Dopo il via libera alle liberalizzazioni, il Governo mette a punto un altro tassello della fase due (“Cresci Italia”) del proprio programma col decreto sulle semplificazioni, portando avanti una strategia che, partita dalla manovra di stabilizzazione dei conti pubblici, dovrà poi affrontare la stagione delle riforme, tra cui quella spinosa del mercato del lavoro. Il nuovo provvedimento intende modernizzare i rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, puntando sull’innovazione “per dare all’Italia un’economia più produttiva e competitiva”, con l’apporto di grandi benefici dalla semplificazione della burocrazia.

I quasi 70 articoli del decreto affrontano trasversalmente vari settori: le imprese, il lavoro, l’università, le automobili, l’efficienza energetica, l’edilizia scolastica e quella abitativa, gli appalti e l’ambiente...

I quasi 70 articoli del decreto affrontano trasversalmente vari settori: le imprese, il lavoro, l’università, le automobili, l’efficienza energetica, l’edilizia scolastica e quella abitativa, gli appalti e l’ambiente

Trento - Pubblica amministrazione e cittadini.- 2012 - Vita Trentina

Trento - Pubblica amministrazione e cittadini.- 2012 - Vita Trentina

Dopo il via libera alle liberalizzazioni, il Governo mette a punto un altro tassello della fase due (“Cresci Italia”) del proprio programma col decreto sulle semplificazioni, portando avanti una strategia che, partita dalla manovra di stabilizzazione dei conti pubblici, dovrà poi affrontare la stagione delle riforme, tra cui quella spinosa del mercato del lavoro. Il nuovo provvedimento intende modernizzare i rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, puntando sull’innovazione “per dare all’Italia un’economia più produttiva e competitiva”, con l’apporto di grandi benefici dalla semplificazione della burocrazia.

La semplificazione, denominata anche deregolamentazione (o deregulation) si differenzia dalla liberalizzazione nel senso che incide sull’impianto delle procedure occorrenti per il compimento di atti della vita civile ed economica, mentre la seconda intende sfrondare la gamma stessa degli atti da compiere; tuttavia spesso i due termini sono usati indifferentemente.

Un primo tentativo di modernizzazione del sistema veniva attuato alla fine degli anni Novanta da Bassanini con le leggi sulla semplificazione della pubblica amministrazione e delle procedure amministrative. Si può ricordare anche il decreto Bersani del 2006 (governo Prodi) per la tutela dei consumatori e la lotta all'evasione fiscale, che viene ricordato per l'abolizione dei costi di ricarica per la telefonia mobile e per il riconoscimento delle facoltà di recesso da varie tipologie di contratto. Da ultimo si era cimentato l’ex ministro Brunetta, a valere in particolare del pubblico impiego.

Un primo risultato previsto del decreto sulle semplificazioni è la cancellazione di 333 leggi dall'ordinamento italiano, che a volte risulta tanto complesso da apparire incomprensibile. Difficile dire quante leggi ci sono in Italia; è stata azzardata una stima di 150.000 provvedimenti in vigore (tra leggi, regolamenti, decreti ministeriali, atti amministrativi...), molti dei quali inutili perché obsoleti; del resto manca un organo ad hoc, in grado di valutare se la legge continua a mantenere la propria utilità nel tempo. Tra le norme che vanno in pensione c’è un decreto legislativo del 1947 («disposizioni concernenti l'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo»), mentre l'ultima, del 2006, è un Dpr per la «Convocazione dei Comizi per le elezioni della Camera e del Senato»; vi è anche la norma che riguarda l'assistenza prevista per i rimpatriati dall'Etiopia nel '75 e '76.

I quasi 70 articoli del decreto affrontano trasversalmente vari settori: le imprese, il lavoro, l’università, le automobili, l’efficienza energetica, l’edilizia scolastica e quella abitativa, gli appalti e l’ambiente. Un primo quadro di riferimento si può ottenere dal prospetto pubblicato in questa pagina, ricavato da una bozza di decreto in circolazione in questi giorni, in cui si sono riportati per cenni essenziali e per linee guida alcune disposizioni.

Appare difficile improvvisare qualche stima sull’impatto che le nuove norme avranno sul Pil; vi è chi immagina risparmi per imprese e cittadini che potrebbero superare gli 1,3 miliardi di euro.

Primo Lorengo

Commenti

Log in or create a user account to comment.