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L'evento Il 12-13 maggio l'adunata nazionale degli Alpini

Ritorno a Bolzano

Dell’adunata nazionale degli alpini a Bolzano si parla intensamente da qualche anno. Scartata l’idea di tenerla nel 2009, per la concomitanza con le celebrazioni del bicentenario della sollevazione hoferiana, è stata fissata per questo mese di maggio, dall’11 al 13.

Parole chiave: alpini (329), volontariato (1099), storia (1226), Alto Adige (260)
Alto Adige - Bolzano ospiterà l'85esima adunata nazionale degli alpini. - 2012 -

Alto Adige - Bolzano ospiterà l'85esima adunata nazionale degli alpini. - 2012 -

Il sindaco Luigi Spagnolli: “Una tappa importante nell’ambito del processo di convivenza, che è sempre in itinere”

La prima adunata nazionale degli alpini tutta altoatesina fu quella del 1949. Si tenne in una città ancora profondamente segnata dalla guerra. Decine di migliaia di penne nere arrivarono in Alto Adige, una terra, disse il sindaco Lino Ziller nel salutarli, che è “uno dei centri più naturali per la loro adunata”, caratterizzata da una “peculiare posizione etnico-geografica”, in cui “la nuova Italia democratica dimostra di saper riconoscere e tutelare nonché governare genti di lingua diversa”.

Bolzano - Il manifesto per l'85esima adunata nazionale degli alpini. - 2012 -

Bolzano - Il manifesto per l'85esima adunata nazionale degli alpini. - 2012 -

Uno “dei centri più naturali” non solo perché è una regione di montagna (elemento connaturato agli alpini), ma perché nel corso della storia fu sede di un gran numero di unità: brigate, divisioni, reggimenti, battaglioni. Bolzano è la “capitale degli alpini”: vi risiede il comando di tutte le Truppe Alpine. È il generale comandante Alberto Primicerj a sintetizzare, nei suoi stessi dati biografici, la natura degli alpini del terzo millennio: attenzione al territorio in un’ottica globale. Laureato in scienze strategiche, moglie di Amburgo, conosce l’inglese e il tedesco e ha persino il patentino di bilinguismo. Nato in Friuli, ha vissuto fin da piccolo per diversi anni in provincia di Bolzano. “Sono un militare e rappresento lo Stato – dice – ma proprio per questo ci tengo a dire che le diversità linguistiche e culturali sono un fattore che rende più ricco questo nostro Paese”. Vivere in Alto Adige l’ha aiutato a sviluppare una particolare sensibilità che ha messo a frutto anche altrove. Ad esempio in Kosovo, dove pochi anni fa ha comandato una brigata multinazionale nell’ambito della missione NATO. Non sorprende quanto dichiara: “Lo dico da militare: io non capisco e non accetto la violenza. L’uso delle armi lo considero l’ultima ratio per venire a capo di problemi che non si possono risolvere in altro modo”.

I primi alpini entrarono in Alto Adige il 4 novembre del 1918. Scesero dallo Stelvio lungo la val Venosta fino a Merano. Una guerra lunga e sanguinosa si era appena conclusa. Di lì in avanti le penne nere avrebbero condiviso la storia di questa regione, con tutte le sue mille contraddizioni. Le prime reclute trentine e altoatesine furono inquadrate nel battaglione Trento nei primi anni Venti. Inizialmente la sede fu la fredda San Candido.

Nel frattempo, nel 1920, a Trento era nata la sezione ANA (Associazione Nazionale Alpini) cui inizialmente faceva capo anche il territorio altoatesino. Del resto si era ancora in regime di provincia unica (la cosiddetta “Venezia Tridentina”). Solo nel luglio del 1928 fu creata anche a Bolzano un’apposita sezione. Attualmente essa raccoglie circa 2.900 soci, sparsi in quaranta gruppi.

Dell’adunata a Bolzano si parla intensamente da qualche anno. Scartata l’idea di tenerla nel 2009, per la concomitanza con le celebrazioni del bicentenario della sollevazione hoferiana, è stata fissata per questo mese di maggio, dall’11 al 13.

Come ogni cosa in Alto Adige, la marcia degli alpini ha fatto e farà discutere.

Bolzano - Il sindaco Luigi Spagnolli illustra l'organizzazione dell'85esima adunata nazionale degli alpini. - 2012 -

Bolzano - Il sindaco Luigi Spagnolli illustra l'organizzazione dell'85esima adunata nazionale degli alpini. - 2012 -

Il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, si è detto convinto “che questo evento sia una tappa importante nell’ambito del processo di convivenza, che è un processo sempre in itinere. La convivenza non si raggiunge mai, si costruisce giorno per giorno”.

(pagine a cura di)

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