “Mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”: ecco l’atteggiamento accogliente e salvifico di Cristo verso la donna samaritana e verso ciascuno di noi. E noi? Qual è il nostro atteggiamento verso gli altri, le donne, gli stranieri, gli eretici, i peccatori, i conviventi… La Quaresima ci invita a fare un serio esame di coscienza ed eventualmente a modificare i nostri comportamenti, ispirandoci e uniformandoci a quelli di Cristo.

Gesù che aveva digiunato quaranta giorni, che aveva rifiutato la capanna proposta da Pietro, finalmente chiede acqua a una donna, ma poi non mangia e non beve! È solo un pretesto quello dell’acqua perché ancora una volta suo cibo è fare la volontà del Padre, suscitare la fede di quella donna. Una fede ancora in cammino, ma una fede come dono di Dio: “il grande dono della fede” (Prefazio), che nasce dall’ascolto, dallo stare con il Signore Gesù. Anche a noi la Quaresima chiede un confronto serio con il Signore. Se credo in lui sono reso giusto da lui. Se credo in lui vivo una grande speranza che non delude, avvolto dall’amore di Dio, che è già nel mio cuore per opera dello Spirito Santo (II Lettura).

La fede spegne, soddisfa la grande sete, la sete di infinito che c’è nel profondo dell’uomo e della donna; la fede spegne ogni altro desiderio, non perché lo soffoca, ma perché appaga pienamente e diventa in noi persino una sorgente di acqua viva e fresca come quella della nostre fonti di montagna che scaturisce sempre per noi e per tutti.

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