Pag 36: Agricoltura per tutti
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Una proposta affascinante, ma da valutare e, semmai, realizzare con prudente gradualità

Agricoltura biologica nella Valle dei Laghi

“Insieme verso una nuova agricoltura: esperienze, progetti e proposte per una viticoltura ed un turismo sostenibile in Valle dei Laghi”. Era questo il titolo ed il filo conduttore del convegno che si è svolto a Vezzano il 16 aprile 2011, nel teatro comprensoriale, per iniziativa dell’APT Trento-Monte Bondone-Valle dei Laghi e di vari enti ed associazioni locali. Ne è uscita invece una proposta assai più coinvolgente e radicale, ma anche molto impegnativa: orientare decisamente e senza mezzi termini l’agricoltura della Valle di Laghi verso l’indirizzo biologico. A lanciare l’idea è stato il rappresentante dell’associazione nazionale Slow Food che ha affermato di avere maturato l’idea nei tre giorni precedenti al convegno trascorsi visitando aziende agricole  e località della zona.

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Trentino - Panoramica sulla Valle dei Laghi. - 2011 - Gianni Zotta

Trentino - Panoramica sulla Valle dei Laghi. - 2011 - Gianni Zotta

“Insieme verso una nuova agricoltura: esperienze, progetti e proposte per una viticoltura ed un turismo sostenibile in Valle dei Laghi”. Era questo il titolo ed il filo conduttore del convegno che si è svolto a Vezzano il 16 aprile 2011, nel teatro comprensoriale, per iniziativa dell’APT Trento-Monte Bondone-Valle dei Laghi e di vari enti ed associazioni locali.

Ne è uscita invece una proposta assai più coinvolgente e radicale, ma anche molto impegnativa: orientare decisamente e senza mezzi termini l’agricoltura della Valle di Laghi verso l’indirizzo biologico. A lanciare l’idea è stato il rappresentante dell’associazione nazionale Slow Food che ha affermato di avere maturato l’idea nei tre giorni precedenti al convegno trascorsi visitando aziende agricole e località della zona.

Di primo acchito la proposta ha suscitato entusiasmo nella platea, formata da persone di età diverse e di varia estrazione sociale e provenienza professionale. Non solo agricoltori, quindi.

Nel proseguo dei lavori (i relatori non hanno parlato solo di agricoltura, ma anche di turismo e di economia) al primitivo accoglimento incondizionato della proposta hanno però fatto seguito esternazioni di opinioni più moderate che hanno fatto ripiegare il convincimento generale verso una scelta che si pone come traguardo la gestione dell’agricoltura del territorio secondo un disciplinare di produzione integrata, con l’inserimento nel protocollo che deve essere ancora definito di misure e interventi migliorativi tali da giustificare la definizione di agricoltura ecosostenibile.

Magari iniziando dalla viticoltura.

Non è detto infatti a priori che i principi della viticoltura ecosostenibile si possano adattare acriticamente alla melicoltura della Valle di Cavedine inclusa nel toponimo Valle dei Laghi o alla frutticoltura (melo e actinidia) del Basso Sarca e dell’entroterra gardesano. Ammesso che il toponimo arrivi fino alla sponda del lago di Garda e dintorni.

L’agronomo delle cantine Ferrari di Ravina che segue con i tecnici del Centro per il trasfer9imento tecnologico di S. Michele i viticoltori singoli od associati alla cantina Toblino di Sarche accomunati dal fatto che producono uva Chardonnay base spumante, ha illustrato, seppure sinteticamente, il disciplinare di produzione viticola imposto come condizione di acquisto dell’uva a fine stagione. In molti punti il disciplinare è più restrittivo rispetto a quello proposto per la stagione 2011 dal Consorzio tutela vini trentini.

La difesa contro la botrite dell’uva, ad esempio, è affidata ai soli interventi agronomici di potatura verde e alle pratiche agronomiche pre e post-fiorali che assicurano un giusto equilibrio della vegetazione delle viti rispetto al carico di uva.

In sala erano presenti anche i giovani viticoltori della Valle dei Laghi che da qualche anno gestiscono il vigneto secondo le regole codificate della viticoltura biodinamica. Per quanto ci è dato sapere da contatti personali e visite nei vigneti (nessuno degli interessati è intervenuto nel dibattito), la applicazione delle regole della viticoltura biodinamica da parte di questi giovani è però solo parziale. Essi riservano molte cure al terreno e agli interventi che rispettano e talora potenziano la biodiversità, ma applicano solo in parte le pratiche della biodinamica steineriana, a nostro avviso più vicine all’esoterico che alla concretezza della formazione mentale del viticoltore tradizionale.

Estendere il loro modo di fare agricoltura a tutta la Valle dei Laghi è impensabile. Il loro vino è venduto ed apprezzato, ma ad acquistarlo sono generalmente persone aggiornate ed eco-sensibili. La cantina sociale di Sarche non potrebbe, almeno per il momento, fare altrettanto.

Poiché dall’incontro sono emerse altre proposte riguardanti settori diversi dall’agricoltura, ma ad essa complementari, riteniamo opportuno concludere la nota con l’auspicio che esse vengano riprese ed avviate a soluzione dalla nuova Comunità di Valle.

Potrebbe servire da guida il volume “Il vento sulla soglia” di Alberto Folgheraiter, con immagini di Gianni Zotta. Esso riporta e riprende molte delle idee emerse dal convegno con in più un ricco reportage fotografico sulla realtà fisica, economica ed umana della Valle dei Laghi.

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