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Pc e Internet nel quotidiano sono strumenti di lavoro, di apprendimento, di comunicazione, d'informazione, di divertimento. Ma sono anche strumento e veicolo di reati: truffe, pedo-pornografia, evasione fiscale, violazione dei diritti d'autore. A vigilare ci pensano gli “angeli del web”, gli agenti del Compartimento di Polizia postale e della comunicazione del Trentino - Alto Adige (25 operatori a Trento e una ventina a Bolzano, diretti dalla dottoressa Tiziana Pagnozzi). Siamo andati a vedere come si svolge il loro lavoro.
L'incontro, sollecitato dalla dirigente scolastica, con un gruppo di genitori di studenti di un liceo cittadino per metterli in guardia sui possibili abusi di Internet per gli agenti del Compartimento di Polizia postale e della comunicazione del Trentino - Alto Adige (25 operatori a Trento e una ventina a Bolzano, diretti dalla dott.sa Tiziana Pagnozzi) è solo routine. Ogni anno i componenti di questo nucleo altamente specializzato della Polizia di Stato partecipano a incontri nelle scuole o su invito di gruppi sociali e di volontariato che operano in campo educativo e familiare, per parlare del web, dei suoi straordinari pregi e vantaggi, ma anche dei pericoli e delle tentazioni per i ragazzi, gli adolescenti, ma anche per gli adulti, travolti dai suoi messaggi, dalle mille forme subdole di intrattenimento e cattura. Gli incontri in periferia si sono attestati su una media annua di 130. Gli interlocutori sono famiglie, insegnanti, studenti e scolari, ma anche rappresentanti delle associazioni culturali e sportive.
I condizionamenti non risparmiano nessuno e la dipendenza è divenuta una malattia da prevenire, combattere e curare. Basti solo pensare all'esasperazione dei videogiochi, cellulari e social network che hanno portato alla coniazione di nuovi termini, in rapporto al loro uso, innato per i giovani, definiti “nativi digitali” in contrapposizione agli “immigrati digitali”, gli adulti.
Si discute dunque a tutti i livelli del tema delle nuove forme di socialità che coinvolgono in primo luogo i giovani e giovanissimi e che si sviluppano attraverso i social network. C'è un continuo aggiornamento degli studi e delle ricerche sia in ambito medico che sociologico per comprendere l'incidenza delle nuove tecnologie sulla vita delle persone e sui rischi derivanti dal loro utilizzo, in termini di danni alla salute e di ostacolo ad un corretto sviluppo psico-fisico di bambini e adolescenti e sullo sviluppo sociale dell'individuo più in generale.
Pc e Internet nel quotidiano sono strumenti di lavoro, di apprendimento, di comunicazione, d'informazione, di divertimento. Ma sono anche strumento e veicolo di reati: truffe, pedo-pornografia, evasione fiscale, violazione dei diritti d'autore. Si fa diffusa la richiesta di una nuova etica, di leggi internazionali circa l'uso di questi strumenti.
Nei prossimi giorni anche in provincia di Trento prenderà il via una serie di iniziative informative legate alla Giornata mondiale proclamata dall'Onu per invocare una rete più sicura.
Al momento di iniziare il lavoro mattutino con l'apertura del computer, spiega l'ispettore Renzo Ferrai, ogni agente si trova a passare in rassegna decine e decine di lettere-denuncia da parte di privati cittadini che lamentano di aver subito una truffa, di genitori disorientati che segnalano comportamenti anomali dei loro figli dopo aver navigato in Internet, di sotterfugi per nascondere piccole malizie, di bruschi cambi di umore.
Dei casi emersi nel corso del 2011, sono 130 quelli che hanno portato a specifiche denunce per pedofilia. Ma l'“orco” è ben diverso da come lo si immagina nella raffigurazione che va per la maggiore, chiarisce Tiziana Pagnozzi. Non sempre è l'adulto; spesso si nasconde dietro a giovani (25 anni l'età media), che sanno ben occultare parole, volti ed atti. Il dato più allarmante, dicono Pagnozzi e Ferrai, è legato al fatto che spesso i genitori ignorano con che cosa giocano i loro figli. Le ricerche rilevano inoltre un aumento dell'aggressività per chi usa i videogiochi violenti. Dagli agenti del Compartimento di polizia viene un appello anzitutto al buonsenso. Non si tratta di demonizzare queste nuove modalità della comunicazione, di svago e di divertimento, ma di farne un uso ragionato e controllato.
Il cittadino può contare sul fatto che qualsiasi “traccia” in Internet resta e che è possibile, se non al 100 per cento, almeno al 98 per cento, risalire al suo autore, dicono questi esperti, ai quali è richiesto di comunicare con le lingue più diverse perché un'inchiesta può partire da qualsiasi punto del mondo).
Nelle scuole si è aperto il dibattito su una questione che evidenzia un indebolimento generale della società, della famiglia e della scuola, perché manca il tempo della sedimentazione di fronte a questa “nuova era geologica” come l'ha definita uno studioso, De Kerchove, priva di regole generali.
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