Dopo la serie americana Medium di Raitre, sono due i film tv italiani ad occuparsi di paranormale, Il tredicesimo apostolo. Il prescelto (Canale5 mercoledì 21.10) e Il restauratore (Raiuno domenica 21.30), premiati, specie il primo, dal favore del pubblico attratto nell’era del tecnicismo dal fascino del mistero dell’uomo e del rapporto con la morte.

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Roma - Una scena del film tv "Il tredicesimo apostolo. Il prescelto", in onda su Canale5. - 2012 -

Roma - Una scena del film tv "Il tredicesimo apostolo. Il prescelto", in onda su Canale5. - 2012 -

Dopo la serie americana Medium di Raitre, sono due i film tv italiani ad occuparsi di paranormale, Il tredicesimo apostolo. Il prescelto (Canale5 mercoledì 21.10) e Il restauratore (Raiuno domenica 21.30), premiati, specie il primo, dal favore del pubblico attratto nell’era del tecnicismo dal fascino del mistero dell’uomo e del rapporto con la morte. L’anno scorso fu il film Hereafter (Aldilà) di Clint Eastwood a destare interesse e scetticismo, affrontando al di fuori dell’estesa palude dei ciarlatani il tema della medianità come possibilità di un rapporto fra vivi e defunti dopo traumi dolorosi. Questo genere di argomenti è piuttosto estraneo alla nostra fiction; si deve risalire al 1971 per trovare nel mistery raffinato ed estetizzante Il segno del comando una vicenda di reincarnazione. Tre anni dopo, Malombra dall’omonimo romanzo del cattolico modernista Antonio Fogazzaro, sollevava su un tema analogo il velo del mistero identificando il fenomeno nella psicotica autosuggestione criminale della protagonista.

Nel titolo il telefilm di Canale 5 riecheggia ambizioni fantareligiose alla Dan Brown e si prevede nel finale una missione riformatrice della Chiesa affidata al protagonista Gabriel, professore, medium e gesuita. Dal pessimismo di Nanni Moretti al visionarismo dell'unico predestinato? Per ora con l’ausilio degli effetti speciali si è data forma visiva e narrativa ad alcuni casi di percezione extrasensoriale (telepatia, precognizione, medianità, ecc.), considerati del tutto rari dalla scienza parapsicologica e che Jung riteneva possibili, per le persone normali, nel sogno come prodotto dell’Io onirico e più in generale ricorrenti nel sonno e nella veglia in manifestazioni patologiche originate dall’inconscio in persone affette da gravi psicosi. E’ noto che lo spiritismo tra fine ‘800 e inizio ‘900 fu condannato dal Santo Uffizio. Quanto alla qualità stilistica del Tredicesimo apostolo, pathos, romanzesco e una buona sintonia interpretativa tra Claudia Pandolfi e Claudio Gioè giovano all’efficacia e alla discreta coesione degli episodi. Un filo narrativo lega le sei puntate, l’altruistico convergere d’intenti fra due posizioni opposte: la ricerca razionale di verità della psicologa Claudia e la coscienza dei propri poteri extrasensoriali in Gabriel. Insomma, se nel noto mito classico Gabriel avesse preso il posto di Orfeo, Euridice sarebbe risalita dalle ombre nelle “plaghe della luce”.

Più frammentario, tradizionale e semplice risulta Il restauratore, basato su un modello di fiction fra commedia e poliziesco, dove il paranormale funge quasi solo da stimolo per l’avvio dell’azione. Apprezzabili sono l’interpretazione di Lando Buzzanca e i buoni sentimenti. In entrambi i telefilm in effetti si coglie l’aspirazione a ricomporre a livello fantastico un ordine vivibile dal caos delle contraddizioni e dei conflitti umani.

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