La forza della poesia e della profezia nello sguardo grave o gioioso di fanciullo in un corpo di gigante padre Davide Maria Turoldo dell’ordine dei Servi di santa Maria, ha attraversato la scena di questo mondo lasciando un’impronta, destando commozione, stupore, ammirazione coinvolgimento, in quanto lo hanno ascoltato ed incontrato. I suoi passaggi in Trentino hanno lasciato un caro ricordo, come documentano le testimonianze qui raccolte.

“I poveri sono stati la causa della mia vocazioneI poveri sono il contenuto della mia fedeFonte di ispirazioneDella mia poesia e della mia predicazione”.Turoldo...

“I poveri sono stati la causa della mia vocazione

I poveri sono il contenuto della mia fede

Fonte di ispirazione

Della mia poesia e della mia predicazione”.

Turoldo

Padre David Maria Turoldo

Verona - Padre David Maria Turoldo ad "Arena5". - 1995 -Vita Trentina

La forza della poesia e della profezia nello sguardo grave o gioioso di fanciullo in un corpo di gigante padre Davide Maria Turoldo dell’ordine dei Servi di santa Maria, ha attraversato la scena di questo mondo lasciando un’impronta, destando commozione, stupore, ammirazione coinvolgimento, in quanto lo hanno ascoltato ed incontrato.

Nato a Coderno di Sedegnano in Friuli, il 22 novembre 1916, ultimo di nove figli, entra nell’ordine dei Servi di Maria nel 1940. Trascorre 15 anni nel Convento di san Carlo al Corso a Milano, dove partecipa alla Resistenza, fonda il giornale clandestino “L’uomo”, dà vita al centro culturale “Corsia dei servi”. Docente di filosofia ad Urbino, collabora con don Zeno Saltini a Nomadeflia.

Esiliato per un certo periodo dalle gerarchie religiose, per le sue predicazioni e il sostegno a Nomadelfia, trascorre due anni all’estero, tra Stati Uniti, Canada, Messico, Sudafrica.

Nominato priore dell’abbazia di Sant’Egidio a Fontanelle di Sotto il Monte, nel 1963, continua la sua intensa attività, di scrittore, predicatore, animatore della rivista “Servitium”, e del centro di spiritualità ed accoglienza “casa di Emmaus”.

E' morto a Milano il 6 febbraio 1992. Ha lasciato una vasta produzione letteraria e poetica, e il ricordo della sua prorompente dialettica e partecipazione agli avvenimenti della storia. I suoi passaggi in Trentino hanno lasciato un caro ricordo, come documentano le testimonianze qui raccolte.

(a cura di)

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