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Podcast, (bello) sconosciuto
Sempre più spesso capita, alla fine di una trasmissione radiofonica, di sentire il conduttore ricordare a tutti gli ascoltatori che è possibile scaricare la puntata appena andata in onda via podcast. Ma cos’è un podcast?.
Sempre più spesso capita, alla fine di una trasmissione radiofonica, di sentire il conduttore ricordare a tutti gli ascoltatori che è possibile scaricare la puntata appena andata in onda via podcast.
Ma cos’è un podcast?
Molto semplicemente il podcast permette di scaricare da internet sul proprio computer, telefono, lettore mp3 o iPod le trasmissioni radiofoniche e di ascoltarle successivamente nei momenti che preferiamo. Sul treno, in auto, in autobus, sempre più persone godono dell'ascolto in differita di programmi che altrimenti non potrebbero ascoltare per via dell'orario o della propria agenda.
Ancora una volta la tecnologia ci consente di liberarci dalla tirannia dei palinsesti e dell'orologio in generale. Di più: ci permette di costruire un nostro palinsesto personale, similmente a quanto accade con i decoder televisivi evoluti ma con la differenza che la nostra programmazione personale diventa anche fruibile in luoghi diversi dalla propria abitazione.
In effetti il podcast è uno strumento che porta con sé numerosi vantaggi. Ad esempio, permette di condividere l'ascolto di una trasmissione che reputiamo interessante con altre persone dopo averla ascoltata. E ancora: facilita l'ascolto di programmi di alta qualità che magari, per lo scarso ascolto, vengono proposti ad ore impossibili.
Inoltre, ma questo bisogna dirlo sottovoce, in un Podcast la pubblicità non è presente e l'ascolto è decisamente più piacevole. Purtroppo, però, non sono presenti neanche gli accompagnamenti e gli stacchi musicali (questioni di SIAE, suppongo). Capita così che programmi che in diretta durano circa 1 ora, scaricati in Podcast non arrivino ai 30 minuti.
Infine il podcast offre un'altra interessante opportunità: attraverso dei software dedicati detti client, come Apple iTunes, Juice o Mirò (ma sono solo alcuni), è possibile abbonarsi ad una specifico programma. In questo modo non ci si deve più preoccupare di scaricare manualmente ciascuna puntata, magari quotidiana: il client penserà per noi a trasferire sui nostri dispositivi ogni nuova trasmissione non appena disponibile.
Esistono infine, ma sono rari, anche podcast a pagamento, legati soprattutto ad iniziative che non nascono dalla radio ma che sono pensate esclusivamente per il web. Così come esiste la variante video del podcast particolarmente gettonata dai comici (come Crozza) o dai formatori on-line (in questo momento, ad esempio, nella classifica Podcast di iTunes al secondo posto c'è un videocorso di fotografia).
A questo punto nasce spontanea una domanda: quale senso ha ormai una rilevazione di audience tradizionale che cattura e documenta solamente lo share dell'ascolto diretto? Dal punto di vista pubblicitario molto - evidentemente, visto che la pubblicità nel podcast manca - ma dal punto di vista del gradimento dell'ascolto e della qualità probabilmente nessuno. Anche in questo internet sta producendo una sensibile metamorfosi delle abitudini di ciascuno di noi.
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