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Mons. Golser: che lezione...

A fronte di un annuncio scarno e burocratico dell'accettazione da parte del “Santo Padre Benedetto XVI” della rinuncia al governo pastorale della diocesi di Bolzano-Bressanone e della nomina del successore, mons. Ivo Muser, il vescovo Karl Golser che si è dimesso, per motivi di salute, anticipando la notizia a tutti, per spirito di coerenza e di grande lealtà, senza chiedere il permesso a nessuno, ha dato la sua ennesima lezione di vita.

Parole chiave: malattia (260), salute (760), testimonianza (37), chiesa (4239)

A fronte di un annuncio scarno e burocratico dell'accettazione da parte del “Santo Padre Benedetto XVI” della rinuncia al governo pastorale della diocesi di Bolzano-Bressanone e della nomina del successore, mons. Ivo Muser, il vescovo Karl Golser che si è dimesso, per motivi di salute, anticipando la notizia a tutti, per spirito di coerenza e di grande lealtà, senza chiedere il permesso a nessuno, ha dato la sua ennesima lezione di vita. Docente di Teologia morale ha offerto alla Chiesa, ai fedeli, ai suoi preti ed anche di politici una “lectio” di morale vera, comprensibile, basata sulla testimonianza, sull'affetto, pur nella grande sofferenza (una forma atipica della sindrome di Parkinson) che lo affligge da alcuni mesi, mettendosi a fianco del successore, al momento dell'ufficializzazione della nomina. Pur nella dolorosa dissociazione fra pensiero e parola mons. Golser, è riuscito a farsi capire dalla sua gente, rigando uno straordinario discorso, fatto di silenzio, di qualche sorriso, di piccoli cenni del viso e delle mani, in una compostezza che ha esaltato la sua grande fede ed umanità. Certo la parola non è mancata. E' stata letta da altri, forse preparata con largo anticipo perché, proprio lui, prima di tutti, ha capito che non c'era più tempo per far un passo indietro, nonostante le preghiere dei devoti della diocesi che a Pietralba hanno invocato un segno forte del Signore, come un miracolo, attraverso la mediazione della Madonna. Golser si è rivolto, ringraziandoli “di cuore”, a tutti quelli che hanno pregato per lui e che continueranno ad accompagnare con le loro preghiere e la loro benevolenza - ha fatto leggere - “me, il nostro nuovo vescovo e i progetti della diocesi”.

Sapiente interprete delle Scritture e della Dottrina della Chiesa, intelligente oratore e sagace comunicatore, tanto con i grandi che con i piccoli, amato pastore che ha saputo conquistare, in appena due anni da vescovo, la simpatia del suo popolo, raggiungendo le persone più lontane, invitando tutti a riscoprire il grandissimo patrimonio naturale, il “creato”, nella sua bellezza, nel suo valore incommensurabile. Atteso, l'esordio di Muser, teologo che ha insegnato anche a Trento, il quale ha voluto salutare “tutti i fedeli” e “tutti gli uomini della nostra amata terra” a “braccia aperte” con un invito esplicito a partire da Cristo anche per quanto attiene la “convivenza di diverse lingue, culture, tradizioni e mentalità”, convivenza che “non va vissuta soltanto come una sfida”, ma come una “ricchezza”, anzi, “come la nostra vocazione nel contesto concreto della nostra chiesa locale”. “Ciò che ci unisce - ha affermato ancora Muser – è sempre più grande di ciò che ci divide”. Alla sua gente il nuovo vescovo si è rivolto in tedesco, in italiano e in ladino.

Il pensiero dell'arcivescovo di Trento, all'annuncio della designazione, in una lettera, con la vicinanza e il ricordo dell'amicizia maturata e coltivata sin dal 1976 durante gli studi universitari, va alla “lezione” di Golser dopo la diagnosi della malattia, rivolta al “bene della comunità” e non alla “difesa dell' immagine” personale. Bressan, in uno scritto indirizzato a Muser, si congratula con lui per aver risposto alla “chiamata del Papa”, dicendosi convinto di una positiva “accoglienza” della popolazione del Suedtirol. Esprime poi la vicinanza dei Trentini per la “fraternità” che da secoli segna i rapporti tra le due Diocesi”, confermando la massima collaborazione, viste “le molte sfide comuni” e “le intese” con i predecessori in tema di ecumenismo, di ambiente, di media, pastorale giovanile, famiglia, e formazione teologica, “questioni - scrive Bressan - che “rappresentano la missione della Chiesa”.

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