Pag 15: Chiesa trentina
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L'attentato di Brindisi e il terremoto dell'Emilia Romagna hanno segnato anche la “Festa dei popoli”

Anche qualche lacrima

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Cinquantaquattro i gruppi nazionali ed etnici presenti alla sfilata per le vie di Trento

Ad accogliere la comunità dei “nuovi Trentini” in piazza Fiera nella tarda mattinata di domenica 20 maggio, quest'anno c'erano moltissimi trentini che nella notte avevano avvertito il terremoto che ha seminato distruzione in Emilia Romagna: agli stand dei vari popoli sin dall'apertura non si parlava d'altro in tutte le lingue.

Toccante anche la testimonianza dei rappresentanti siriani che hanno sfilato invocando la pace per il suo martoriato paese.

Molti i riferimenti di riprovazione anche all'attentato di Mesagne in provincia Brindisi, alla giovanissima vittima Melissa Bassi e alle sue compagne gravemente ferite. Nessun commento invece verso l'altro evento della giornata, il voto di ballottaggio in alcune città italiane.

La sfilata da piazza Duomo delle rappresentanze nazionali, ben 54 quattro, con i loro vessilli, fogge, strumenti musicali e ritmi, è stato accompagnato e salutato con applausi fragorosi.

Piazza Fiera era occupata ai lati da numerosi stand con prodotti etnici, un teatro tenda per la mensa, le cucine tipiche e quella di servizio Ana dei Nuvola.

Sul gigantesco palcoscenico sovrastato dallo slogan della tredicesima edizione della Festa dei popoli,”Popoli insieme è bello” ha poi accolto rappresentanze, autorità e capi religiosi per una preghiera comunitaria e il benvenuto.

La struttura è stata utilizzata già alla vigilia, sabato, per una catena di concerti serali, preparatori, di gruppi musicali e di esibizioni di formazioni folcloristiche che si sono alternate anche nella giornata festiva, per l'intero pomeriggio, nell'intrattenimento della folla, sin che la pioggia non ha diradato le presenze.

Si sono viste molte coppie miste con nonni o l'uno o l'altro dei genitori trentini, nell'atto di spingere carrozzine e passeggini. Fra i più giovani il clima non era diverso da quello dei “ragazzi del muretto”, intenti a scambiarsi opinioni, commenti e qualche effusione, mentre tutt'intorno i colori a dominare erano quelli dell'arcobaleno e non solo per la presenza delle molte bandiere del pacifismo. All'ora del pranzo il profumo della pasta al ragù dei Nuvola si è mescolato con i mille profumi di piatti tipici di ogni parte del mondo, di dolci e manicaretti presi d'assalto a seconda delle appartenenze nazionali ed etniche.

Anche qualche lacrima
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