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Ai Lavini di Marco la Protezione civile del Trentino è in stato di allarme

Pronti ad accogliere

Non saranno immigrati clandestini, ma esuli politici i 50 mila cittadini stranieri che potrebbero essere accolti in Italia nelle prossime settimane. Il problema è stato affrontato martedì 22 marzo a Roma dai rappresentanti istituzionali di tutte le Regioni, ad esclusione dell'Alto Adige, delle province e dei comuni in un incontro con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha illustrato la situazione e la sua possibile evoluzione.

Parole chiave: migrazioni (524), guerra (469), rifugiati (96), asilo (86), diritti (517), protezione civile (109), Trentino (866)
Trentino - Ai Lavini di Marco la Protezione Civile trentina è già al lavoro per predisporre l'eventuale accoglienza di rifugiati. - 23/03/2011 - Gianni Zotta

Trentino - Ai Lavini di Marco la Protezione Civile trentina è già al lavoro per predisporre l'eventuale accoglienza di rifugiati. - 23/03/2011 - Gianni Zotta

Non saranno immigrati clandestini, ma esuli politici i 50 mila cittadini stranieri che potrebbero essere accolti in Italia nelle prossime settimane. Il problema è stato affrontato martedì 22 marzo a Roma dai rappresentanti istituzionali di tutte le Regioni, ad esclusione dell'Alto Adige, delle province e dei comuni in un incontro con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha illustrato la situazione e la sua possibile evoluzione. “Regioni, province e comuni hanno aderito alla richiesta avanzata qualche giorno fa anche dal Capo dello Stato ed è stato discusso un piano di emergenza per i profughi che deve partire dal principio di solidarietà: tutti i territori devono sentirsi coinvolti”.

Il piano annunciato dal ministro Maroni sarà presentato nei prossimi giorni ad Upi ed Anci e “terrà conto nella distribuzione dei migranti del criterio del numero di abitanti per regione”.

La questione del numero dei richiedenti asilo politico e del riconoscimento di questo speciale stato giuridico è strettamente legata all'esito dell' “Odyssey Dawn” in Libia dove Gheddafi non solo resiste di fronte i raid degli alleati, ma li sfida arringando la folla dei suoi sostenitori davanti al bunker a Tripoli.

Gli Enti locali regionali hanno assicurato la loro disponibilità per bocca del presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, governatore dell'Emilia Romagna.

L'intesa ha riguardato per ora, come ha affermato l'assessore provinciale Lia Giovanazzi, che ha presenziato alla riunione in rappresentanza del presidente Lorenzo Dellai, la disponibilità all'accoglienza, mentre sono state sciolte le riserve sulla tipologia degli arrivi.

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Si tratta di cittadini con particolari diritti. La Costituzione italiana garantisce infatti il diritto di asilo politico e lo status di rifugiati ai cittadini stranieri che ne facciano specifica richiesta, in base alla Convenzione di Ginevra del 1951. Prevede il riconoscimento dello Status di “rifugiato” per tutti quei cittadini stranieri che, per motivi di razza, religione, appartenenza sociale e/o politica, vengono perseguitati nel Paese in cui possiedono la cittadinanza o la dimora abituale, per cui non possono tornarvi. Per il tempo necessario all'esame delle domande esaminate dagli appositi Uffici di Polizia, al momento di ingresso in Italia lo straniero viene ospitato in un Centro di accoglienza. Terminato il periodo di accoglienza, al richiedente, viene rilasciato un permesso di soggiorno temporaneo, valido 3 mesi e rinnovabile fino al momento della decisione finale della commissione.

La struttura autorizzata a Trento per questo servizio è Villa Sant'Ignazio in zona collinare, dove attualmente soggiorna una trentina di rifugiati politici di varie nazioni.

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